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17 Aprile 2015 | Mostre

A Fossoli i mondi di Primo Levi

Nel 70° anniversario della liberazione di Auschwitz, approda al campo di Fossoli la mostra itinerante sullo scrittore che ha raccontato la verità sul mondo capovolto del Lager

A cura di Carlo Tovoli

Cari ascoltatori, oggi vi invitiamo a riflettere su uno scrittore, ma anche chimico e inventore, che ha dato testimonianza con la sua penna, in oltre quarant’anni, dei recessi più dolorosi e insondabili del XX secolo. I suoi testi sono famosi in tutto il mondo, da  Se questo è un uomo a I sommersi e i salvati, e centrale è la sua figura nella cultura e nella scuola del nostro e di tanti altri paesi. Stiamo parlando di Primo Levi. La sua storia la conosciamo un po’ tutti: torinese, antifascista, nel 1943 venne catturato dai nazifascisti e quindi, nel febbraio dell’anno successivo, deportato nel campo di concentramento di Auschwitz in quanto ebreo, partendo proprio dal campo di Fossoli. Fu uno dei venti sopravvissuti dei 650 ebrei italiani arrivati con lui al campo. Un’esperienza che lo segnò per il resto della vita fino alla tragica morte, nell’aprile del 1987.

Alternando il mondo della letteratura alla professione di chimico, si è impegnato affinchè la memoria di quell’incubo non svanisse col tempo. E lo ha fatto con “strenua chiarezza” : sono le sue parole e danno il titolo alla mostra itinerante, curata da Fabio Levi e Peppino Ortoleva, che è ospitata nella Baracca recuperata del Campo di Fossoli dal 19 aprile al 30 giugno 2015.

È una mostra suddivisa in sei sezioni che offre al visitatore l’occasione di penetrare con parole e immagini nei “mondi” di Primo Levi e di conoscere la sua personalità multiforme, l’inesauribile curiosità per l’animo umano, il suo sguardo spesso ironico e la sua inesausta ricerca del dialogo soprattutto con i più giovani. Ci sono illustrazioni inedite, videoinstallazioni, audiovisivi, pannelli esplicativi che rendono il percorso davvero ricco e interessante, offrendo a studenti e insegnanti innumerevoli occasioni di riflessione sulla letteratura e sulla vita. Entriamo nei “mondi” di Primo Levi. Si parte con “Carbonio”, un racconto del 1975 in cui si descrive il viaggio avventuroso di un atomo di carbonio che trasformandosi diventa protagonista della nascita e dello sviluppo della vita sulla terra. Un “sogno letterario” che Levi aveva immaginato al tempo della prigionia ad Auschwitz. Segue “il viaggio verso il nulla e verso casa”. Una carta geografica dell’Europa propone l’itinerario di Levi dall’arresto ad Auschwitz al lungo viaggio per il ritorno a casa. “Cucire parole” è la sezione dedicata al Levi scrittore, mentre “Cucire molecole” racconta del Levi chimico. L’ “Homo Faber” ci parla invece della relazione fra mano e cervello nel creare, e ripropone le sue sculture in filo di rame, come la celebre farfalla.

L’ultima sezione è dedicata al protagonista del suo romanzo “Le chiavi a stella”, il montatore di tralicci e ponti di ferro Tino Fassone. Il tema è quello del lavoro e il suo significato nella vita dell’uomo. Mestieri vecchi e nuovi sono descritti dalle immagini in sequenza. Chiude un video che ripercorre i vari momenti della biografia di Levi.
Una mostra imperdibile e resa ancora più speciale dall’allestimento curato da Gianfranco Cavaglià in collaborazione con Anna Rita Bertorello. Tutte le informazioni su www.fondazionefossoli.it

Da Fossoli nel lontano 1944 Levi partì per l’inferno. Oggi ci ritorna per noi.
Un saluto da Carlo Tovoli! 

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