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3 Maggio 2012 | Racconti d'autore

Il Museo immaginato

di Philippe Daverio, Edizioni Rizzoli 2011

A cura di Claudio Bacilieri. Lettura di Fulvio Redeghieri.

3 maggio 2012

Eccolo, “Il Museo immaginato” di Philippe Daverio, il critico d’arte televisivo che nelle sue trasmissioni ci racconta con leggerezza e ironia i dipinti, le sculture, gli ambienti, gli stili e le epoche che rendono più ricca e bella la nostra vita. Ma come si guarda un quadro? Lo si guarda a lungo, dice Daverio, che in questo suo ultimo libro pubblicato da Rizzoli immagina un palazzo-museo diviso in molte stanze in cui colloca i quadri preferiti. Dall’anticamera al pensatoio, dalla biblioteca alla sala da pranzo, dalla cucina (dove, naturalmente, ci sono solo opere che trattano temi alimentari) alla camera da letto e al giardino (che ospita solo quadri di paesaggio), sfilano in successione i dipinti che la riproduzione fotografica e internet ci consentono oggi di ammirare e rivedere ogni volta che lo desideriamo, appagando ogni nostra curiosità.
Tra le tante opere inserite da Daverio nel suo museo immaginato, anche quelle di artisti emiliani, come Ulisse Aldrovandi, i Carracci, Correggio, Crespi, Domenichino, Parmigianino.

Come si guarda un quadro: lo si guarda a lungo

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