Salta al contenuto principale
25 Settembre 2006 | Paesaggio dell'anima

N°28-PAESAGGIO DELL’ANIMA

Un viaggio in regione attraverso la musica. 28° puntata.


Musica. Alan Stivell, Suite Sudarmoricaine.


Cari amici, con Alan Stivell siamo in pieno sound celtico. Vogliamo, per due puntate, spostarci dalle nostre contrade e diffonderci nel mondo, incrociando i nostri suoni con quelli prodotti altrove, ad esempio nei luoghi attraversati da Corto Maltese ne “Le Celtiche”, quattro storie brevi ambientate da Hugo Pratt nel magico mondo di Merlino, Oberon e Fata Morgana.


Sono suoni per noi familiari. Una parte della cultura tradizionale dell’Emilia e, in misura maggiore, del suo Appennino, è formata da sopravvivenze di derivazione celtica, riscontrabili con chiarezza nella musica e nella danza. Per non disperdere questo retaggio, bisogna chiamare in soccorso le culture celtiche più forti e meglio conservate, come quella irlandese e scozzese, sostiene Alberto Cottica, fisarmonicista dei Modena City Ramblers. Un esempio di contaminazione è questa “Tarantegola” dei Bevano Est, gruppo romagnolo di musica popolare che spazia con fluidità e coerenza dal folk di ascendenza celtica al klezmer e alla cultura del tango, assimilata – quest’ultima – da Hector Ulisses Passarella, uno dei massimi esponenti della musica rioplatense.


Musica. Bevano Est: Tarantegola. 


Sempre dei Bevano Est, ascoltiamo questo brevissimo brano, “Vlad”, che si innesta fortemente sulla tradizione, ci fa danzare, ci riporta ad antichi corteggiamenti sull’aia avvolta dalla nebbia, al fondo nordico dal quale noi emiliani proveniamo.


Musica. Bevano Est: Vlad. 


Stiamo divagando, com’è normale quando si seguono le avventure di Corto Maltese, il marinaio-zingaro creato dalla fantasia di Hugo Pratt. La biografia di Corto ci dice che è nato a Malta nel 1887 da un marinaio inglese della Cornovaglia e da una zingara di Gibilterra, e che nella sua infanzia ha letto i grandi classici dell’avventura come Stevenson e Melville. A soli 13 anni Corto è in Cina, nel 1905 è nella Patagonia argentina dove incontra Butch Cassidy e Sundance Kid, i due fuorilegge statunitensi in fuga dalle polizie di mezzo mondo.


All’Argentina, Hugo Pratt – parliamo ora dell’autore in carne e ossa – era molto legato perché in questo paese è cominciata la sua carriera di artista della narrazione a fumetti. Noi stessi – lo confessiamo – abbiamo appreso della nascita riminese di Pratt da un’amica argentina che ancora ricorda quel giorno del 1994 in cui il disegnatore, già preda della malattia, presenziò a Buenos Aires alla mostra dedicatagli dal Centro Cultural de la Recoleta.


“Sembrava volesse dare un addio all’Argentina prima di morire”, commenta questa nostra amica. E “Morir en Buenos Aires” è la versione italiana, per la splendida voce della ferrarese Milva, de “La balada para mi muerte” di Horacio Ferrer, messa in musica da Astor Piazzolla nel 1968.


Musica. Astor  Piazzola & Milva: Morir en Buenos Aires.


Dopo aver fondato a Venezia, con un gruppo di amici, la prima rivista a fumetti interamente italiana, nel 1950 Pratt si trasferisce a Buenos Aires, dove l’Editorial Abril accetta di pubblicare le storie dell’Asso di Picche, il primo personaggio di rilievo creato dalla sua matita. Il periodo argentino del disegnatore dura una decina d’anni, nel corso dei quali prendono vita altri eroi del fumetto come Sargento Kirk, Ernie Pike e Ticonderoga. Oltre a inventare storie, in Argentina Pratt attraversa la Pampa in lungo e in largo, canta in un’orchestra e fa amicizia col cantante jazz Dizzy Gillespie.


Musica. Mariano Mores, Adios pampa mia.


Torniamo a Corto Maltese. I marinai, si sa, hanno una donna in ogni porto. Corto, il nostro marinaio, pur sensibile al fascino femminile, è un gentiluomo. La  sua prima donna nel mondo dei fumetti è la dolce ragazza australiana Pandora Groovesnore. Pandora si innamora di Corto che la conduce con sé in un’isoletta del Pacifico.


Musica. Polynesian music – Noa’Tu Atiatea


Al termine della storia, Pandora torna in Australia per sposare un altro uomo. Ma nella prima tavola di “Una ballata del mare salato”, scritta alla fine degli anni ’40, Pandora, ricordando il vecchio amico Corto, ci dà notizie sulla sua vita: dice di abitare, assieme al polinesiano Tarao, in una casa affacciata sul mare.


Ora siamo in Australia e perciò vi facciamo ascoltare un brano di Shatadoo, un trio acustico nato nel 1999 in Romagna dall’incontro di tre musicisti-sperimentatori: Paride Russo maestro di didjeridoo, As Niang cantante e percussionista senegalese, Antonio Nijen Coatti trombonista e compositore in bilico fra jazz, world e avanguardia. Un viaggio tra differenti timbri e culture: dai ritmi africani alle sonorità degli aborigeni australiani; dal jazz sperimentale ai suoni delle conchiglie usate come strumento a fiato.  


I potenti ritmi del didjeridoo si intrecciano alle frasi del “tamburo parlante” e diventano pulsazione ritmica, melodia, suono naturale.                              


Musica. Shatadoo: Goa. 


Vi diamo appuntamento alla prossima puntata, nella quale di nuovo intrecceremo la vita di Hugo Pratt, le avventure del suo marinaio con l’orecchino e le musiche dell’Emilia-Romagna che si fanno mondo, o quelle del mondo che si riflettono nelle nostre musiche. Vi salutiamo pensando a Corto Maltese, e con un interrogativo: ma dove vanno i marinai? La risposta è in questa canzone di Lucio Dalla e Francesco De Gregori.


Musica. De Gregori-Dalla: Ma dove vanno i marinai.


Lettura di Fulvio Redeghieri.

Brano corrente

Brano corrente

Playlist

Programmi