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23 Gennaio 2007 | Archivio / Economia

N°44-PARLANDO DI ECONOMIA

Lavoro: Emilia-Romagna ai primi posti in Italia.

In Emilia-Romagna l’occupazione cresce. E’ aumentata di 48mila unità (+2,5%) la popolazione attiva nel mercato del lavoro e l´occupazione cresce di 51mila unità (+2,7%) oltre la media nazionale (+2%). Il fenomeno interessa maggiormente le donne, che sono 29mila in più (+3,5%) , degli uomini che aumentano comunque di 22mila unità (+2,1%). Questo incremento produce un consistente calo delle persone in cerca di lavoro, che passano dalle 66mila del terzo trimestre del 2005 alle attuali 64mila.
Sono questi i numeri che scaturiscono dai dati dell´Istituto nazionale di statistica, relativi alla rilevazione continua delle forze di lavoro condotta nel periodo che va dal 3 luglio al 1 ottobre 2006.



“Con un tasso di attività al 71,7 %, di occupazione al 69,4 % e di disoccupazione al 3,2 %, la nostra regione si situa in questo modo ai primi posti tra le regioni italiane. “Un quadro estremamente favorevole – come ha riferito l’assessore regionale al lavoro Paola Manzini – rispetto agli ambiti nazionale ed europeo, in cui i principali indicatori tracciano una situazione in ulteriore miglioramento rispetto ai dodici mesi precedenti, dovuta in buona parte anche alla regolarizzazione del soggiorno e all´occupazione dei lavoratori migranti, così come si riscontra soprattutto nell´intera area settentrionale del paese”. Molto importante anche la ripresa dell´occupazione femminile e il dato che riguarda i giovani con meno di 25 anni: solo il 10 % è alla ricerca di un lavoro, uno dei risultati migliori a livello europeo. In crescita anche gli occupati con più di 50 anni: infatti quasi la metà di chi ha trovato lavoro nell´ultimo anno è in questa fascia soddisfando uno degli obiettivi perseguiti dai parametri Ue.


Altri dati da segnalare della ricerca dell´Istituto nazionale di statistica sono che
rispetto al 2005 si ricorre meno alla Cassa integrazione ordinaria (- 25%) e a quella straordinaria per le aziende in crisi (-10%) dato quest´ultimo in controtendenza rispetto a quello nazionale che cresce del 39%.
Gli stranieri residenti sono circa 290mila, il 7% dell´intera popolazione. L´incremento di 32mila unità (+12,45 %) registrato tra il 2005 e il 2006 è più contenuto di quello nel triennio precedente, quando l´aumento medio annuale ha superato il 20% per effetto della regolarizzazione e dei ricongiungimenti familiari. Gli stranieri si distribuiscono sul territorio regionale privilegiando i Comuni con maggiori opportunità occupazionali: Le province che presentano la maggiore incidenza sono Reggio Emilia e Modena, con 8 stranieri ogni cento abitanti, seguite da Parma e Piacenza. La crescita dei 51mila posti è tutta concentrata nel lavoro dipendente e interessa soprattutto il commercio (+21mila, +7,6%) e l´industria in senso stretto (+16mila, +3%), mentre le costruzioni restano pressoché stabili. Le donne aumentano nei servizi (+11mila, +1,8%), non solo commerciali, e nella trasformazione industriale (+11mila, +11,1%).


Secondo l’Istituto nazionale di statistica cresce anche il numero delle imprese attive (3mila, +0,7%) che sono 428mila a settembre 2006. Gli incrementi maggiori interessano il settore pesca e servizi annessi (+6,4%), seguito da attività immobiliari, informatica, noleggio (+5%), costruzioni (+4,1%), servizi socio-sanitari (+4%) e attività terziarie (+1,1%). Un segno negativo lo registrano le imprese agricole (-2,7%) e manifatturiere (-0,3%). Nel terziario, invece, c´è un forte dinamismo delle imprese immobiliari (+7,3%) mentre è negativo l´andamento di attività commerciali (-0,1%) e trasporti (-2,7%).
Positivi anche i dati economici che registrano l´accelerazione del Pil regionale: le previsioni econometriche stimano una crescita nel 2006 tra 1,8/1,9 %.

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