23 gennaio 2009
Cari ascoltatori ecco arrivare al Mambo di Bologna la mostra che ha incantato il pubblico americano, un grande successo che ha registrato oltre 175mila visitatori. Si tratta di “Giorgio Morandi, 1890-1964” curata dal Professor Renato Miracco e da Maria Cristina Bandera e che fino a un mese fa era allestita al Metropolitan Museum. Una grande esposizione che permetterà ora ai visitatori e appassionati italiani di apprezzare 110 opere del grande maestro di nature morte e di paesaggi. Spaziando tra dipinti, acquerelli, disegni e acqueforti, la rassegna ci racconta tutto il suo iter artistico. Una parabola che, dopo un esordio cubista ed un periodo metafisico, trovò note originalissime in lavori monocromatici, sempre più evanescenti ed impalpabili. Opere che attraverso la rappresentazione di oggetti semplici come vasi e brocche “vanno in profondità, per giungere all’essenza” come disse lo stesso Morandi.
Si tratta di una mostra completa che permette di confrontare opere americane ed italiane che non erano mai state viste insieme. Per la prima volta, si potranno, apprezzare le opere di serialità realizzate dal ’37 in poi, opere fatte di paesaggi, di nature morte in viola, in giallo. Per arrivare, infine, agli oli e agli acquerelli decomposti che ci ricordano Rothko. “Il suo giocare a togliere, il suo andare verso la naturalità, il suo scendere in profondità nella materia – spiegano i curatori- il carattere minimalista del suo lavoro l’avvicinano, infatti, moltissimo alle nuove generazioni su cui ha avuto una grande influenza.”
La selezione effettuata dai curatori comprende lavori appartenenti, oltre che al Museo Morandi di Bologna, alle raccolte di studiosi e amici dell’artista, quali Roberto Longhi, Cesare Brandi, Lionello Venturi e poi anche dipinti acquisiti da collezionisti che entrarono in contatto con Morandi e che da subito seppero capirne il genio, come Boschi Di Stefano, Ghiringhelli o Magnani e ancora importantissimo come dicevamo la mostra propone anche grandi capolavori dell’artista confluiti nei musei americani, dal MoMA di NewYork, alla National Gallery of Art, dalla Phillips Collection alla Yale University Art Gallery di New Haven, che rappresentano un’eccezionale occasione per i visitatori della sede italiana. Altri prestiti provengono poi da importanti istituzioni e musei italiani, tra cui la Pinacoteca di Brera (Milano), il MART di Rovereto, la Galleria degli Uffizi (Firenze), la Collezione Peggy Guggenheim (Venezia) o la Galleria Nazionale d’Arte Moderna (Roma). Si tratta, avrete capito, di una mostra davvero importante, ricca di opere molte delle quali sconosciute al pubblico italiano.
La mostra ha apeto i battenti il 22 gennaio e chiuderà il 12 aprile. Potete trovare tutte le informazioni sulla visita nel sito del mambo: www.mambo-bologna.org
Ma per saperne di più abbiamo incontrato uno dei curatori della mostra, Maria Cristina Bandera.
Dottoressa Bandera può raccontare ai nostri ascoltatori come si svolge il percorso di questa mostra?
Questa mostra raccoglie oltre cento opere di Morandi, provenienti da diverse collezioni nel mondo, possiamo definirla un evento?
Molte delle opere in mostra appartengono a collezioni di personaggi legati in qualche modo al cinema, cosa c’è di cinematografico in Morandi?