Cari ascoltatori buon anno, vogliamo dedicare questa prima rubrica del 2007 dedicata alle arti a un evento molto importante per la città di Ferrara e per la regione tutta. La riapertura alla città del Tempio di San Cristoforo alla Certosa.
A 62 anni dal terribile bombardamento subito da Ferrara nel 1944 e dopo anni di intenso restauro la bella chiesa ha riaperto al Culto, una occasione importante, celebrata dalla Santa Messa dell’Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mons. Paolo Rabitti.
Con la riconsegna alla città del Tempio, progettato da Biagio Rossetti alla fine del Quattrocento, si raggiunge il primo degli obiettivi prefissati all’inizio dei cantieri e cioè di mettere a disposizione del pubblico e dei fedeli l’elegante architettura di San Cristoforo e una parte dell’immenso patrimonio di opere d’arte che la pietà popolare vi aveva accumulato nel corso dei secoli.
Nonostante la riapertura,15 laboratori di restauro continueranno a lavorare a pieno ritmo sulle centinaia di tavole, tele, arredi, cori lignei e paramenti che facevano del Tempio un meraviglioso museo sacro.La loro ricollocazione – dov’erano e com’erano – è prevista nel corso del 2007. Fatto davvero eccezionale, torneranno in San Cristoforo anche i celebri Bastianino, allontanati dal Tempio e dalla città nel corso delle campagne napoleoniche.
A settembre 2007 è prevista la riapertura completa di San Cristoforo interamente ritrovato: un gioiello che confermerà appieno il rango di Ferrara come Città Patrimonio dell’Umanità.
Il Tempio di San Cristoforo alla Certosa è un monumento fra i più significativi e preziosi del patrimonio storico e artistico ferrarese.
Iniziato nel febbraio 2004, il restauro architettonico è stato finanziato dallo Stato, dalla Regione Emilia Romagna e dall’Amministrazione Comunale di Ferrara, mentre la realizzazione delle opere, eseguita sotto la tutela della Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio di Ravenna, è stata coordinata dal Servizio Beni Monumentali del Comune. L’intervento ha migliorato la fruibilità e le condizioni di conservazione dell’intero edificio e consente, al momento, di poter apprezzare
all’interno della sua eleganza architettonica quattrocentesca, il ciborio monumentale intagliato nel 1597 da Marcantonio Maldrato su disegno di Nicolò Donati; l’ancona absidale con pala del Bastianino e raffigurante il Santo cui è dedicata la chiesa; i cori dei transetti realizzati agli inizi del Settecento; le ancone delle cappelle laterali con pale di Nicolò Roselli narranti gli episodi salienti della vita di Cristo. Nel settembre del 2007 verrà compiuto il passo successivo: dopo una chiusura di due mesi, necessaria per consentire i lavori di collocazione, torneranno nella loro originaria sede, oltre a tutte le rimanenti tele, soprattutto le due gigantesche ancone dei transetti (oltre 10 metri di altezza) realizzate dalla bottega di Ercole Aviati che ospiteranno le due pale del Bastianino raffiguranti l’Ascensione di Cristo e il Giudizio Universale.
Il recupero del Tempio di San Cristoforo si configura così come una grande restituzione alla città di uno dei capitoli più importanti della storia di Ferrara. Fu Borso d’Este a promuovere, nel 1452, la costruzione del monastero lontano dal centro abitato, come imponeva la regola dell’ordine certosino. Il suo isolamento fu però breve e già pochi decenni dopo, con il compiersi dell’Addizione Erculea, il complesso venne racchiuso nella cerchia delle mura estensi, perdendo così la caratteristica di “eremo” ma entrando nell’immagine della città.
Nel 1498, accanto alla primitiva chiesa, fu avviata la costruzione del nuovo e attuale Tempio. La grandiosità delle proporzioni, che si sposa con la plasticità dell’architettura modulata dalla luce, ha suggerito l’attribuzione del progetto a Biagio Rossetti.
Alla fine del Settecento, a seguito delle soppressioni napoleoniche, i monaci persero il possesso del convento e della chiesa. Da quel momento la Certosa divenne caserma militare e i dipinti che ne ornavano la chiesa e il monastero vennero collocati nella locale Pinacoteca o in altre collezioni civiche e private.
Acquisita dal Comune di Ferrara, la chiesa venne riaperta al culto nel 1813. I bombardamenti del secondo conflitto mondiale inflissero anche a San Cristoforo ferite gravissime: nell’estate del 1944 due bombe distrussero parzialmente l’abside, il coro, il lato destro della chiesa e il campanile.
Nel corso del dopoguerra seguirono vari interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, cominciando dalla ricostruzione delle parti danneggiate dai bombardamenti. A partire dagli anni Settanta la chiesa fu nuovamente aperta al culto, pur convivendo con la funzione di magazzino per i materiali smontati e ricoverati dietro paratie lignee.
Nel giugno del 2003 il Comune di Ferrara e la Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara diedero finalmente corpo all’istanza di restituire alla città San Cristoforo pienamente funzionante, e dotata di tutti gli arredi sacri presenti nella chiesa prima dei tragici eventi bellici.
L’inaugurazione attuale rappresenta così il primo coronamento di questo percorso di recupero. Dopo anni di oblio San Cristoforo riacquista ora, accanto alla sua originaria funzione sacra, anche l’importante ruolo culturale di monumento fra i più significativi e preziosi del patrimonio storico-artistico ferrarese.