Salta al contenuto principale Salta alla mappa del sito a fondo pagina

Il senso di Bologna per la musica

Un viaggio in regione attraverso la musica

Cristina Zavalloni & Uri Caine: Tough Girl.

Cari ascoltatori, è iniziato dalla Romagna il nostro tour tra i luoghi della musica e le case dei musicisti della nostra musicalissima terra: siamo partiti da Rimini, poi Cesena, Forlì, Ravenna, Ferrara, ed eccoci arrivati a Bologna. Andremo indietro nel tempo, ma prima vogliamo farvi ascoltare una cantante bolognese contemporanea, Cristina Zavalloni, voce meravigliosa ed eclettica di formazione jazzistica ma capace di misurarsi anche con la classica, con il pop, con le avanguardie. Adottata da compositori come Louis Andriessen e James Mc Millan, si esibisce nei festival e nei teatri e con le orchestre di tutto il mondo, con un repertorio che va dal barocco alla musica popolare brasiliana, dalla musica colta europea al soul americano. Il brano d’inizio del «Paesaggio» di oggi era tratto dalla sua ultima fatica discografica, The soul factor, registrata a New York in collaborazione con il pianista e compositore Uri Caine. Ora ascoltiamo Cristina Zavalloni in uno dei suoi primissimi lavori, l’interpretazione – siamo nel 2003 – di alcuni brani dei Beatles, tra cui “Yesterday”.

Cristina Zavalloni: Yesterday (di Lennon – Mc Cartney).

Restiamo ancora un po’ nella contemporaneità, cari amici. Un’altra cantante bolognese il cui talento è stato riconosciuto all’estero, è Marcella Puppini, fondatrice a Londra del trio femminile di cantanti noto come «The Puppini Sisters». Nella capitale inglese Marcella Puppini era andata a studiare Fashion Design alla St. Martin School of Art; poi si è iscritta al Trinity College of Music, dove ha conosciuto le altre due «sorelle», Kate Mullins e Rosanna Schura, quest’ultima sostituita poi da Stephanie O'Brien. Dal loro ultimo album, intitolato «Hollywood», composto da cover di canzoni tratte da colonne sonore, ascoltiamo un brano celebre, cantato da Marilyn Monroe nel film del 1953 «Gli uomini preferiscono le bionde». Parliamo, naturalmente, di Diamonds are a girl's best friend. Come forse sapete, Marilyn in questa canzone fu «doppiata» per le note più alte dal soprano Marni Dixon.

The Puppini Sisters: Diamonds are a girl’s best friends.

Il nostro viaggio nella musica bolognese è appena cominciato, cari amici. La musica colta può aspettare ancora. Anche nella musica pop è possibile creare canzoni perfette, piccoli capolavori di tre minuti che non avranno, come dire, la «consistenza», la «capacità di durata» dei brani della musica classica, ma sanno arrivare al cuore delle persone, diventando per qualche mese, o per qualche anno, parte della loro «colonna sonora». Una di queste canzoni perfette, che hanno accompagnato l’adolescenza e la giovinezza di molti ragazzi ora quarantenni, è «Mare mare» di Luca Carboni, uscita nel lontano 1992, che racconta di un viaggio in moto da Bologna a Riccione, dalla città al mare.  Nel suo ultimo album “Fisico & Politico”, del 2013, Luca Carboni ha inserito il brano per cantarlo in duetto con un altro cantautore bolognese giunto da tempo a meritata fama, Cesare Cremonini.  A noi questa nuova versione piace proprio, e ci conferma nella convinzione che questa è una canzone che vivrà ancora a lungo.

Luca Carboni: Mare mare (con Cesare Cremonini).

Adesso torniamo indietro, alle origini del successo di Bologna come «capitale della musica», titolo di cui la città universitaria si è fregiata dal tardo Seicento fino all’Ottocento, grazie a importanti istituzioni come la Cappella di San Petronio, l’Accademia Filarmonica, il Liceo Musicale, il Conservatorio Statale. E ricordiamo solo che fino alla sua morte, avvenuta un anno fa a Bologna, Claudio Abbado aveva diretto l’Orchestra Mozart, una sua creatura che ricorda nel nome il legame di Mozart con la città felsinea. La più antica istituzione musicale cittadina è la Cappella San Petronio, istituita nel 1436 dal papa Eugenio IV per istruire i chierici nella grammatica e nella musica. Nel Settecento la Cappella di San Petronio era, in competizione con la Basilica di San Marco a Venezia, uno dei più importanti luoghi della musica in Italia. Il concerto grosso, ad esempio, così legato a sonorità che ci ricordano Venezia, è in realtà nato sotto le Due Torri.
L’organista e clavicembalista Sergio Vartolo, nato a Bologna nel 1944, è stato maestro della Cappella musicale di San Petronio dal 1984 al 1998. Con questa ha inciso nel 2012 i «Vespri Concertati della Scuola Bolognese», da cui ascoltiamo la Sonata per tromba n. 4 in do maggiore di Domenico Gabrielli. Anche lui bolognese, compositore e violoncellista, Gabrielli fu ammesso all’Accademia Filarmonica nel 1676. I bolognesi lo chiamavano Minghéin dal viulunzèl, Minghino (diminutivo di Domenico) del violoncello.   

Domenico Gabrielli: Sonata per tromba n. 4 in do maggiore (Sergio Vartolo e Orchestra della Cappella musicale di San Petronio).

Tags

Note

A cura di Claudio Bacilieri. Lettura di Fulvio Redeghieri

Commenti

commenti gestiti con Disqus