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21 Maggio 2007 | Archivio / Economia

N°61-PARLANDO DI ECONOMIA

I neo dottori conquistano il posto. Secondo AlmaLaurea, il più importante database dei laureati italiani, sono ottime le performance delle Università della nostra regione.

Una laurea in tasca è sempre più indispensabile per entrare nel mondo del lavoro dalla porta principale. Lo sanno bene i neolaureati nelle Università dell’Emilia-Romagna, che a cinque anni dal titolo accademico per il 90,3% sono tutti impiegati. Una percentuale che premia  evidentemente il sistema universitario regionale, in prima fila in Italia nel garantire ai suoi neolaureati la formazione adeguata alle esigenze del mondo del lavoro. E questo è tanto più vero se si considera che la media italiana di occupati a cinque anni dalla fine degli studi
universitari è nettamente più bassa: 86,3%.


I dati sulla condizione occupazionale dei laureati arrivano dall’ultimo Rapporto del Consorzio AlmaLaurea dell’ateneo bolognese, che gestisce oggi una delle più complete banche dati di laureati d’Europa. Contiene infatti i profili del 70% dei neo dottori italiani, che si laureano nelle 45 Università aderenti. “Ogni anno – spiega il direttore e fondatore
del Consorzio, Andrea Cammelli – AlmaLaurea realizza indagini sul profilo e la condizione occupazionale dei laureati italiani e, grazie alla sua banca dati con quasi 800 mila curricula di neolaureati ma anche di laureati con pluriennale esperienza alle spalle, agevola l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Non abbiamo fatto altro che fare sistema superando la logica dei mercatini locali. E cioè quasi un miracolo”.
E in effetti, quello di AlmaLaurea si presenta come un collaudato e robusto sostegno che permette ai neolaureati l’ingresso nel mondo del lavoro. “Siamo riusciti a passare dai proclami sull’importanza di gettare un ponte tra Università e imprese a uno strumento concreto, in
un settore tra l’altro nel quale il lavoro è ancora in gran parte frutto di relazioni personali e familiari”, aggiunge Cammelli.



Ma come funziona la banca dati? Al momento di laurearsi ogni studente compila un questionario, indicando ogni informazione utile sul proprio percorso accademico e formativo, inclusi eventuali stage aziendali in Italia o all’estero e le lingue conosciute.
I dati di ogni neolaureato entrano così nel sistema informatico di AlmaLaurea, per essere poi consultati a pagamento dai clienti del Consorzio. Ovvero, imprese, enti pubblici, amministrazioni locali e più in generale ogni potenziale interessato ad assumere personale con formazione superiore.



“Nel 2006 – prosegue il direttore di AlmaLaurea – abbiamo ceduto alle aziende 430 mila curricula di laureati italiani. I nostri servizi arrivano fino all’individuazione dei profili che cercano le aziende attraverso più di cento caratteristiche, indipendentemente
dal tipo di contratto di assunzione.



Una quota rilevante dei curricula viene ceduta alle aziende dell’Emilia-Romagna, le prime a partire. A questo si sono aggiunte le convenzioni, in continua crescita. Abbiamo siglato accordi, per fare un esempio, con Assindustria di Bologna e Reggio Emilia, le Cna di Bologna e Ferrara, Assopiastrelle”.

Scorporando a livello regionale i dati del Rapporto è così possibile tracciare un identikit dei profili accademici che in Emilia-Romagna sono sinomino di posto di lavoro. In pole position
Architettura (100 % di occupati a cinque anni dalla fine degli studi), seguita da Ingegneria (97,2%), dall’indirizzo di studi Economico-statistico (96,7%), da quello Politico-sociale (94,3%) e Chimico-farmaceutico (92,4%). Al di sotto delle aspettative i corsi di laurea scientifici (83,3%), mentre chiudono la graduatoria facoltà come Medicina, Agraria o Geologia e Biologia. Passando invece agli atenei regionali, il rapporto mette in luce il primato di Rimini (sede distaccata dell’Università di Bologna): lavora l’88%degli intervistati, laureati dal 1999 al 2003. A Ferrara, invece, è occupato il 59% dei neo dottori a un anno dal titolo, segue poi l’ateneo parmigiano i cui laureati sono occupati per il 57%, al pari di
quelli che hanno conseguito il titolo a Bologna, mentre all’Università di Modena e Reggio sta lavorando il 55% dei neo dottori.



Ma dove lavorano i neolaureati? A Bologna, per esempio, le indagini di AlmaLaurea dicono che il 77% è occupato nei servizi, soprattutto nel settore istruzione e ricerca, e nel commercio (13%), mentre il 21% lavora nell’industria. Ma se il lavoro si trova, è in prevalenza precario. Un dato confermato anche dalla recente indagine Excelsior della Camera di Commercio di Bologna che ha registrato nel 2006 il sorpasso dei precari sui lavoratori stabili nelle nuove assunzioni in Provincia di Bologna. Infatti, secondo i dati del Consorzio, a un anno dalla laurea il lavoro atipico (tempo determinato e collaborazioni) riguarda 56 laureati su cento. Gli occupati precari erano il 48% nell’indagine sui neolaureati 2002, il 53% dei neolaureati 2003, ben il 56% dei neolaureati 2004 (econerre).


A cura di Claudio Bacilieri

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