Cari ascoltatori, la nostra puntata di oggi ci porta in Romagna. Entriamo nei paesaggi, nelle campagne e nella mitologia di questa terra con un’ospite d’eccezione, Luisa Cottifogli, in arte Lu, una cantante dalla voce straordinaria e dalla grandissima personalità. Trentina di nascita ma con studi artistici e musicali a Bologna e un apprendistato di vita in Romagna, tanto da essersi identificata con i suoi umori, le sue nebbie, addirittura il suo dialetto, Lu sarà la nostra guida di oggi. Ha da poco pubblicato il suo ultimo disco da solista, “Rumì”, dove mette in musica poesie e tradizioni romagnole, inni sacri, testi antichi e inserti etnici, amalgamando il tutto con un morbido tappeto elettronico.
Le sonorità contemporanee, la sperimentazione, si affrontano anche cantando in dialetto romagnolo, lingua arcaica e incomprensibile ai più. E’ così, Lu?
Musica. Luisa Cottifogli, Casteina bianca
La Romagna, dunque. Di là dal porto di Ravenna si intravedono già le luci e gli ori di Bisanzio. Che cos’è per te l’Oriente, Lu, e quale brano ci proponi per spiegarcelo? (“Ranni li” che hai inciso con i Quintorigo?)
Musica. Luisa Cottifogli, Lo lo lo
Cara Luisa, questa rubrica si chiama “Il paesaggio dell’anima”. E’ un viaggio nella nostra regione attraverso la musica. Diciamo sempre che l’Emilia-Romagna è un microcosmo, un minuscolo pezzo di mondo, che però contiene il mondo. La tua musica ne è un esempio. Nasce qui ma poi si contamina con tutto quanto la può arricchire. La musica popolare è un fiume in piena con i suoi affluenti, che si chiamano jazz, rock, pop, fusion, musica antica e melodie mediterranee. Il folk diventa ricerca, sperimentazione, avanguardia: un linguaggio dei nostri tempi, strappato alla poetica nostalgica dei balli sull’aia e amplificato dalla potenza di una comunicazione emotiva, coinvolgente. Su tutto sta la tua voce, per elogiare la quale non bastano gli aggettivi: superba, calda, elastica, stupefacente, con un’estensione incredibile. Fa venire la pelle d’oca, ha scritto un critico. Potrebbe rompervi il bicchiere che tenete tra le mani, ha detto un altro.
Cosa ci fai ascoltare ora?
Musica. Luisa Cottifogli, Canta la sighèla
Cara Lu, vorremmo che tu continuassi a condurci per mano attraverso la tua musica, per ricostruire il paesaggio interiore che ti permette di esprimerti a così alti livelli. A proposito di paesaggio, “Rumì” è anche un disco legato alle stagioni, alla campagna. Ce ne dai un esempio?
Musica. Luisa Cottifogli, Nord
Ci presenti un altro brano mettendolo in relazione a un luogo precis o perché vi è stato concepito, o perché hai pensato a quel posto quando l’hai scritto?
Musica. Luisa Cottifogli, Borda
La tua voce è così piena di emozioni, luoghi, colori… Cosa c’è di profondamente, spiccatamente romagnolo in te? Come pensi possa evolvere il rapporto tra musica e territorio, in particolare nella musica folk? Troppe domande, forse. E purtroppo è anche giunto il momento di salutarci. Con quale brano vuoi farlo?
Musica. Luisa Cottifogli, Rumì
Grazie e arrivederci Lu. Un caro saluto da tutti i nostri ascoltatori, ai quali diamo appuntamento la settimana prossima.
Lettura Fulvio Redeghieri.