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18 Maggio 2012 | Paesaggio dell'anima

Paesaggi protetti

Un viaggio in regione attraverso la musica

A cura di Claudio Bacilieri. Lettura di Fulvio Redeghieri.

19 maggio 2012

Le musiche di questa puntata: Guido Sodo, Aidoru, Franco Battiato, Nicoletta Zuccheri, Marcabru. 

Musica. Guido Sodo: Gennaio.

 Cari ascoltatori, sono finite le piogge? Gennaio, l’inverno, sono lontani e queste belle giornate di maggio ci fanno venir voglia di prendere la bici e percorrere tutta la pista ciclabile che costeggia il Po nei pressi del borgo di Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia, infilandoci alla fine in quel ristorantino sotto l’argine maestro a mangiare gnocco fritto e salumi. Oppure ci viene desiderio di salire in macchina, abbassare i finestrini e uscire dalla città verso i colli di Imola, tra splendide fioriture estive e amori annunciati. L’architettura spontanea del paesaggio ha una grande attrazione per noi. Il territorio è il collante delle comunità che lo abitano, è terra, natura, coltura, albero, pietra e sementi, piatti cucinati e bottiglie stappate. Abbiamo la fortuna di vivere in una regione che tutela la diversità biologica nel quindici per cento della sua superficie e che, pertanto, ha un vasto sistema di parchi e aree naturali protette. Natura, grande madre, stiamo entrando in te. Il tema del paesaggio ha una parte importante nei lavori di Dario Giovannini, giovane musicista cesenate fondatore di Aidoru.

 Musica. Aidoru: Pomeriggio n° 1.

 A differenza dei parchi regionali, che salvaguardano territori di particolare pregio ambientale, i paesaggi protetti sono aree il cui fascino è dato dal giusto equilibrio, protratto nel tempo, tra ambiente naturale e attività umane. Nei paesaggi protetti non c’è, quindi, solo natura, ma anche l’opera del l’uomo che qui, però, non ha ucciso gli elementi naturali. Un paesaggio umanizzato, potremmo dire. Che va conservato perché sempre più minacciato dal cemento e dai modelli di gestione del territorio dettati dal mercato agroalimentare mondiale, mentre a noi interessa continuare a mangiare bene, non le schifezze ogm. Vogliamo preservare l’architettura locale, non le “villette geometrili” di cui parla con ironia lo scrittore Gianni Celati: quelle villette assurde costruite da geometri di paese che hanno messo tetti spioventi di montagna alle case di pianura, tegole finte e facciate dipinte con improbabili colori. Ma coraggio, arriva l’estate!

 Musica. Franco Battiato: Aspettando l’estate.  

 I primi tre paesaggi protetti istituiti con legge regionale, si trovano nelle province di Reggio Emilia, Ravenna e Rimini.  Si tratta del paesaggio naturale della collina reggiana nelle terre di Matilde di Canossa; della centuriazione romana nella Bassa Romagna, intorno a Lugo di Ravenna; e dell’area del torrente Conca nel riminese. Se non siete mai stati in questi posti, venite con noi. Forse oggi, che è caldo, avreste voglia di andare a prendere il fresco in collina, ma tra “polvere e vento”, come ci suggerisce il viaggio iniziatico di Nicoletta Zuccheri, la bassa pianura romagnola riserva sorprese.  Questo è un paesaggio moderno fondato su antiche geometrie. Nei comuni di Lugo e Cotignola si conservano quasi novecento ettari di centurie, vale a dire la suddivisione del territorio secondo il reticolo ortogonale di strade, canali e appezzamenti agricoli utilizzato dagli antichi romani. Uno magari non ci trova niente di speciale, soprattutto nelle giornate afose; invece, chi ama la campagna vede in questi campi ordinati e coltivati la fonte della nostra alimentazione e, perché no, di miraggi fantastici.   

 Musica. Nicoletta Zuccheri: Polvere e vento.

 Adesso vi portiamo allo storico canale dei Mulini, in aperta campagna. E’ un’opera del Seicento, esistente però già dalla fine del Trecento, abbastanza ben conservata, tanto che ancora si notano i gradoni, ricavati dall’argine, su cui si mettevano a sedere le lavandaie.  Venivano qui a lavare i panni utilizzando l’acqua del canale.  Tutt’intorno, c’erano mulini, piantagioni e opere idrauliche. Un altro ambiente da vedere, proprio a ridosso del centro storico, è il parco del Loto, così chiamato perché nei suoi stagni fioriscono il loto e la ninfea e vi trovano riparo varie specie di uccelli che neanche ci immaginiamo possano affollarsi in uno spazio così ristretto, come l’usignolo di fiume, il cardellino, la capinera, il martin pescatore.  Il canale dei Mulini scorre in pianura per una quarantina di km, collegando il parco del Delta del Po con la collina. La collina può aspettare: oggi tutto il nostro amore è riservato alla campagna della Bassa Romagna.  Musica nelle aie, dunque!

 Musica. Marcabru: La Baerca de vent.

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