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22 Novembre 2008 | Mostre

Turner e l’Italia

Al Palazzo dei Diamanti di Ferrara in mostra i suggestivi acquerelli dell’artista inglese

A cura di Marina Leonardi

22 novembre 2008

Prima Ravenna, poi Venezia, adesso Ferrara. Cari ascoltatori parliamo di un artista molto legato all’Italia e a cui il nostro paese dedica un’attenzione quasi costante. Parliamo di William Turner, il grande acquerellista inglese a cui il Palazzo dei Diamanti di Ferrara dedica una interessante mostra dal titolo Turner e l’Italia.

Per comprendere a fondo l’importanza del rapporto che legò Turner al nostro paese, Ferrara Arte e la National Gallery of Scotland di Edimburgo, in collaborazione con lo Szépmuvészeti Múzeum di Budapest, hanno realizzato una mostra che affronta per la prima volta questo nodo cruciale nella produzione del grande artista.

Oltre novanta opere– tra olii, acquerelli, taccuini, incisioni, libri illustrati e documenti inediti provenienti da importanti musei e collezioni di tutto il mondo, ripercorrono, da questo punto di vista inedito, l’intero arco della carriera di Turner, ricostruendo i suoi viaggi e i suoi spostamenti nella nostra penisola.

Ad accogliere il visitatore sono olii e acquerelli che ritraggono “sublimi” scenari montuosi della Gran Bretagna e pittoresche vedute di paesaggi italiani dipinti dal giovane artista prima di recarsi in Italia. Queste opere mostrano come egli guardasse alla pittura di paesaggio britannica di grandi artisti della generazione precedente come Richard Wilson e John Robert Cozens.

Il percorso prosegue con una serie di quadri e opere su carta in cui Turner trascrive magistralmente le emozioni provate lungo il viaggio che, nel 1802, lo porta per la prima volta in Francia prima e sulle Alpi poi. Nel 1819 Turner visita l’Italia per la seconda volta e soggiorna a Venezia, Roma e Napoli. Questo secondo e più approfondito incontro con il nostro paese segna l’immaginazione dell’artista e imprime una svolta decisiva al suo stile. Dall’esperienza di questo viaggio nascono gli splendidi acquerelli che raccontano, con assoluta immediatezza, l’incanto suscitato dall’intensa luce del centro e del sud d’Italia.

Negli anni seguenti, anche quando si dedica al paesaggio inglese, Turner dà spesso vita ad opere pervase dalle atmosfere respirate in Italia. Dove torna, ancora nel 1828 e soggiorna soprattutto a Roma, dove trascorre uno dei periodi più felici della sua carriera.
La mostra si chiude con due spettacolari sezioni dedicate agli ultimi anni, quando Turner mosse verso il definitivo superamento delle convenzioni che per quattro secoli avevano governato la rappresentazione della realtà: dalla visione prospettica alla determinatezza delle forme e dei colori. L’impatto che l’arte, l’architettura e soprattutto la luce di Venezia hanno su Turner, plasma in maniera decisiva la sua produzione. Venezia ispira alcuni dei suoi più straordinari dipinti e acquerelli, vedute atmosferiche in cui i confini tra acqua, aria e terra si annullano e il paesaggio lagunare è dissolto in autentiche sinfonie di luce e colore, come in Venezia. La Piazzetta con il doge che celebra la cerimonia dello sposalizio del mare e Venezia con la Salute, entrambe della Tate, e Arrivo a Venezia della National Gallery of Art di Washington.

L’esperienza in laguna segna per l’artista un punto di non ritorno: nei paesaggi degli anni Quaranta, Turner rompe definitivamente con l’ideale classico, traducendo sulla tela, con una libertà espressiva straordinaria e inedita, i sentimenti suscitati nel suo animo dalla realtà e dall’immensa forza della natura. La mostra è curata da James Hamilton, resterà aperta fino al 22 febbraio tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso, dalle 9.00 alle 19.00. Aperto anche 8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio.

Info:  www.palazzodiamanti.it

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