17 marzo 2009
Cari ascoltatori, in questa nuova puntata dedicata alle mostre vi portiamo al Mar, Museo d’Arte della città di Ravenna dove, fino al 21 giugno è allestita l’esposizione L’artista viaggiatore: da Gauguin a Klee, da Matisse a Ontani.
Il viaggio è un tema che ha affascinato molti artisti, attratti dal mito dell’esotico e del lontano. Attraverso i loro occhi, la mostra evoca le atmosfere di quattro continenti, Africa, Asia, America Latina e Oceania: ora sono gli splendidi panorami, dai deserti alle barriere coralline, ora le popolazioni locali e i loro costumi, ora la magia dell’architettura orientale. C’è chi, come Paul Klee s’entusiasma per le sere tunisine di “una bellezza indescrivibile” e chi come Matisse, ricordando il mare polinesiano sospira per i “grigi verde giada” delle lagune, per le “eleganti palme” e le “bande di pesci blu, gialli, zebrati di nero”.
“Il viaggio espositivo – raccontano i curatori Claudio Spadoni e Tulliola Sparagni – passa attraverso due movimenti artistici fondamentali per l’arte europea tra Ottocento e Novecento: l’orientalismo e il primitivismo. Inaugurato in Francia, introdotto successivamente in Italia nella seconda metà dell’ottocento, l’orientalismo si afferma al punto da stimolare un’intensa produzione artistica e letteraria, popolata da harem sensuali e serragli d’animali feroci. É però sul finire del XIX secolo, con Gauguin e gli artisti da lui influenzati, che il mito dell’esotico si diffonde definitivamente e lo sguardo dell’uomo europeo diventa un fatto creativo ed estetico: la vita e l’arte di popoli lontani, i panorami inconsueti, i corpi e i colori di terre distanti dalla geografia culturale dell’Occidente innestano una svolta decisiva nell’arte europea”.
Introdotto da modelli storici di galeoni, antiche carte geografiche e mappamondi, il percorso inizia dal realismo ottocentesco di Caffi, Ussi, Pasini e Guastalla, le cui opere raccontano e documentano i loro viaggi al seguito di spedizioni diplomatiche nel Medio Oriente e nel Mediterraneo.
Si passa poi attraverso il post-impressionismo di alcuni dei maggiori artisti europei, tra cui Gauguin e le sue suggestioni polinesiane, per giungere all’espressionismo dei tedeschi Nolde e Pechstein e del francese Matisse, in Oceania nel primo decennio del ‘900.
Parallelamente, il Nord Africa suscita l’interesse di artisti come Klee, Macke, Moilliet, a Tunisi nel 1914 e poi ad Hammamet alla ricerca delle potenzialità della luce e del colore; così Kokoschka, in Egitto negli anni ’20 e Dubuffet, con i suoi deserti algerini degli anni ’50. Protagonisti dell’Informale come Tobey e Mathieu, con le loro derivazioni dal calligrafismo giapponese, ci conducono al continente asiatico, meta condivisa, pur nella diversità dei paesi prescelti e delle esperienze esistenziali ed estetiche, anche da artisti viaggiatori contemporanei come Mondino, Boetti e Ontani.
L’esposizione è arricchita da reportage fotografici storici e da sculture, maschere, oggetti rituali ed etnografici dei luoghi evocati, provenienti dal Museo Nazionale Preistorico ed Etnografico “Luigi Pigorini” di Roma.
La scelta di un tema come quello del viaggio sottolinea la millenaria vocazione di Ravenna, una città, come ha scritto Eugenio Montale: dove, ancora oggi, “un’antica vita si screzia in una dolce ansietà d’Oriente”.
Potete trovare maggiori informazioni sul sito:
www.museocitta.ra.it