13 maggio 2008
Ci sono tutte le opere più conosciute di Andy Warhol nella coloratissima mostra dedicata all’artista americano e allestita alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo. Un contenitore eccezionale, la villa è davvero splendida, per una mostra elettrizzante che omaggia il Pop e soprattutto il genio di un artista unico nel suo genere.
Andy Warhol. The new factory propone circa 140 opere create tra la metà degli anni cinquanta e gli anni ottanta per rivivere l’atmosfera della Factory, la “fabbrica d’arte” da lui fondata a New York.
La società dei consumi americana degli anni sessanta e settanta trovò in Warhol il proprio testimone colui che la costrinse a rispecchiarsi in se stessa attraverso le proprie icone. Fossero queste una zuppa come la Campbell’ Soup o un mito del cinema e della femminilità come Marilyn Monroe.
Le immagini della pubblicità e della cronaca vengono decontestualizzate e ricreate da Warhol con interventi di colore abbagliante, allegri ma profondamente inquietanti.
L’opera grafica di Warhol assume un’importanza decisiva all’interno della sua produzione a partire dall’inizio degli anni sessanta, quando l’artista adotta la tecnica serigrafica. In questo modo Warhol diventa anche il più autentico rappresentante della pop art, con scelte che mirano a colpire l’immaginario collettivo partendo da semplici elementi di vita quotidiana.
Nella rassegna si possono ammirare alcuni esempi di tavole disegnate e colorate a mano che sono tra i primi lavori di Warhol: la serie In the Bottom of My Garden (1955), con figure di putti ispirate a libri per bambini; A Gold Book (1957), con disegni ripresi da fotografie e riportati su carta dorata; Wild Raspberries (1959), un divertente libro di cucina con torte e cibi illustrati da Warhol e ricette di fantasia inventate dall’amica Suzy Frankfurt e trascritte a mano dalla madre dell’artista.
La mostra prosegue con le celebri serigrafie raffiguranti Marilyn Monroe (1967), Paloma Picasso (1975), i barattoli di Campbell’s Soup (1969), Flowers (1970), Electric Chair (1971), Mao (1972), Mick Jagger (1975), e con le importanti serie dedicate ai travestiti di colore (Ladies and Gentlemen, 1975), ai ritratti di ebrei del XX secolo (Ten Portraits of Jews of the Twentieth Century, 1980), all’epopea del West (Cowboys and Indians, 1986), per finire con The Last Supper (1987) realizzata poco prima della morte, elaborando l’immagine de L’ultima cena di Leonardo.
Dotato di una creatività inesauribile, Warhol ha spaziato tra le più diverse forme di espressione artistica, dal cinema, all’editoria alla musica. E proprio in sottofondo potete ascoltare i Velvet Underground, gruppo da lui promosso e composto da grandi artisti come Lou Reed, John Cale, Sterling Morrison e Maureen Tucker e la cantante tedesca Nico.
La rassegna è quindi completata da una preziosa sezione documentaria comprendente copertine di dischi (come dicevamo Warhol era molto attratto dal mondo della musica e ha disegnato alcune delle copertine più famose della storia del rock, tra cui due album per i Rolling Stones, uno per i Velvet Underground, e altri ancora per Aretha Franklyn, Paul Anka, Miguel Bosè), e in mostra ancora esemplari della rivista da lui fondata, la mitica Interview nel suo formato gigantesco e libri di e su Andy Warhol e anche film perché questo eclettico e instancabile personaggio, tra gli anni sessanta e settanta ha diretto o prodotto una settantina di film underground.
Completano questa ampia panoramica sul lavoro di Andy Warhol pannelli didattici, fotografie e filmati riguardanti la sua vita e la sua opera.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Mazzotta che costituisce la più ricca antologia della produzione grafica di Warhol pubblicata in Italia, con testi di Achille Bonito Oliva, Ada Masoero e Laura Ravasi.
Ricapitoliamo, la mostra ANDY WARHOL The New Factory , alla Fondazione Magnani Rocca
di Mamiano di Traversetolo, in provincia di Parma, fino al 6 luglio, dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 18 chiuso il lunedì
Informazioni sul sito: www.magnanirocca.it