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29 Maggio 2006 | Mostre

N°14-ARTI MUSICA E SPETTACOLO

Andar per mostre in Regione

Già due puntate fa sottolineavamo la quantità e la qualità delle mostre allestite in questi mesi nella nostra regione, davvero moltissime. Abbiamo già parlato di De Pisis a Ferrara, di Turner, Monet e Pollock a Ravenna, vediamo oggi altri importanti appuntamenti.

Partiamo dalla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo, un luogo incantato che merita una visita  anche solo per il bellissimo palazzo, il parco e la raccolta permanente. L’interessante Fondazione parmense ci propone fino al 16 luglio “Da Monet a Boltanski: Capolavori del ‘900 dal Musée d’Art Moderne di Saint-Etienne”.  E’ una occasione davvero imperdibile per godere del confronto ravvicinato tra i capolavori del Novecento raccolti durante una vita dal Fondatore Luigi Magnani e quelli proposti dal Musée d’Art Moderne di Saint-Etienne, per l’arte contemporanea, il secondo grande museo di Francia, che possiede circa 15.000 opere.
Il percorso espositivo consente una sorta di racconto dell’arte del secolo appena concluso, da Monet ai protagonisti contemporanei, come Christian Boltanski passando da Helion, Duchamp, Picabia, Tanguy, Dubuffet, Wharol, Liechtenstein, Klein insomma tutti i maggiori protagonisti dell’arte del Novecento.
 Restiamo sempre in provincia di Parma, ci spostiamo nel capoluogo dove si celebrano i 900 anni della cattedrale. Per questa occasione nel Salone delle Scuderie in Pilotta è stata presentata la mostra Il Medioevo delle Cattedrali, un viaggio attraverso l’architettura, la scultura, la pittura, il mosaico, la miniatura, le oreficerie delle cattedrali fra il secolo IX e il secolo XII. L’esposizione curata da Arturo Carlo Quintavalle riunisce eccezionalmente a Parma una sequenza straordinaria di oltre 100 capolavori, molti dei quali mai usciti dalle loro sedi.


Da una cattedrale a un castello il passo è breve, soprattutto se si resta in Emilia Romagna. Ci spostiamo infatti a Ferrara, dove, nello splendido Castello fino al 18 giugno è allestita la mostra “I camerini del principe” in  occasione dell’ inaugurazione dell’Appartamento di Alfonso I sulla Via Coperta del Castello Estense. Dopo quasi cinquecento anni dalla sua realizzazione, si potrà tornare ad avere un’idea più precisa di uno dei grandi miti del Rinascimento italiano, quello dei “Camerini del Principe” che furono il luogo più fastoso e segreto del  Castello Estense di Ferrara. Il “favoloso” Appartamento di Alfonso I d’Este, inserito sulla Via Coperta, restava l’unica parte del Castello non ancora visitabile. Il percorso di visita inaugurato un paio di anni fa e allestito da Gae Aulenti, svelava, sino ad ora, molta parte del Castello, dagli Imbarcaderi del sotterraneo ai Saloni del Piano Nobile sino all’Aranciera del Giardino Pensile, ma non l’Appartamento Ducale. Ora alla cinquantina di ambienti monumentali che la Provincia di Ferrara ha aperto al pubblico ormai due anni fa, si aggiunge  la Via Coperta con i celebri Camerini dell’Appartamento Ducale.


Nella mostra sarà presente, accanto ad importanti supporti didattici e riproduzioni moderne di opere d’arte, un  nucleo importante di opere originali, preziosi “ritorni a casa”, come l’ “Arrivo di Bacco nell’isola di Nasso”, ora custodito in un museo della lontana India e ancora il “Sapiente con il libro”, il “Sapiente  con compasso e globo” e altre opere di Dosso Dossi.


Da Ferrara ci spostiamo a Piacenza dove, fino al 25 giugno, si potrà visitare la mostra “Un altro ‘800. Gusto e cultura in una quadreria oltrepadana” alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi – Via San Siro, 13. In mostra una selezione ragionata  di 44 importanti dipinti provenienti da una collezione dell’ Ottocento italiano.


Cambiamo ora completamente registro e cii spostiamo in Riviera per una interessante mostra di costume. Si intitola VROOOOOM! ITALIA IN MOTO. 100 Anni di Arte, Costume e Design


che sarà esposta  a Villa Mussolini di Riccione fino al 3 settembre.


In Romagna  dicono che per non far piangere un neonato funziona meglio il suono di un motore di quello di un carillon. Del resto, non è certo un mistero che da queste parti moto e motori li abbiano nel sangue così come non è un caso che in questo fazzoletto di terra tra mare e colline siano cresciuti campioni come Renzo Pasolini, Manuel Poggiali, Marco Melandri, Loris Capirossi e Valentino Rossi.


Naturale quindi che il comune di Riccione abbia scelto, per i nuovi spazi espositivi di Villa Mussolini, una mostra dedicata alle moto. “L’ITALIA IN MOTO. 100 anni di Arte Costume e Design” è in percorso lungo un secolo illustrato da manifesti d’epoca, fotografie storiche e da una spettacolare sequenza di opere d’arte ispirate alle moto e al loro mito, fra cui spiccano artisti di eccellenza come Balla, Dottori, Sironi, Funi e Depero. Ma, soprattutto da loro, le moto, la MV 4 cilindri 600, la Moto Morini bialbero 250, la Moto Guzzi normale 500 del 1920, la Moto Guzzi 8 cilindri 500, la Lambretta, la Vespa e altre ancora. Un secolo di storia italiana che ha visto la moto diventare molto di più di un puro mezzo di locomozione,  assurgere a prodotto di costume, interpretando aspirazioni e sogni della gente, agendo da cardine mentale attraverso il quale poter entrare nel futuro, nel mondo “moderno”.


Chiudiamo con due appuntamenti di fotografia.


Ultima settimana di esposizione  per Francesco Zizola. I Cento Volti Dei Bambini, allestita a Reggio Emilia a Palazzo Magnani in corso Garibaldi 29. Sono immagini di bambini provenienti dalle nazioni sconvolte dalla guerra (Angola, Sudan, Afghanistan, Iraq), da quelle (Brasile, Indonesia) in cui si sfrutta sistematicamente il lavoro dei minori; dalle situazioni (Mozambico, Kenya) con molti orfani di genitori morti di Aids a quelle (Giappone, Stati Uniti) in cui il benessere diventa fonte di un altro tipo di problemi.
 Restiamo a Reggio Emilia per l’omaggio a un grande fotografo emiliano, Luigi Ghirri. La mostra che si intitola Omaggio a Luigi Ghirri – Del guardare ed è allestita a Palazzo Casotti in  piazza Casotti, rientra nell’ambito della “Settimana della Fotografia Europea”,
La mostra è costituita da settanta fotografie di cui circa venticinque inedite e costituirà un breve percorso a carattere antologico relativo, più specificamente, allo sguardo, alla visione, tematiche che attraversano tutta l’opera dell’autore.


Omaggio a Luigi Ghirri resterà allestita fino al  25 giugno.

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