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5 Maggio 2009 | Mostre

Il nuovo Sant’Agostino di Modena da luogo di cura a luogo di cultura

Fino al 24 maggio la mostra Uno coi fotografi Vaccari, Fontana, Ghirri, Jodice e Basilico

A cura di Marina Leonardi

5 maggio 2009

Cari ascoltatori in questa nuova puntata dedicata alle mostre nella nostra regione vi portiamo a Modena in quello che fino a pochi anni fa era il principale ospedale cittadino. E’ emozionante salire i settecenteschi scalini del Sant’Agostino e al posto di medici e infermiere imbattersi negli scatti colorati di Franco Fontana o nella sagoma scura di un bar da cui fanno occhiolino i pianeti del sistema solare. Perché, il bell’edificio del Sant’Agostino sorto a metà del 1700 per volere del duca Francesco III d’Este, non è più il luogo primario di cura dei modenesi ma un luogo di cultura, sono solo tre lettere in più ma la differenza è abissale.

Una differenza di cui si deve ringraziare la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena che ha acquistato i locali, li ha in parte già recuperati e, altro tassello fondamentale, li ha riconvertiti a luogo espositivo mettendoci dentro le 134 immagini di Uno . Uno, sta per capitolo uno della collezione italiana del Fondo internazionale di fotografia della Fondazione stessa curata da Filippo Maggia, che qui propone le opere di cinque grandi  maestri dell’obiettivo: Franco Fontana, Franco Vaccari, Luigi Ghirri, Gabriele Basilico e Mimmo Jodice.

I modenesi piacevolmente sorpresi sono accorsi in massa alla mostra, oltre settemila visite in poco più di un mese di esposizione, incuriositi dalle bellissime fotografie  ma anche per rivedere lo spazio con occhi diversi. E bisogna dire che l’effetto è notevole. La qualità delle immagini scelte valorizzano in pieno la struttura rinnovata così come le sale dello storico ospedale  sono capaci  a loro volta di far risaltare le immagini dei grandi maestri della fotografia contemporanea.

A partire dagli scatti di Franco Fontana che dicevamo accolgono i visitatori già dalle prime stanze. Del fotografo modenese sono in mostra le immagini più belle, che hanno fatto storia ormai, come gli scatti di Praga o i paesaggi urbani. Se Fontana rappresenta l’abilità dello sguardo a cogliere colore e geometrie Franco Vaccari invece è il puro concetto, la macchina fotografica per lui è strumento di ricerca continua e sperimentazione come nelle immagini in mostra o nel geniale allestimento del Code Bar. Di Luigi Ghirri, sono in mostra diversi scatti degli anni ’80, tra quelle che hanno sconvolto e ridefinito la fotografia di paesaggio. E se i bianco e neri metafisici di Mimmo Jodice ci portano a una lettura artistica della realtà i fedeli fotoreportage urbani di Gabriele Basilico, da Genova a Porto, ci riportano coi piedi ben per terra.

Se i visitatori modenesi provano forti emozioni di fronte al rinato Sant’Agostino lo stesso vale per i due fotografi geminiani che qui espongono.

Franco Fontana ricorda che nel 1954, proprio nelle stanze al piano rialzato del Sant’Agostino dove oggi sono esposte le sue opere, lui era ricoverato per una appendicectomia. A distanza di oltre cinquant’anni si guarda intorno e sorride un po’ incredulo, perché ci vuole tempo per assimilare i cambiamenti, soprattutto quelli così radicali come il cambio di funzione di quello che era per tradizione  l’ospedale dei modenesi. Al fotografo  l’onore di aprire le “danze” della mostra Uno con le sue opere, frutto di una sensibilità al colore che ha eguali solo sulla tavolozza di un grande pittore. Su bianco candido delle pareti un percorso che va dagli anni ’60 alla fine degli anni ’90.

Franco Vaccari al Sant’Agostino propone una sua Esposizione in tempo reale, il Code bar 2 (la prima versione dell’opera era stata presentata con successo alla Biennale di Venezia del 1993) una struttura che ripropone un luogo chiuso con tavolini e luci soffuse. Sulla facciata del locale un grande codice a barre “segno dei nostri tempi”. Vaccari è piacevolmente stupito di esporre al S.Agostino: “ Ho diversi ricordi legati a questo luogo che danno il segno del tempo che passa – ci dice-  Una volta ero qui con mio padre e mentre aspettavamo di fare una visita, suonò l’allarme antiaereo e dovemmo tutti scappare via. Qui ho tolto le adenoidi, da ragazzino e senza anestesia! Chi avrebbe mai detto che in quell’ospedale un giorno avrei aperto un Bar?!”

Mimmo Jodice, napoletano classe 1934, non ha ricordi legati alla struttura ma si dice molto felice di esporre a Modena che” per noi che facciamo fotografia è da sempre un importante punto di riferimento. Il fatto che proprio qui nasca una collezione internazionale consolida la vocazione di questa città per l’arte fotografica”.

E proprio di questo tema vogliamo parlare con il curatore Filippo Maggia che abbiamo al telefono:

Maggia, un’altra mostra di fotografia a Modena nel giro di pochi mesi e una mostra dove ben due artisti sono modenesi, Fontana e Vaccari e un altro, Ghirri, è reggiano ma possiamo dire modenese d’adozione. La domanda viene spontanea, esiste davvero una scuola emiliana di fotografia e il suo epicentro è Modena?

Le immagini in mostra nell’ex ospedale S.Agostino sono un primo assaggio di quella che sarà la raccolta italiana della Collezione internazionale di fotografia della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Come evolverà questa raccolta, avete già acquisito altre opere di fotografi italiani o siete in procinto di farlo, può rivelarci chi saranno i protagonisti della prossima mostra che immaginiamo avrà come titolo Due?

Potete trovare tutte le informazioni per la visita sulla pagina stampabile di questa rubrica:

Info:
Uno. Basilico, Fontana, Ghirri, Jodice, Vaccari
Periodo: Fino al 24 maggio
Sede: Ex Ospedale Sant’Agostino, via Emilia Centro 228, Modena
Produzione: Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
Orari:Martedì – domenica 11-19 Chiuso il lunedì
Ingresso gratuito

Informazioni
Tel: 335/1621739, Tel. 059 239888
www.fondazione-crmo.it

 

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