Musica. Africa Unite & Architorti: Quando fuori piove. Mentre fuori piove e il tempo sembra non promettere niente di buono, noi cerchiamo riparo dentro il duomo di Fornovo. Cari amici, continua il nostro viaggio lungo la Via Francigena, l’antica strada dei pellegrini diretti a Roma. Da Fornovo per il pellegrino medievale iniziava la salita all’Appennino lungo impervie mulattiere, in un ambiente selvaggio che oggi facciamo fatica a immaginare. Musica. Arvo Pärt: Lux aeterna. Stiamo prendendo la via di Monte Bardone, uno dei tratti più importanti della Francigena perché dotato di una solida rete di pievi e ospitali che rendevano il viaggio meno difficoltoso per i viandanti. Da Fornovo proseguiamo sulla provinciale verso Respiccio, dov’è testimoniata nel 1250 una struttura per pellegrini, e Sivizzano, dove esisteva un ospitale. Ora che ha smesso di piovere, osserviamo il paesaggio, che non ci sembra affatto ostile, come poteva accadere nel Medioevo. Anzi, i prati che vediamo sono gli stessi che alimentano i bovini da cui si ricava il latte per il parmigiano reggiano, come ci dicono numerose tabelle in zona. Poi il paesaggio cambia: ai prati subentrano i boschi di castagno e, oltre, di faggio. Noi camminiamo contenti, lasciandoci accompagnare dalla musica acustica di Egle Sommacal. “Legno” si intitola il suo ultimo lavor otto ballate country blues tra cui “Gli avamposti sono minati” che state ascoltando. Pochi giri di chitarra ripetuti in modo ipnotico, perfetti per descrivere il nostro incedere in un giorno di primavera incerto tra il sole e la pioggia. Musica. Egle Sommacal: Gli avamposti sono minati. Ed eccoci arrivati, dopo una breve deviazione sulla destra, alla ammirevole pieve di Monte Bardone, di origine longobarda come dice il nome: Mons Langobardorum. Documentata già dall’XI secolo, anche se rimaneggiata in epoche successive, la pieve conserva pregevoli sculture. Musica. Fiamma Fumana: Di madre in figlia. Passiamo per Terenzo, dove esistevano una cappella e un’ospitale. Facciamo una breve deviazione per vedere l’antico borgo di Corniana con le sue case in pietra, e torniamo sulla statale della Cisa. Attraversiamo la bella borgata di Càsola e saliamo, su sentieri e mulattiere selciate, a Castellonchio, dove la via principale, stretta e lastricata, è la stessa del percorso francigeno. Finalmente, arriviamo a Berceto, trentatreesima tappa del viaggio da Canterbury a Roma del vescovo Sigerico. Sul fianco sinistro del duomo, ai lati di un portale, vediamo le statue di Pietro e Paolo, che per i pellegrini costituivano un invito a proseguire sino a Roma. Musica. Franklin Delan Come home. Testo di Claudio Bacilieri, l
Approfittando della pioggia, osserviamo bene il duomo, che nel XIII secolo aveva, addossato alla facciata, un atrio con funzione di riparo per i pellegrini. Uno di loro, gravato da una gerla, si trova scolpito in una nicchia a destra del portale. Ma guardate bene le lastre scolpite alle due estremità della facciata: in quella di destra sono rappresentate le pene dell’inferno. C’è un diavolo che picchia un avaro con un forziere, un altro getta i lussuriosi nelle fauci di un mostro, altri due mettono a bollire cinque dannati in una caldaia. Meglio cercare salvezza, allora, nella musica. Fuggire da questo buio e andare verso la luce eterna. Lux aeterna si chiama questo splendido brano del compositore estone Arvo Pärt.
Riprendiamo il viaggio tornando alla statale della Cisa, sempre con l’occhio all’ambiente che ci circonda, perché su questi monti dell’Appennino le donne andavano a cercare le erbe guaritrici. L’antica sapienza erboristica femminile è evocata in questo brano dei Fiamma Fumana, un gruppo che porta in giro per il mondo la tradizione musicale dell’Emilia-Romagna. “Sopporterò i temporali / Sorriderò alle piogge di aprile /Mi asciugherò al primo sole /L’inverno mi addormenterà” – cantano le ragazze del gruppo in un tripudio di cornamuse, fisarmoniche e sonorità irlandesi, con un contorno tutto elettronico a sottolineare la contemporaneità. “Voi boschi delle montagne /Voi pietre levigate dal fiume…” – beh, è esattamente quel che stiamo vedendo in questa nostra lunga camminata.
Da Berceto al passo della Cisa, ormai in ambiente montano, seguiamo i sentieri segnati del CAI, il Club Alpino Italiano. Il nostro viaggio finisce al passo. Non abbandoniamo la regione; non scendiamo in Toscana. Anzi, sostiamo nel bellissimo borgo di Corchia, che non ha niente da invidiare ai borghi toscani. Con le sue stradine lastricate e le “tegge”, le stalle-fienile caratteristiche dell’Appennino, ci fa sentire a casa. Torniamo a casa, in Emilia. Come home, dicono i Franklin Dèlano, gruppo bolognese tra i migliori della scena post-rock, indie e folk. Come home, dunque.
3 Maggio 2007
| Paesaggio dell'anima
N°58-IL PAESAGGIO DELL’ANIMA
Un viaggio in regione attraverso la musica. 58^ puntata.