Cari ascoltatori, in questa nuova trasmissione dedicata alle arti vogliamo parlarvi di Federico Zeri, uno dei maggiori storici dell’arte italiani, un critico acuto, esperto, che ha fatto della denuncia dell’abbandono e del degrado del patrimonio artistico italiano un suo cavallo di battaglia. Una figura forse un po’ scomoda ma molto rispettata per la sua competenza e il suo rigore. Romano a tutti gli effetti (ci teneva a dire di essere nato a due passi dal Quirinale e dalle statue dei Dioscuri) il suo nome è oggi strettamente legato a Bologna. Perchè?
Ve lo spieghiamo subito. Federico Zeri è morto nel 1998 lasciando, tra lo stupore di tutti, all’Università di Bologna che solo pochi mesi prima gli aveva conferito una Laurea ad honorem, la sua villa di Mentana nelle vicinanze di Roma, un parco di 10 ettari, 3 case coloniche, la collezione di epigrafi romane, la biblioteca d’arte (quasi 90.000 volumi tra libri d’arte e cataloghi d’asta) e la fototeca oltre 290.000 fotografie.
Per gestire un così ricco patrimonio l’Università di Bologna, nel 1999 ha costituito una fondazione apposita, la Fondazione Zeri, che nel mese di ottobre del 2006 ha finalmente aperto i battenti nel convento di Santa Cristina, prestigioso complesso d’epoca rinascimentale situato nel centro storico di Bologna e che, l’Università, ha reso funzionale ad ospitare l’archivio fotografico e la biblioteca di Zeri ed un centro studi.
In accordo con le volontà espresse da Federico Zeri, la Fondazione è stata infatti concepita e organizzata per diventare un centro di ricerca avanzata nel campo degli studi umanistici e della Storia dell’arte e un centro di promozione della cultura in un contesto universitario con l’appoggio di un qualificato collegio scientifico internazionale. A questo scopo, la Fondazione ha avviato rapporti di collaborazione e progetti con altre importanti istituzioni del settore: la Fondazione Berenson di Villa I Tatti a Firenze e il Getty Research Institute di Los Angeles.
Suo primo compito però è stato di assicurare la fruizione pubblica dei fondi di cui è entrata in possesso e questo attraverso la catalogazione, la digitalizzazione e la consultazione on line della fototeca; l’inventariazione, la catalogazione e l’aggiornamento della biblioteca.
La Villa Zeri di Mentana invece, opportunamente arredata e attrezzata con postazioni informatiche, è stata destinata a corsi di formazione e seminari per giovani studiosi e dottori di ricerca.
I programmi di formazione specialistica privilegiano l’approfondimento di temi e argomenti legati al lavoro e alle ricerche dello studioso.
Potete trovare maggiori informazioni sul sito della Fondazione: www.fondazionezeri.unibo.it