Cari ascoltatori vogliamo parlarvi di alcune cittadine dell’Appennino modenese che sono strettamente legate all’emigrazione, emigrazione che ha dato luogo a fenomeni particolari come Capitan Pastene in Cile, una comunità che oggi conta 2500 abitanti e che fu fondata nel 1904 da 88 famiglie di emigranti provenienti dai comuni di Pavullo, Guiglia e Zocca, realtà poverissime all’inizio del secolo e oggi invece tra i comuni più noti e più attivi della montagna modenese.
Tra il 1884 e il 1920 sono stati oltre cinquantamila i modenesi che hanno lasciato le montagne per cercare la fortuna in paesi vicini come la Francia, la Svizzera e la Germania e ancora più lontano, negli Stati Uniti e in Sud America. Ma diversi sono stati gli emigrati in Africa, nell’Africa Francese, Guinea, Algeria, Tunisia e anche in Egitto e in Costa D’Avorio.
A offrire manodopera all’estero sono stati i comuni di Fanano, bel 6148 persone in 36 anni, Frassinoro /5902), Monte Fiorino (5862) e Pavullo (5026).
Qualcuno di coloro che partì all’inizio del ‘900 è tornato molti invece, sono morti nella nuova patria e hanno lasciato un discendenza curiosa di scoprire le proprie radici. Una curiosità che cerchiamo di colmare in questa puntata di una città una storia.
Partiamo da Pavullo, oggi una cittadina vivace, dove i modenesi amano andare in vacanza d’estate o anche solo a prendere il fresco nelle serate calde. L’inaugurazione della strada Nuova Estense che ha preso il posto della mitica Giardini ha reso più vicino infatti il capoluogo del Frignano al capoluogo di provincia, Modena.
Pavullo oggi riveste grande importanza per le numerose emergenze ambientali e artistiche del suo territorio. Fu la principale fortezza romana dell` Appennino modenese; tuttora si trova, ben conservato, il castello di Raimondo Montecuccoli, dominatore del Frignano e celebre condottiero che da poco ospita il museo dedicato a un grande artista di queste terre: Gino Covili. Ma deve esserci qualcosa di particolare in questa terra di fiaba che ha dato i natali a moltissimi artisti come Walter Mac Mazzieri, Raffaele Biolchini, Davide Scarabelli solo per citarne alcuni. Meritano una visita il Palazzo ed il Parco Ducale, oggi sede della vivace Galleria d’arte moderna, la Chiesa Parrocchiale di S. Bartolomeo, la Chiesa di S. Francesco d’Assisi. Dal punto di vista ambientale si segnalano la riserva di Sassoguidano, i sentieri per mountain bike, i numerosi itinerari naturalistici, la possibilità di praticare il trekking e un centro per il turismo equestre. Lago di Pesca sportiva, scuola di paracadutismo e volo a vela nelle vicinanze. A Pavullo è presente inoltre un aeroporto civile per voli privati.
Cambiamo versante e ci troviamo a Zocca, dove la cultura si tramanda nei secoli attraverso le suggestive sagre paesane che valorizzano i borghi più antichi del comune, i castelli del territorio e la gastronomia. La ricchezza storica, naturalistica e la buona ricettività fanno di Zocca un`apprezzata meta turistica. Un aspetto da segnalare è la salvaguardia della castagna, da cui la fama di Zocca come “Terra del Castagno”, con un Museo dedicato al prodotto e l`importante sagra che si svolge nel mese di ottobre. Il paese inoltre è inserito nella Strada dei Vini e dei Sapori “Città Castelli Ciliegi”. Zocca è diventata famosa negli anni per aver dato i natali al famoso cantautore Vasco Rossi e che alla fine degli anni ‘70 proprio a Zocca con altri giovani diede vita a Punto Radio una delle prime radio “libere” italiane. Di zocca un’altra celebrità degli anni ’90 è l’astronauta Maurizio Cheli, il primo italiano ai comandi di uno Shuttle.
Altro salto di versante e siamo a Montefiorino, il paese si sviluppa attorno alla sua rocca, nella quale sono allestiti il Museo della Repubblica Partigiana e il Museo degli Oggetti del Passato. Diversi gli itinerari storico culturali a disposizione del visitatore: la Pieve Romanica di Rubbiano e Vitriola, le torri, i borghi, e le ville che sorgono un po` ovunque nei dintorni. Non mancano i sentieri storici, naturalistici per trekking, escursionismo, mountain bike e cavallo.Tipica emergenza naturalistica del posto, gli ofioliti, antichissime rocce vulcaniche. E da non dimenticare il tartufo profumato tubero al centro di una succulenta sagra che si svolge ogni anno.
Passiamo a Fanano, sopra alla valle del Panaro. Per gran parte inserito nel Parco Regionale dell’ Alto Appennino Modenese, ad una altitudine che va dai 640 m ( Fanano centro) ai 2165 m, il paese presenta storiche borgate, chiese, dimore antiche, in un ambiente naturale, ricco di stupendi crinali. E’ un vivace centro turistico sia estivo che invernale. Dispone di un palazzo del ghiaccio coperto, palestra, piscina, stadio di calcio, centro tennis, impianti sciistici, sentieri attrezzati anche per MTB. Fanano è inoltre sede del Simposio Internazionale di Scultura su Pietra che riunisce scultori da tutto il mondo.
Da Fanano partì ai primi del novecento il mitico Felice Pedroni, protagonista di una storia davvero avventurosa. Emigrò in Alaska e trovò un ricco giacimento aurifero. Fu tra coloro che contribuirono alla costruzione della città di Fairbank. Purtroppo però Felix Pedro, perse tutto e morì in circostanze poco chiare nel 1910 all’età di 52 anni.
La salma di Felice Pedroni, ritrovata dopo 70 anni, riposa ora nel Cimitero di Fanano dove è stata traslata il 12 ottobre 1972; queste le parole incise sulla lapide “Il giorno 12/10/72 Felice Pedroni ha rivisto la sua terra. Il suo intuito, il suo coraggio, la sua tenacia hanno dato la ricchezza e la città di Fairbanks allo stato di Alaska”.
La città di Fairbanks, seconda città dell’Alaska dopo Anchorage, ogni anno ricorda Felix Pedro, suo fondatore, nelle cerimonie dei Golden Days. Il Comune di Fanano, gemellato con la città di Fairbanks dal 2002, sostiene numerosi scambi culturali tra i due territori.
La devozione degli emigrati fananesi si tocca in maniera tangibile nell’Oratorio della Beata Vergine delle Grazie. Eretto nel 1650 dalla famiglia Ottonelli vicino al ponte sul torrente Fellicarolo fu rifatto agli inizi del Novecento e venne di seguito dedicato agli Emigranti. Davanti vi è una lapide in pietra locale dedicata a Felice Pedroni, come abbiamo visto, il più famoso degli emigranti fananesi.