Per qualche misteriosa ragione l’arte ceramica è nel dna di Faenza e dei faentini. Basti pensare che già nel 1300 la Faenza medioevale era già famosa per la sua produzione artistica, di particolare bellezza e originalità. Una fama che è viva tuttora. Tanta gloria è oggi compendiata nello splendido Museo internazionale delle ceramiche (il Mic), in viale Baccarini 19. Uno dei più importanti musei a livello internazionale per la conoscenza delle ceramiche. Fu fondato nel 1908 dal maestro Ballardini e oggi i visitatori arrivano da ogni parte del mondo per scivolare fra le sezioni e le sale del museo: la produzione di Faenza, le scuole italiane e straniere, le raccolte classiche (attiche, etrusche, romane). C’è anche una sezione dedicata alle produzioni più lontane: precolombiane, africane, orientali. E una preziosa galleria firmata dagli artisti contemporanei: Picasso, Matisse, Chagall, Melandri, Burri. Basterebbe il Museo da solo a valere un viaggio. In realtà Faenza è una città con notevoli emergenze artistiche e architettoniche. A cominciare dalla piazza. Anzi dalle due piazze comunicanti: piazza della Libertà e piazza del Popolo. Uno spazio scenografico dove si affaccia la Cattedrale (1474) , una delle più belle dell’arte rinascimentale in Romagna. All’interno ha un modello di cupola brunelleschiana mediato con la tradizione padana dell’architettura a volte. Contiene tre preziosi tondi di Della Robbia. A fianco ci sono la monumentale Fontana dei Leoni (XVII sec) e la seicentesca Torre Civica che introduce alla porticata piazza del Popolo. Anche piazza del Popolo ha un’alta concentrazione di bellezze artistiche. Ci sono il Palazzo del Podestà e il Palazzo Municipale (già reggia dei Manfredi). Da qui si accede alla Corte della Molinella. Alzando lo sguardo, ecco il Teatro Masini (1780-1788). Proprio dietro la Cattedrale si erge l’antico Palazzo Episcopale (XII sec.). All’interno si può visitare (su prenotazione) il Museo Diocesano con affreschi di Biagio d’Antonio, quadrerie e opere d’arte d’arte sacra in argento e oro. A tavola Faenza non è da meno delle sue sorelle emiliano romagnole, anche qui è il trionfo del gusto e dei sapori: primi piatti di pasta tirata a mano, piadina, carni ovine tipiche (agnellone e castrato) cucinate con le erbe aromatiche, salumi, formaggi freschi e pecorini. E per raccontarci qualcosa di più di questa splendida cittadina abbiamo al telefono il presidente della Fondazione Museo Internazionale della ceramica, Pier Antonio Rivola che ci racconterà quali sono le peculiarità della ceramica faentina e ci parlerà del legame imprescindibile che questa attività artistica ha con la città di Faenza. Intervista a Pier Antonio Rivola.
Ai giorni nostri, a Faenza esistono ancora 60 “botteghe d’arte” in attività (si può assistere dal vivo alle fasi della lavorazione), scuole che formano tecnici per le industrie ceramiche di tutto il mondo, manifestazioni internazionali, mostre e convegni.
E chi volesse godere della suggestiva vista della città dall’alto, consigliamo di salire sul bellissimo Campanile a pianta ottagonale di S. Maria Vecchia. Ne vale davvero la pena. Dal campanile la vista arriva a lambire le colline del circondario tutte coltivate a oliveti e vigneti. Qui si produce il famoso Olio extravergine d’oliva di Brisighella Dop. Ottimi anche i vini denominati “Colli di Faenza Doc
17 Ottobre 2006
| Paesaggio dell'anima
N°31-UNA CITTA’, UNA STORIA
Faenza e l’incanto della ceramica.