Eccoci di nuovo a Rimini con Federico Fellini, evocato nel brano che stiamo sentendo da un poeta della tromba, il musicista jazz Paolo Fresu, sardo ma con studi bolognesi. Abbiamo chiuso la puntata precedente con la visione invernale del Grand Hotel di Rimini avvolto dalla nebbia. Riprenderemo – dopo questo struggente brano di Fresu, che si intitola semplicemente “Fellini” – con un ricordo estivo del grande regista, sempre riferito al Grand Hotel.
Musica. Paolo Fresu: Fellini
“Le sere d’estate – ricorda Fellini – il Grand Hotel sembrava Istanbul, Baghdad, Hollywood. Sulle sue terrazze, protette da cortine di fittissime piante (…) si intravedevano nude schiene di donna che ci sembravano d’oro, allacciate da braccia maschili in smoking bianco; un venticello profumato ci portava a tratti musichette sincopate, languide da svenire. Erano i motivi dei film americani: Sonny boy, I love you, Alone, che l’inverno prima avevamo sentito al cinema Fulgor e che poi avevamo mugolato per interi pomeriggi, con l’Anabasi di Senofonte sul tavolino e gli occhi perduti nel vuoto, la gola stretta”.
Musica. Frank Sinatra: I love you
Amarcord: il capolavoro di Federico Fellini. Il film è una bizzarra e commovente poesia dedicata ai suoi luoghi natali, alla Romagna.
Musica. Nino Rota: tema di Amarcord
Quando passa il transatlantico Rex diretto in America e i riminesi come seduti in un cinema restano nelle loro barchette a guardare quella meraviglia galleggiante, il cinema diventa pura poesia. Momenti indimenticabili sono l’apparizione dello zio pazzo che dall’alto di un albero grida “Voglio una donna!”, la scena del giovane Titta soffocato dai seni dell’abbondante tabaccaia, gli occhi degli uomini puntati sulla procace parrucchiera Gradisca… Sempre, questa incredibile galleria di personaggi agisce dentro un tempo che scorre inesorabile, scandito dal cadere della neve o dallo sbocciare dei primi fiori primaverili.
Musica. Nino Rota: tema di Amarcord
“Davanti al Caffé Commercio – ricorda Fellini – passava anche
“La sua coscia opulenta, fino alla giarrettiera, sembrava una mortadella chiusa dallo spago. Lei lasciava fare, guardando in avanti, stupenda e silenziosa. Andai oltre, con la mano, fino alla carne bianca, polposa. A questo punto, Gradisca si voltò lentamente e mi chiese con voce buona: ‘Cos’è che cerchi?’. Io non fui più capace di proseguire…”.
Musica. Franco Battiato: Perduto amore
Lasciamo Federico Fellini al porto di Rimini. “Da bambino – dice il regista – lo vedevo di là dall’acqua: vedevo costruire scheletri di barche. .. Allora, di là, nella parte vecchia del porto, vedevo sterpi, sentivo voci”. Possiamo concludere, allora, con questa bella canzone di Pacifico, “Dal giardino tropicale”, che ci riporta alla seducente atmosfera di un vecchio porto di mare. “Le barche sulla sabbia sparse alla rinfusa / spogliate e capovolte al sole,/ sul fianco il nome di una donna caro al pescatore / legno a scarti, a schegge e a miniature / e i pali con l’acqua alla vita / nodi, chiodi e ammaccature…”
Musica. Pacifico: Dal giardino tropicale.
Arrivederci alla prossima tappa del nostro viaggio in Emilia-Romagna attraverso la musica.