14 giugno 2008
Nelle antiche sale del castello estense nel centro di Ferrara, uno dei castelli più belli e meglio conservati della Regione Emilia Romagna, si può visitare fino al sei luglio la prima esposizione antologica dedicata ad uno dei principali protagonisti della cultura figurativa ferrarese del Cinquecento, Benvenuto Tisi, detto il Garofalo (Ferrara 1481 – 1559).
Si tratta, della prima mostra realizzata a Ferrara da Ermitage Italia, la filiale italiana del prestigioso museo russo e non è un caso che la scelta sia ricaduta su questo pittore : la prima opera del Rinascimento italiano giunta nel 1720 in Russia, all´epoca dello zar Pietro il Grande – sia pure con l´erronea attribuzione a Raffaello – fu proprio una “Deposizione”, opera di Garofalo
L’idea degli organizzatori non è solo quella di ricostruire con questa esposizione la parabola umana ed artistica di Garofalo, che è riuscito a convogliare a Ferrara, e nelle sue opere, tutte le tendenze dell’arte moderna, ma anche quella di ricordare e di immergersi, attraverso le opere di artisti quali Domenico Panetti, Boccaccio Boccaccino, Dosso Dossi, Francesco Francia, nello straordinario clima artistico ferrarese di inizio Cinquecento.
E’ anche un´occasione importante per fare il punto su un artista in passato sottovalutato dalla critica, ma in realtà già assai apprezzato come “moderno” dal Vasari, per la sua pittura e per il suo stile di vita, e straordinariamente vitale e attivo nella città degli Estensi, che in lui si identifica più che in altri. Le sue opere, collocate soprattutto nelle chiese e nei palazzi nobiliari, furono infatti sotto gli occhi di tutti, entrando presto nell´immaginario collettivo e influenzando, per molti aspetti, il percorso seguito dalla scuola di pittura locale nella prima metà del Cinquecento.
Salendo gli antichi scaloni in penombra già si compie quel viaggio nel tempo che consentirà al visitatore di immergersi in un’epoca lontana e di poter osservare opere mai giunte finora in Italia, assieme a quelle conservate nel territorio ferrarese, dove l’artista operò per lungo tempo.
Ne seguiamo il percorso guidati dal Mauro Lucco uno dei curatori della mostra.
Intervista a Mauro Lucco
L’esposizione, che comprende 75 dipinti, alcuni veramente di grandi dimensioni, è curata da Tatiana Kustodieva e Mauro Lucco in collaborazione con Michele Danieli, con il contributo dei direttori scientifici di Ermitage Italia Irina Artemieva e Francesca Cappelletti e del presidente del comitato scientifico della neonata fondazione Michail Piotrovsky.
La mostra ferrarese – promossa dal Museo Statale Ermitage, dalla Provincia e dal Comune di Ferrara e dalla Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con l´IBC per alcuni eventi speciali, e catalogo (edizioni Skira) – offre dunque e finalmente un volto nuovo, e forse inaspettato di Garofalo, alla luce dei più recenti studi e dell´attenta revisione dei documenti originali.
Orario: Tutti i giorni ore 9.30 – 19.30