Musica. Mau Mau: Corto Maltese
“Sulla vela che scivola / sulla vela che scivola….” andiamo anche noi, cari amici, in alto mare, con Corto Maltese – “un marinero che passa”, come cantano i Mau Mau in questo brano dedicato all’eroe di carta inventato dalla matita di Hugo Pratt. Il quale Hugo Pratt, il più grande disegnatore italiano, aveva il mare nel sangue, o il sangue nel mare – se possiamo bisticciare con le parole – essendo nato su una spiaggia di Rimini, nel 1927. Negli anni ’40 Pratt si trasferì a Venezia e nella città lagunare fondò con alcuni amici la prima rivista di fumetti italiana. Il gruppo veneziano si spostò poi in Argentina, chiamato dall’Editorial Abril che a Buenos Aires pubblicava le storie di “Asso di Picche”, il primo personaggio avventuroso disegnato da Pratt.
Ma questo ve l’abbiamo raccontato nelle puntate precedenti. Sapete già che il nostro marinaio gitano, Corto Maltese, apparve la prima volta nel 1967 nella saga “Una ballata del mare salato”, che diede fama internazionale al suo autore. Corto Maltese è il nostro desiderio d’avventura. E’ come un personaggio di Conrad: sempre pronto a partire per terra e per mare, sempre alla ricerca di nuovi incontri.
Musica. Mau Mau: Corto Maltese
Corto Maltese è l’eroe romantico che tutti noi vorremmo essere. Cosa ci trattiene qui? – ci chiediamo. Cosa ci impedisce di fuggire dal nostro dolore, dagli amori perduti? “Io non so se la solitudine, / se quello strazio chiamato solitudine, / se quell’andar via dei corpi cari…” – scrive Mariangela Gualtieri, poetessa di Cesena -, “non so se l’abbandono d’amore sia una legge che la vita cura fino al ricamo finale”… Non sappiamo se la partenza preveda il ritorno.
Siamo stati, la settimana scorsa, alla Festa de’ Borg, la festa di San Giuliano, il vecchio borgo dei pescatori a Rimini, con le sue viuzze e il porto canale, così amato da Fellini. La festa, ispirata alle leggende e alle antiche tradizioni dei pescatori riminesi, metteva in scena le fantastiche creature degli abissi create dall’immaginazione popolare: garagalli, draghi marini, oliocampi. Evidentemente, il mare era visto anche come pericolo. L’avventura di sciogliere le vele è innanzitutto rischio. Ma è un rischio che ci strappa al nostro incedere faticoso dentro le strade di tutti i giorni. Questo vale per ognuno di noi: ognuno – dice Mariangela Gualtieri – “con la sua borsa d’ira pesante e il ferro sul cuore”…
Buttiamo a terra la borsa d’ira, togliamoci il ferro e i pesi dal cuore e saremo liberi di ballare, di muoverci. Possiamo farlo sulle rotte di Corto Maltese, con questa musica che viene dalla Colombia. È la “cumbia” che mescola temi africani, spagnoli e indigeni. Accompagnata dalla magia dei tamburi e delle gaitas, ecco la fantastica voce di Totò
Ma forse è l’Argentina il paese che, di tutto il Sudamerica, intriga di più Hugo Pratt. Per questo vi fa approdare Corto Maltese più volte: da giovane in Patagonia, poi ne La ballata del mare salato e infine nella storia intitolata Tango, ambientata nel 1923.
Proprio un commento musicale a questo fumetto di Hugo Pratt è il tango Corto y Louise del Trio Esquina, che stiamo ascoltando.
Musica. Trio Esquina: Corto y Louise.
