Musica. Neaskenè: E’ tempo di andare “E’ il tempo di andare / violini ascoltate / il passo leggero di queste parole / Conchiglie assonnate apritevi / e date agli occhi i brillanti / di un giorno d’amore”. Cari amici, è tempo di andare e quindi riprendiamo con passo leggero il nostro viaggio lungo E allora, mentre camminiamo su queste strade d’Appennino e ci troviamo sul passo del Brattello, ormai pronti alla discesa verso Pontremoli e Musica. Fiamma Fumana: Strade d’Appennino “Strade di Appennino / strade di casa”, cantano i Fiamma Fumana ricordando un episodio della guerra partigiana su questi monti dove sono “pure l’aria e la luce / e puro anche il ricordo di chi è passato”. Da questi monti sono scesi anche fiumi di lacrime: dalle case spogliate dall’emigrazione, dai torrenti e dai cari boschi abbandonati, quando lo sguardo affamato dei migranti era costretto a posarsi sui ventosi paesaggi del Galles, sulla desolata pampa argentina o sulla baia di New York, dove l’approdo di Ellis Island appariva ai disperati scesi dalle navi “l’isola delle lacrime”. Partire da queste montagne un tempo poverissime, emigrare, era come separarsi dal proprio amore. Ci vuole il blues, per raccontare la tristezza di una vita sradicata, senza amore, dove forte sarebbe la tentazione di annegare nel fiume Hudson o nel Tamigi. Ci vuole Eric Clapton che canta “River of tears”, fiume di lacrime, dal suo disco “Pilgrim”, pellegrino. “Signore, per quanto tempo dovrò continuare a correre / Sette ore, sette giorni o sette anni?/ Tutto quello che so è che da quando te ne sei andata / Mi sento come se stessi annegando in un fiume / in un fiume di lacrime / Fra tre giorni lascerò questo paese / E sparirò senza lasciare traccia /Dove nessuno conosce la mia faccia / Spero di poterti abbracciare / Ancora una volta per diminuire il dolore / Ma il mio tempo sta per finire, devo andare / Devo correre via ancora”. Musica. Eric Clapton: River of tears Siamo in aprile, cari ascoltatori: “Aprile sul suo finire, quando / le avanguardie floreali della nuova stagione / non reggendo all’ardore dei soli imminenti / scelgono di morire, / d’immolarsi (…) / per lastricare di vergine lilla i viali parmigiani (…)”. Ci riportano a Parma, questi pochi versi del grande poeta Attilio Bertolucci, che parlano di fiori sfatti, di rose che si sfogliano, di selciati umidi di sole – del sole di aprile -, di “lame fresche di vento” che “s’immergono nei canali / stagnanti dei borghi scalcinati”. Parma: tutto l’immaginario novecentesco passa attraverso questi versi pieni d’amore che il poeta ha dedicato alla città ducale, con “la pazienza dei giorni” lungo gli anni e le stagioni. Ma Parma è troppo bella per non essere colta nella sua interezza. Quindi per il momento non ci fermiamo, dovendo subito immetterci sull’itinerario principale della Via Francigena: quello che porta in Toscana attraverso il passo della Cisa. Una notizia, però, vogliamo darvela. Per dimostrarvi che anche nella città della lirica si possono avere idee “moderne”. Parma infatti ha ospitato all’inizio d’aprile le celebrazioni per i 40 anni di Seargent Pepper’s, il celeberrimo album dei Beatles che nel Musica. The Beatles: A day in the life (da Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band) Nel riprendere la nostra strada, una strada vecchia di mille anni come Musica. Noi invece ci troviamo sulla strada che da Parma porta a Fornovo e da qui al passo della Cisa. In fondo questo nostro andare e scavare nel tempo, anche se non ha come sfondo Musica. Cesare Picco: Castle dance Testo di Claudio Bacilieri, lettura di Fulvio Redeghieri.
23 Aprile 2007
| Paesaggio dell'anima
N°57-IL PAESAGGIO DELL’ANIMA
Un viaggio in regione attraverso la musica. 57^ puntata.