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Giardini di sabbia

Poesie di Angela Fabbri tratte dal libro omonimo (Cesena, Il Vicolo Editore, 2016)

Nell’ultima raccolta di Angela Fabbri, poetessa cesenate, una delle forme più frequenti è quella orientale dell’“haiku”: pochi versi fulminei in cui si condensano le immagini scintillate dall’ascolto del mondo, ossia dell’anima.


Giardini di sabbia


sto qui a contare
quanti saranno i passi
per raggiungerti

***

un’ombra in volo
dietro gli scuri chiusi
l’estate è ora

***

siamo nuvole
ci porta in alto il vento
e ci tocchiamo

***

siamo guerrieri
viaggiamo nella notte
ci conosciamo –
danziamo con le ombre
di grandi vecchi fuochi

siamo gli uccelli
che gridano nel buio
ci ricordiamo –
le ali come voci
che inseguono la luna

***

sanno di foglie
le strade del mattino
ancora chiuse

***

quando sorridi
un pesciolino d’oro
guizza negli occhi

***

quando la sera
si lecca come un gatto
la luna è l’occhio

***

la tazza rotta
mi mostra con orgoglio
ferite d’oro

[...]

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Nuvole


sussurra voce
        piccola
                piccola
sussurra
        voce
di foglia
        d’alga scura
ti sento
        nell’orecchio
nell’angolo
        della palpebra
sulla punta
        delle dita
nel profilo
        di una collina
azzurra
        come l’aria.

***

nel filo di paglia
c’è ancora
un po’ dell’estate
ti aspetto
        come si aspetta un’ora
senza aspettare
        come si aspetta una nuvola

***

gli alberi immobili
aspettano
i decreti del cielo -
sognano
di essere pietre

[...]

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Schegge di tempo


le ombre notturne
tessono ragnatele
sui muri
Penelope sa
che non esiste ritorno

***

case buie
strade buie
cielo buio
solo una stella
e non so il suo nome

***

qualcosa si innamora
proprio adesso
mentre il sole si alza
ed è felice

***

il sogno del vetro
forse è farsi acqua

***

partire
verso un altro orizzonte
perché c’è sempre un’altra terra
al di là del mare

***

devi alzare la testa
per sentire
la voce delle nuvole

[...]
 

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Pietre e acque
 

insegnami
pietra
insegnami
l’immobile
pazienza

***

stanchi di guardare a terra
gli occhi
si arrampicano
sulle cime degli alberi

***

la statua
mi guarda
coi suoi occhi
millenari
e mi chiede
se sono
viva

***

sarebbe bello
lasciare le parole
mutarsi in pioggia

 

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Note

A cura di Vittorio Ferorelli. Lettura di Alessia Del Bianco