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13 Dicembre 2006 | Paesaggio dell'anima

N°39-IL PAESAGGIO DELL’ANIMA

Un viaggio in regione attraverso la musica. 39^ puntata. Incontro con i Bevano Est.

Amici carissimi, il nostro viaggio di oggi comincia in un’area di servizio sulla A 14, nel tratto di autostrada tra Forlì e Cesena. Perché qui? Perché vogliamo parlarvi dei Bevano Est, un gruppo romagnolo di “world music” – se così possiamo etichettarlo – che da quest’area di servizio prende nome. Un’area di servizio sull’autostrada è per definizione un “non luogo”, uno di quei posti che caratterizzano la postmodernità, secondo Marc Augé, e sono uguali in ogni parte del mond come gli aeroporti, gli ipermercati, gli outlet, le stazioni della metro…


Un non luogo è anche un posto di traffico umano, dove la gente passa, si incontra, fa conoscenza. Ed è per questo che l’area di sosta Bevano Est – dove chi viaggia tra Bologna e Rimini si ferma a fare benzina e bere un caffé – è diventata l’incrocio metaforico dei tanti stili di una band che spazia dal folk al jazz, dal klezmer allo swing.


Abbiamo in collegamento con noi Stefano Delvecchio, la voce dei Bevano Est, che ci presenta cinque brani, com’è consuetudine quando a condurre il “Paesaggio dell’anima” è un artista in prima persona.


Dobbiamo premettere che il gruppo è composto da cinque musicisti, tutti bravissimi, e che è nato nel 1990 all’interno della scuola di musica popolare di Forlimpopoli. Fatale, nella loro iniziazione alla musica, è stato l’incontro con Hector Ulisses Passarella, musicista rioplatense che li ha appassionati alla cultura del tango.


Infatti il primo brano che ci presenti, Stefano, si intitola “Solis” ed è il nome di una strada di Buenos Aires. E’ così?


Musica. Bevano Est: Solis


La vostra musica, pur partendo dalle radici folk romagnole, contiene un po’ di tutto, dalle melodie yddish ai sapori meditteranei. Eppure è riconoscibile. Siete riusciti a creare un vostro stile, e non solo quando usate la musicalità del dialetto, come avviene in questa canzone, una dolcissima ninna nanna.


Musica. Bevano Est:Ninna Tina


Dagli amarcord romagnoli passiamo ora a un pezzo che evoca atmosfere lontane, lusitane. Significa nostalgia di casa?


Musica. Bevano Est: Caravane


Il prossimo brano, Stefano, ha bisogno di una presentazione speciale, e di un ringraziamento. Perché è un inedito che avete permesso alla nostra radio di usare ancora prima della pubblicazione. Ce ne siamo innamorati appena l’abbiamo sentito. E’ meraviglioso, ha un’andatura francese, teatrale, minimale, nello stile di René Aubry o di Yann Thiersen, ma – volendo – anche di Nino Rota. Patatrac: qualcosa che si rompe e si riaggiusta in continuazione – un eterno ritorno, il moto circolare dell’animo, la capacità di scivolare sull’esistenza senza farsi male. E’ un brano brioso, onirico, visivo – e si capisce la sua derivazione da moduli popolari. E’ giusto, Stefano?


Musica. Bevano Est:Patatrac


Chiudiamo il nostro incontro con Stefano Delvecchio dei Bevano Est tornando alle radici della musica popolare. So che ci fai sentire un valzer che è, sì, un omaggio al liscio romagnolo, ma nel contempo risente di echi klezmer e balcanici, ed è anche un po’ swing. Se avesse un colore, questo pezzo, sarebbe quello della nebbia che avvolge il nonno nella famosa scena dell’Amarcord di Fellini. E con questa immagine e questa atmosfera salutiamo i nostri ascoltatori.


Musica. Bevano Est:Waltzeranda


Lettura di Fulvio Redeghieri.

Brano corrente

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