Bernardo Lo Sterzo e Diego Tripodi, musicisti e divulgatori, ci introducono all’ascolto de La Bohème di Puccini, in scena al Comunale Nouveau nell’acclamata versione con la regia di Graham Vick.
Sul podio il giovane direttore Martijn Dendievel. Nel cast Karen Gardeazabal, Stefan Pop, Giuliana Gianfaldoni, Vittorio Prato.
Appuntamento dal 23 al 30 novembre 2025 al Comunale Nouveau di Bologna, nell’ambito della Stagione d’Opera del Teatro Comunale di Bologna 2025.
Nello spettacolo del regista inglese Mimì muore sola, in una stanza vuota, abbandonata dai suoi amici e da Rodolfo, incapaci di gestire e comprendere quell’evento drammatico. «C’era una volta la gioventù e poi arriva la morte. Il dramma è lì. I primi due atti sono pieni di vita, gli ultimi due sono sotto l’ombra della morte». Con queste parole Graham Vick riassumeva la vicenda del capolavoro pucciniano in quattro quadri su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica da Scènes de la vie de Bohème di Henri Murger, che mostra uno scorcio di vita della gioventù parigina ottocentesca dalle atmosfere crepuscolari. Questo “scorcio di vita” il regista l’aveva riportato alla dimensione universitaria, così sentita e presente a Bologna, lavorando sui dettagli minori, sulle “piccole cose” che fanno la differenza, investendo molto nelle doti attoriali dei cantanti e nei rapporti tra i personaggi. «La bohème è un’opera per attori-cantanti, tutta basata com’è sulla parola; non è assolutamente spettacolare – spiegava ancora Vick – Una grande opera d’arte: per questo vale sempre la pena di tornare a interrogarla, di lavorarci sopra; cosa che non capita con altri titoli». A riprendere l’allestimento al Nouveau sono Ron Howell – che cura anche i movimenti scenici – e Yamal das Irmich; le scene e i costumi sono firmati da Richard Hudson e le luci da Giuseppe Di Iorio.