“Indovino lo scintillio delle luci che da lontano accompagnano il mio ritorno. Sono le stesse che hanno illuminato con pallidi riflessi ore profonde di dolore. E pur non volendo, sempre si torna al primo amore, alla vecchia strada dove l’eco disse: “Tua è la sua vita, tuo il suo amore”… Sono le parole di una canzone del celebre Gardel, parole che riassumono l’intero universo del tango: una infinita malinconia, un amore che non si dimentica, un dolore che non ha oggetto. Mentre ascoltiamo il Trio Gardel di Parma in una superba interpretazione di Vuelvo al Sur di Astor Piazzolla, ci scorre davanti agli occhi una pagina di Tango di Hugo Pratt. Dice Esmeralda, appoggiata alla porta di casa mentre il marinaio è già fuori: “Corto, toglimi una curiosità: sei mai stato innamorato?”. “Sì, tanto tempo fa. Buonanotte Esmeralda”. “Non mi hai detto chi è”. “Il suo nome non ti direbbe niente. A presto Esmeralda”. Reticenza su un dolore: ecco l’eroe romantico che saluta e se ne va… (ma dove vanno i marinai?).
Musica. Trio Gardel: Vuelvo al sur (di Astor Piazzolla)
Il Trio Gardel è composto da Massimo Ferraguti, clarinetto e sassofono, Fulvio Redeghieri, fisarmonica, e Alessandro Nidi, pianoforte. Ma ora siamo pronti a ripartire, a varcare un altro oceano, cercare nuovi orizzonti. Verso i dancali misteriosi, gli indiani delle grandi pianure, gli indios resi saggi da remote macumbe. Partire e sognare: periplo immaginario del mondo. Perché – ha scritto Hugo Pratt – “all’orizzonte di quell’oceano ci sarebbe stata sempre un’altra isola, per ripararsi durante un tifone, o per riposare e amare. Quell’orizzonte aperto sarebbe stato sempre lí, un invito ad andare”…
La nostra canzone, allora, non può essere che Mare Oceano dei Fiamma Fumana, un gruppo composto da tre ragazze e un uomo che hanno in comune l’amore per la tradizione musicale dell’Emilia-Romagna, ma non dimenticano di vivere nel presente e dunque nella scena musicale elettronica. Il risultato è una miscela intrigante di ballate tradizionali e groove contemporaneo, di folk e world music. L’anima emiliana esce allo scoperto in questo brano che ha l’andamento di una giga e dove la bella voce di Fiamma, la cantante, si leva da un tappeto sonoro di fisarmonica e tamburello.
Musica. Fiamma Fumana: Mare Oceano.
E’ evidente, nella musica dei Fiamma Fumana, l’incrocio della tradizione celtica con quella italiana, grazie al lavoro di Alberto Cottica, il fondatore, che ha portato la fisarmonica fuori dal ghetto folk, e della polistrumentista Jessica Lombardi, che ha recuperato il suono arcaico della piva, la cornamusa emiliana. Ma è ora di spostarci con Corto Maltese ad altre latitudini.
Lasciamo il ciclo delle storie “celtiche” e passiamo alle “etiopiche”. Varchiamo il Mediterraneo, infiliamoci nel canale di Suez e usciamo nel Mar Rosso, nel mondo di colori e profumi che ammaliò Corto Maltese nell’estate 1918. Il marinaio si trovava nello Yemen, incaricato di comandare una nave per conto di un signore della guerra arabo. Qui incontra Cush, il guerriero dancalico, che lo affiancherà in tutte le vicende successive, in Yemen, Somalia, Etiopia. Quest’ultimo paese ci regala oggi, insieme a tante sventure di guerra, fame e religione, la magnifica voce di Gigi: la voce etiope della nuova Africa, che ci invita a cercare la nostra Gerusalemme dell’anima. E con questo augurio, che si sposa con gli splendidi arabeschi degli acquarelli di Pratt (fu anche pittore, di delicati nudi femminili), vi diamo appuntamento alla prossima puntata: l’ultima sulle orme di Corto Maltese.
Musica. Gigi: Jerusalem
Lettura di Fulvio Redeghieri.