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Le anime di Marco Polo

Poesie di Giancarlo Baroni tratte dal libro omonimo (Ro Ferrarese, Book Editore, 2015)

Poeta, scrittore e giornalista, nella sua ultima raccolta di versi Giancarlo Baroni ci invita a viaggiare nel tempo e nello spazio, lasciandoci andare, senza distinguere in modo netto tra realtà e fantasia. 


I ritorni di Ulisse

Dicono in coro come
pretendi Ulisse di sfuggire a noi
che accesa la tua inquietudine incendiamo
anche il tuo desiderio, smetti
di fingere re dei mentitori
e abbraccia noi per sempre. Poi quelle
voci sibilanti si propagano

fino a raggiungere la stanza che conserva
l’amore coniugale, persecutorie proprio
con me che non lo merito.
Vent’anni ho attraversato nel pericolo, dieci
a combattere lontano per la patria il resto
cercando di raggiungerla. Che altro
di piú avrei potuto fare. Purtroppo ora,

trascorso un anno dal mio improbabile ritorno
ricongiunto a Penelope la saggia mia regina,
vivo scontento, oppresso da questi suoni che insistenti
imbrogliano i miei pensieri. Io amo
Penelope e piú di ogni altra
cosa adoro la mia terra loro
lo negano. Devo essere stanco davvero

esausto, se la passione commossa
che provo da lontano verso le cose amate
lascia spazio, avvicinandosi, al sospetto.
Non resta forse allora che scovare
la misteriosa origine di queste
ambigue voci e sottometterle, domani
riparto.

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Le anime di Marco Polo

L’anima di Marco

Quante bugie
hai raccontato?
L’anima
stava al di qua della soglia
dove il corpo si trasforma in luce
e libera un’energia che ci proietta

in nuove dimensioni. Se
– dice lasciando
un’ennesima traccia – se il viaggio
in mezzo alle parole non ti basta
perché non vai? prova.


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Incontri / apparizioni

Un piede gigantesco

A parte il miagolío dei due gatti
e l’abbaiare affettuoso del cane,
l’unica voce amica
è quella di Poll il pappagallo ammaestrato:

Robinson mi chiama all’improvviso.
Immaginate lo sgomento
quando ieri ho visto sulla spiaggia
l’impronta di un piede gigantesco …


Uomo delle nevi

Fantasma delle montagne
miraggio degli alpinisti

oggi lo vedi a Kathmandu
sulle T-shirt dei turisti.

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Dintorni

Ofioliti del Monte Prinzera
(rocce di colore verde-bruno che affiorano dalle argille dell’Appennino, le ofioliti provengono dal fondo di antichi oceani)

Cosa ci fanno qui queste rocce
simili a un drago enorme
con le scaglie verdastre
che luccicano sotto il sole?
Spuntano, dalla terra argillosa che le regge,
come corpi estranei.
L’argilla ritorna alla pianura
loro invece resistono. Dall’alto
ci sembrano roccaforti
fortilizi ferrosi i massi
del Monte Prinzera che si affaccia
sui colli di Fornovo.
Da dove viene
questa pietra che brucia
le cose intorno a sé
riducendo i fiori a bottoni
minuscoli e l’erba a steli secchi?
Salgono dal profondo
di chissà quale oceano,
sono rocce magmatiche
uscite dalla crosta
e quindi emerse. Poi portate fin qua
come marziani.


Sotto la Pietra di Bismantova
(ancora un milione di anni fa, la pianura padana era coperta dal mare)

I denti di squalo conficcati
dentro l’arenaria di Bismantova
sotto la pelle dura della roccia
fanno mostra di sé in montagna,
dove un tempo nuotavano
i loro proprietari. Chissà quanti delfini
nella pianura reggiana ricoperta d’acqua
questi predoni del mare avranno divorato.
Forse a loro volta schiaffeggiati
con l’enorme pinna da una balena
sbucata in superficie per respirare.


Verso Monte Bardone: voci di pellegrini

*
La fede mi sprona
nonostante il maltempo
spinga la gente
a chiudersi nelle case. Il prossimo
ospizio dista
piú di dieci chilometri. Là
termina la mia tappa
oggi un piccolo calvario.

*
Da madre vado a chiedere la grazia
cammino per lui mi affretto
fino al santuario e dopo
subito di corsa a casa.

*
Parto per quelli che non possono
scelgono monastero e santo
me come voce orante
e piedi che si spostano.

*
Nel bosco brucia la quercia
abitata dal diavolo
dalle ghiande al posto di crepitii
escono maledizioni.


*
Arcangelo Michele
che pesi le anime dei defunti
quando verrà il mio turno
difendimi dal demonio
che tira la bilancia verso il basso.

*
Il fiume Taro, gonfio da fare paura.
Immagino san Donnino
mentre guada lo Stirone
la testa decapitata fra le mani.
Approdo sull’altra sponda
quasi senza accorgermene.

*
Anima vieni sempre
in compagnia del corpo
cammini con i piedi
gli dai movimento. Guardi
attraverso gli occhi
la mèta che ci accomuna
soffi dentro le orecchie
il tuo incitamento. Sei tu che mi sostieni
durante questo viaggio.

*
Il nostro canto intonato
stupisce chi si ferma
sul bordo della strada
ad ascoltarci.

*
Le chiavi di san Pietro
cucite sopra la tunica
servono da passaporto.
Quando la via Romea
sale a Monte Bardone
parliamo di pericoli, santi
di un percorso rivolto alla salvezza.

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Paesi reali luoghi immaginari

Una biblioteca per viaggiare

*
Carta ... carta
bisbiglio avvistando
un continente di libri
atlanti mappe bestiari
volumi fotografici:
mi predispongo al viaggio.

*
Il biglietto ferroviario
scordato da un anonimo
dentro la guida turistica
trasforma lo scaffale
nella stazione dove sosta
il treno per Compostela.
Sul primo vagone salgo
mi accomodo guardo fuori.

*
La copertina mi abbaglia
azzurro turchese verde smeraldo
le sdraio a righe l’ombrellone a spicchi
il giallo quasi bianco della sabbia.

*
Ruggiti nella savana
un rinoceronte sguaina la sua lama
zoccoli di zebú in fuga
dalla polvere filtrano dei guaiti
forse non vengo in Africa.

*
Leone leopardo
rinoceronte bufalo elefante
in carta e inchiostro uno di fianco all’altro
sotto i ritratti il titolo
Serengeti: i Big Five del Parco.

*
Fogli di neve dita congelate
un orso irrompe nel secondo capitolo
bianco su bianco terrore su terrore,
scelgo un altro scrittore.

* Il viale dei vulcani
poi la selva amazzonica
sull’isola delle iguane
giro l’ultima pagina.


Il viaggio di nozze
(della principessa cinese)

Nascondo nei capelli
poche piccole uova, sboccia

la seta dalle chiome
la mia dote di sposa.

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Note

A cura di Vittorio Ferorelli. Lettura di Fulvio Redeghieri

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