Cari ascoltatori, in questa puntata dedicata alle arti vogliamo darvi una panoramica delle mostre allestite nella nostra regione. Sono tantissimi gli appuntamenti, a dimostrazione di quanto il territorio emiliano romagnolo sia attento alla cultura e per questo siamo stati costretti a una dura selezione. Partiamo con Ferrara, città in regione votata all’arte. Come già vi abbiamo dato notizia qualche settimana fa, prosegue nella città estense la mostra dedicata al Simbolismo. Da Moreau a Gauguin a Klimt, fino al 20 maggio 2007 al Palazzo dei Diamanti.
L’ allestimento cronologico delle opere esposte al Palazzo dei Diamanti di Ferrara ripercorre i momenti più salienti da Moreau a Gaugain a Klimt, di quella eccezionale stagione artistica, facendola rivivere attraverso alcuni dei suoi temi più ricorrenti: la vita e la morte, lo scorrere del tempo, il sogno e la riflessione, il mistero e i grandi miti.
E andiamo a Ravenna dove è appena stata inaugurata la mostra Felice Casorati Dipingere il silenzio, al Mar – Museo d’Arte della città fino al 15 luglio. La mostra rende omaggio al grande artista, Felice Casorati, nato nel 1883 e morto nel 1963, attraverso la selezione di oltre un centinaio di opere dagli esordi secessionisti alle composizioni neoquattrocentiste, dal realismo magico alle inquiete nature morte degli anni cinquanta.
Ci spostiamo a Parma, alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo e anche qui, è appena stata inaugurata una nuova mostra si intitola, SIRONI metafisico, L’atelier della meraviglia, fino al 15 luglio.
Ancora una volta, a distinguere la programmazione della Fondazione è il contesto davvero unico fornito dalle collezioni permanenti della Villa che fu di Luigi Magnani (da Tiziano, a Tiepolo, Dürer, Van Dick, Canova, Goya, Gentile da Fabriano, Filippo Lippi ma anche Monet, Cézanne, de Staël sino alla grande raccolta di Morandi e di artisti del Novecento italiano) in un parco secolare popolato da decine di pavoni. La mostra è la prima in Italia dedicata a Sironi metafisico.Raramente la figura e l’opera di Mario Sironi vengono messe in relazione infatti con la pittura metafisica, eppure, a quel periodo dobbiamo alcuni dei suoi dipinti più straordinari e una splendida serie di disegni.
Altra novità anche a Reggio Emilia, a Palzzo Magnani, dove il 1 aprile è stata inaugurata la monografica dedicata a RICHARD ESTES, fino al 27 maggio.
Richard Estes, nato nell’Illinois nel 1932 è noto internazionalmente come uno dei fondatori dell’iperrealismo e uno dei protagonisti della pittura contemporanea americana. In occasione dei suoi settantacinque anni, presenta a Palazzo Magnani una splendida mostra retrospettiva che espone 35 dipinti, molti di grandi dimensioni, che ripercorrono l’intera attività di Estes, dai suoi esordi negli anni Sessanta, quando, dopo avere intensamente operato nel campo dell’illustrazione, si dedicò alla pittura, fino ad oggi. I dipinti di Estes – assai celebri sono i “paesaggi urbani” di New York, e di alcune delle più note città europee, da Parigi a Londra, da Venezia e Firenze a Barcellona; tuttavia, soprattutto nell’ultimo decennio, l’artista si è spinto anche a indagare visioni “naturali”, quali quelle dei ghiacciai dell’Alaska, del Machu Picchu, o ancora le montagne nevose del Maine.
E restiamo in ambito naturalistico, ci spostiamo di soli 19 chilometri da Reggio Emilia e siamo a Modena, dove la locale Galleria Civica propone nelle due sedi espositive di palazzo S.ta Margherita e della palazzina dei Giardini la mostra SGUARDI DA NORD, Reflecting with Images, fino al 6 maggio. La relazione fra l’uomo e l’ambiente che lo circonda è il tema portante della mostra curata da Filippo Maggia. Natura dove, gli ambienti domestici vengono visti attraverso la sensibilità di artisti nord europei oggi fra i più interessanti a livello internazionale. Le immagini, in forma di fotografie, video o film, inducono lo spettatore a farsi avanti, a partecipare tentando di immedesimarsi nel soggetto e nella sua solitudine, di capirne e svelarne le paure, le
gioie, il rapporto che questi ha con il mondo, con ciò che tocca, che vede, per capire innanzitutto chi abita dentro di lui.
Risaliamo la via Emilia e siamo a Parma, dove fino al 27 maggio prosegue la mostra dedicata ad AMEDEO BOCCHI, La luce della bellezza e della “vita vera” nelle quattro sedi espositive di Palazzo Pigorini, Museo Amedeo Bocchi, Sala Bocchi Cariparma e Piacenza e Sala Bocchi Galleria Nazionale di Parma.
Con una grande retrospettiva curata da Luciano Caramel e distribuita su quattro sedi, Parma rende omaggio ad Amedeo Bocchi, figura assolutamente singolare nella storia dell’arte del Novecento. Protagonista, soprattutto dagli anni venti, della cultura artistica italiana, presente alla Biennale di Venezia dal 1910 e autore fin dai primi decenni del secolo di opere e cicli di eccezionale rilievo, per la qualità intrinseca e per la partecipazione aggiornata e originale al contesto europeo, l’artista, seppur apprezzato e studiato da importanti critici e studiosi, non ha ancora il posto che gli compete nella storiografia di quel periodo.
Lasciamo l’Emilia e ci traferiamo in Romagna in questo nostro breve viaggio attraverso gli appuntamenti d’arte. Riartiamo da Faenza, dal Museo Internazionale delle Ceramiche dove, fino al 29 aprile è esposta la mostra People and Potteries.
Gli spazi espositivi del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza si sono aperte per ospitare, una esposizione didattica che ha lo scopo di far conoscere al pubblico alcune peculiarità artistiche dei diversi paesi partecipanti e mostrare quale tipo di società si sia formata attorno al mondo della produzione ceramica tradizionale in quei territori.
Al MIC sono esposte una cinquantina di opere, tutte rappresentanti lo sviluppo della tecnica ceramica nelle diverse aree coinvolte dal progetto: Hohenberg in Germania, Limoges in Francia, Stoke-on-Trent in Gran Bretagna, Herend in Ungheria, oltre ovviamente a Faenza.
Da Faenza a Forlì, per la mostra di SILVESTRO LEGA, di cui abbiamo già parlato ma di cui rinnoviamo la segnalazione, a Forlì, Musei di San Domenico fino al 24 giugno, tutte le opere più conosciute del grande macchiaiolo nato proprio nel forlivese, a Modigliana, nel cuore della cosiddetta “Romagna toscana”.
Accanto ai capolavori più celebrati dell’artista, la mostra proporrà una attentissima selezione di opere meno note o del tutto inedite, qui riunite grazie all’organico lavoro di preparazione coordinato da Antonio Paolucci, Fernando Mazzocca e Giuliano Matteucci, affiancati da Carlo Sisi, Maria Vittoria Marini Clarelli e Luisa Arrigoni.
Naturalmente come dicevamo all’inizio, le mostre allestite in regione sono tantissime. Potete trovare alcune indicazioni sul sito:
http://www.emiliaromagnaturismo.it/
A cura di Marina Leonardi.