Il sistema produttivo emiliano-romagnolo è da sempre legato ad una rappresentazione che lo lega alla piccola e media impresa e all’organizzazione produttiva dei distretti. Secondo l’analisi di due recenti volumi, di cui vi abbiamo parlato nella puntata precedente, “Emilia-Romagna, come cambia un modello” e “Dinamiche territoriali e nuova industria”, curati rispettivamente dall’assessorato regionale alle attività produttive e dall’istituto per il lavoro, questo modello si è evoluto negli ultimi anni. Si è passati dal sistema dei distretti a quello delle filiere, sistema che consente di concentrare gli sforzi delle aziende dello stesso settore dell’industria specializzata e quindi di favorire gli investimenti per l’innovazione. Ne parliamo con Luca Rossi, responsabile area Economia di Confindustria Emilia-Romagna. Condivide questa analisi? Rispetto alle altre regioni italiane, come ha reagito l’Emilia-Romagna all’avvento dell’euro, al conseguente aumento dei prezzi, e all’arrivo di nuovi concorrenti? In che modo si possono promuovere più investimenti da parte delle piccole e medie imprese? Il libro segnala una tendenza all’aggregazione: è una possibilità concreta secondo lei? E come può progredire in futuro?
3 Aprile 2006
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N°6-PARLANDO DI ECONOMIA
Il sistema produttivo dell’Emilia-Romagna. Come cambia il modello 2° puntata