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2 Maggio 2006 | Mostre

N°10-ARTI MUSICA E SPETTACOLO

Mostra a Longiano “Dalle cronache del mio orto”: intervista all’artista Pirro Cuniberti

Pirro Cuniberti è nato a Padulle di Sala Bolognese nel 1923. Ha frequentato la Scuola per l’Industria Artistica di Bologna dal 1939 al 1942, anno in cui viene inviato al fronte. Allievo di Morandi, di Romagnoli e di Guidi all’Accademia di Bologna, scopre la pittura di Klee alla prima Biennale del dopoguerra,  nel 1948, e capisce che lo amerà tutta la vita. Poi incontra Francesco Arcangeli, che sta tirando le fila del suo “ultimo naturalismo” padano, e gli presenta la prima mostra personale, al Circolo della Cultura di Bologna, nel 1957.
Partono di qui i primi lavori maturi: grumi di spazio e di vento, incastri di segni e di macchie che cercano, al centro della pagina disegnata o dipinta, un nucleo d’energia, un cuore ansioso, un gorgo, un precipizio. Ma quello di Cuniberti è un mondo dolcissimo, di segni e sfumature, di ricordi e immagini, tracce e cicatrici, grumi leggeri e trasparenze. Al di là dell’informale, c’è in Pirro una specie d’inclinazione lirica, una grazia ricercata che traspare in ogni tappa del suo percorso artistico.

Ecco cosa ha scritto nel 2000: “Segni duri, segni morbidi sfumati, segni che racchiudono forme nitide, segni che alludono, segni sgranati, segni da brivido…”.


Con la mostra “Dalle cronache del mio orto”, aperta a Longiano, in provincia di Cesena, fino al 2 luglio 2006, Pirro Cuniberti torna in Romagna dopo l’antologica alla Loggetta Lombardesca di Ravenna del 1998. Composta da 80 disegni, otto tecniche miste e un libro d’arte, la mostra mette in evidenza la straordinaria figura di questo artista che espone a Londra, a Berlino, in tutto il mondo, e che, come ha scritto un critico, distilla sottigliezze “con la cura di un aceto balsamico”.


Elencando una volta i possibili “soggetti da realizzare”, Cuniberti annotò, fra gli altri,  i “dialoghi fra bruchi su di una mensola ben progettata”, poi i “giochi del vento su di un crinale e i suoi rapporti con un polo rosso e un albero solitario”, quindi i “difficili dialoghi tra due nubi e un aeroporto”: come dire che tutto, se privato della sua altezzosa pretesa di significare razionalmente, e ridotto ad una polvere di “segni inutili” che cercano i loro possibili compagni d’avventura, tutto può fare poesia. E’ questa la bellezza dei disegni, della poesia e dell’arte di questo splendido ottantenne.


Intervista a Pirro Cuniberti

Brano corrente

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