22 dicembre 2012
Le musiche di questa puntata: Frank Sinatra, Francesco De Gregori, Irene Grandi, Michael Bublé, Andrea Bocelli.
Musica. Frank Sinatra: White Christmas.
Cari amici, la voce inconfondibile di Frank Sinatra ci dice che anche quest’anno è arrivato il Natale. E’ il settimo Natale della nostra radio, nata nella primavera del 2006. Natale è la festa più rituale dell’anno, quella che meglio ci fa capire la ciclicità del tempo. Quando si avvicinano i giorni di Natale, l’inverno è nel pieno del suo vigore. Quest’anno è già arrivata la neve, ogni cosa si è illuminata, i negozi in crisi si sono ugualmente addobbati con i segni delle feste, le luminarie hanno reso più allegra la città e ognuno corre con i suoi pacchettini, le sue idee regalo, chiare o confuse, la sua bottiglia di spumante ogni volta diversa e ogni volta uguale. E, come canta De Gregori, “tra due giorni è Natale / non va bene, non va male / buona notte, torna presto e così sia”.
Musica. Francesco De Gregori: Natale.
Proprio in questi giorni abbiamo ricevuto l’elegante rivista “Graphie” edita da Il Vicolo a Cesena: un trimestrale di arte e letteratura che dedica il suo ultimo numero al vino, mettendolo in relazione con i vizi e le virtù. Tre elementi, com’è scritto nell’editoriale, curiosamente associati dall’assonanza della prima sillaba: vi-vi-vi. I giorni di Natale sono sempre una buona occasione per brindisi, degustazioni e abbuffate di cibo. Smarrito l’originale significato simbolico del Natale cristiano – Dio che nasce ed entra nel mondo – e la sua rivoluzionaria novità – Dio si fa carne annullando le distanze siderali tra uomo e divinità – rimane il senso di festa, per quanto piegato alle necessità consumistiche. Un’orgia dei sensi, ultimamente mitigata dalla crisi economica, che s’intreccia però con i buoni sentimenti, con pensieri di redenzione e attaccamento alla famiglia, perché a Natale è d’obbligo essere più buoni e, se possibile, partecipare alle sofferenze del mondo, inviando ai poveri qualche regalo, aiuto o, almeno, un pensiero. Così, il vino che sgorga nei nostri bicchieri può rimuovere i sensi di colpa, unirci in una tranquilla e lodevole felicità domestica, e tutti insieme possiamo cantare “Bianco Natale”.
Musica. Irene Grandi: Bianco Natale.
Ah, il Natale: si fa il pieno di dolcezza e di bontà per tutto l’anno! Diventiamo dei fuoriclasse della bontà. Facciamo regali, riceviamo regali, scambiamo sorrisi, esibiamo tutta la nostra urbana umanità – davanti all’albero di tradizione nordica, al presepe che evoca antichi villaggi mediorientali, al colore dorato del pandoro. Complice il vino e i cibi – che in questo periodo non sono spazzatura, ma ricercati, elaborati per soddisfare al meglio i palati – viviamo l’euforia delle feste: una densità di colori, di profumi, d’immagini risvegliate, di sensazioni. Si crea un’atmosfera.
Musica. Michael Bublé: Winter Wonderland.
Non sono chiare le origini della festa di Natale. Sappiamo che essa non era celebrata nei primi secoli del cristianesimo, o almeno non ne abbiamo notizia, perché il primo Natale certo che conosciamo è quello del 336. La festa cristiana si sovrappone al culto pagano del sole – il Sol Invictus – e ai saturnali romani, celebrati durante il solstizio d’inverno. Questo spiegherebbe la data del 25 dicembre stabilita per la nascita di Gesù, il cui vero giorno natale è invece sconosciuto. Comunque sia, noi oggi alziamo i calici per gli auguri. Il vino nei bicchieri è simbolo di vita e di opulenza: ha il potere di unire ciò che è slegato, così come il cibo non è solo nutrimento per il corpo, ma è cultura, relazioni tra i commensali. Ogni portata ha la sua anima, cui il vino rende grazia e armonia – scrive Daniele Callini nella presentazione del numero di “Graphie” dedicato al vino. Fermiamoci ora per ascoltare Andrea Bocelli in due bellissime canzoni di Natale, la prima in coppia con Natalie Cole, e quella con cui chiuderemo la puntata insieme con Malika Ayane.
Andrea Bocelli & Natalie Cole: The Christmas Song.
E’ interessante lo scritto di Callini sul vino. Dice che il vino, con i suoi miti e riti arcani, oppone resistenza alla logica del consumo, espressa dalla ristorazione veloce accompagnata da bevande spazzatura. Il vino buono ha i suoi ritmi lenti: degustare è meditare. Bere vino è, dal fondo dei tempi, un atto sacro. Dolce ebbrezza e oblio dei sensi. Ed è da sempre un simbolo di comunione: genera legami, supera le divisioni, proprio come fa la gratitudine. Vino e gratitudine ci legano alla vita, ai suoi misteri, alla ciclicità del divenire. E questo Natale che sempre ritorna con i suoi riti, le sue tradizioni, questa festa millenaria che passa settanta, ottanta volte nella nostra vita, va sotto il segno della gratitudine, forse la più grande delle virtù – così come il vino è il più dolce dei vizi. Gratitudine significa svegliarsi contenti la mattina. Sapere che ogni giorno che viene è un regalo. Che ogni Natale che arriva deve essere celebrato ringraziando chi ci sta vicino, chi ci ama, chi gode, soffre e vive con noi. In alto i calici! E Buon Natale a tutti voi, cari ascoltatori.
Andrea Bocelli & Malika Ayane: Blue Christmas