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8 Febbraio 2007 | Paesaggio dell'anima

N°46-IL PAESAGGIO DELL’ANIMA

Un viaggio in regione attraverso la musica. 46^ puntata.
Emilia Romagna, cerniera tra Nord e Sud.


Musica. Fursaxa: Russian snow queen


Cari amici, riprendiamo il nostro viaggio che dal cuore della civiltà ci ha portato ai suoi avamposti più estremi: a nord, sempre più a nord, seguendo una rotta che termina nel ghiaccio e nella desolazione del Circolo Polare Artico. Uno fra i più terribili nord è quello della Russia, la prigione dell’inverno. Il nord russo non ha forma: distese sterminate, un labirinto continuo di fango, laghi, foreste, mare, senza via d’uscita. Anche il giorno e la notte si confondono e si aggrovigliano, perché il giorno non ha fine e ogni cosa visibile – il cielo, l’acqua – sembra sospesa nell’indefinito. “Regina della neve russa” è il titolo del brano di Fursaxa che state ascoltando. La cantautrice di Philadelphia ci fa arrivare proprio dentro i deserti dell’anima e le cicatrici interiori che questi paesaggi ispirano. Una voce solenne da canto medievale poggia su un semplice tappeto di farfisa che sostiene tutta la canzone.


Ma la Russia può essere anche molto vicina. Può materializzarsi in una piazzetta, come quella di Cavriago, comune alle porte di Reggio Emilia, nel cuore dell’Italia più ricca, dove dal 1920 resiste, come un sortilegio o un vezzo padano e bislacco, il monumento a Lenin. La piccola Pietroburgo d’Italia finisce in questa canzone degli emiliani Offlaga Disco Pax. L’album da cui è tratta ha l’eloquente titolo di “Socialismo tascabile”.


Musica. Offlaga Disco Pax: Piccola Pietroburgo


Visto che siamo atterrati in Emilia, e abbiamo parlato di nord, restiamo nella nostra regione aggrappati a un’idea d’inverno che facciamo sempre più fatica a riconoscere. Un inverno oltre la neve perché quest’anno l’inverno non c’è: è assente, sparito, cancellato.


Vi portiamo al Corno alle Scale, un’oasi montana incastonata tra l’Emilia e la Toscana, a un’ora da Firenze e a una da Bologna. Qui ci sono tante piste da sci generalmente innevate fino ad aprile con modernissimi impianti di risalita. Qui si allenava il grande campione bolognese Alberto Tomba, che per anni ha fatto trionfare i colori azzurri in questo sport. E qui, sul grande pianoro bianco che ricorda i paesaggi invernali dei pittori fiamminghi, respiriamo finalmente il nostro desiderio di inverno e di montagna.


Percorsa la spettacolare discesa con gli sci ai piedi, ci viene voglia di chiuderci in casa per accoccolarci al calduccio del camino con un bourbon in mano mentre fuori nevica. La musica che ci accompagna è quella di Tara Jane O’Neil, che sembra fatta apposta per guardare fuori dalle stanze cosa succede. Vestiti di larghi maglioni di lana, immersi negli eterni ritorni dell’esistenza, è bello assaporare la familiarità delle piccole cose, la vita che scorre in cerchio, domestica e quotidiana.


Musica. Tara Jane O’Neil: The louder


I primi abitanti di queste montagne dominate dai quasi 2.000 metri d’altezza del Corno alle Scale, furono i Liguri, gli Etruschi e i Galli Boi. Della loro presenza resta ancora qualche segno nelle tradizioni locali. Alcune case, ad esempio, hanno scolpite sulle pareti le “mummie”, come vengono chiamate le teste in pietra che avevano un significato augurale e servivano anche a tenere lontani gli spiriti. Questa consuetudine deriverebbe dai Galli e dalla loro usanza di conservare le teste mozzate dei nemici come trofei davanti alle abitazioni. Di antichissima origine sono anche i “tondi”, i caratteristici comignoli di forma circolare della Valle del Dardagna, sormontati da una sottile lastra di arenaria fermata da un blocco di pietra.


E poiché la montagna dell’Appennino tosco-emiliano ci induce a pensieri fantastici, vi facciamo ascoltare una trascinante canzone dei Genesis che parla di scontri titanici e visioni favoleggianti: “White mountain”, montagna bianca.


Musica. Genesis: White mountain


Chi viene qui solo per le piste da sci, perde molto della bellezza del territorio. Questa montagna è disseminata di paesi e borghi dove la vita segue ritmi lenti, meno affannosi rispetto alla città. Il Parco regionale del Corno alle Scale protegge dal 1988 un’area di 5.000 ettari nel comune di Lizzano in Belvedere, dove scorrono due tortuosi torrenti che caratterizzano le rispettive valli del Dardagna e del Silla. I versanti sono in gran parte ricoperti di boschi di faggio, che alle quote più alte lasciano il posto alla brughiera a mirtillo e alla prateria, capaci di resistere al freddo e al gelo. Una candida coltre di neve copre la rete di sentieri e mulattiere attraversati da daini, cinghiali e caprioli. E anche il lupo, raro ma presente, sbuca dalle profondità celtiche come intravisto sullo sfondo di una montagna nera – che è il titolo, “Black mountain”, del nostro pezzo di chiusura: un incantevole squarcio notturno di una nuova coppia della canzone, Isobel Campbell e Mark Lanegan, in grado di muoversi tra tormenti alla Tom Waits, atmosfere west-coast e sonorità celtiche. Il risultato è un folk-blues niente male, da ascoltare in un bosco d’inverno, sull’Appennino tra Firenze e Bologna.


Musica. Isobel Campbell & Mark Lanegan: Black mountain


Lettura di Fulvio Redeghieri.

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