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3 Marzo 2012 | Paesaggio dell'anima

Paint my life

Un viaggio in regione attraverso la musica

A cura di Claudio Bacilieri. Lettura Fulvio Redeghieri

3 marzo 2012

Le musiche di questa puntata: Mina, Capitanata & Quartett Salzburg Orchestra, Paolo Agostini, Vinicio Capossela, Book of Love. 

 

Musica. Mina: Nel blu, dipinto di blu (Volare), cover di Domenico Modugno.

Cari amici, nel 1958 Domenico Modugno cantava “Volare” lanciando la canzone italiana sulla scena mondiale. Nel 2001 Mina fa un suo personalissimo omaggio alla canzone, restituendo – con un solo, rapido cenno – la magia pittorica, l’estasi delle parole, perché non tutti, forse, sanno, che a ispirare la canzone a Modugno è stata, in un sogno, l’arte di Chagall, i suoi colori, i suoi personaggi volanti sopra le case: il mendicante, il violinista, gli innamorati … Possiamo cominciare così la nostra puntata dedicata agli artisti e alle canzoni dedicate agli artisti, sempre seguendo la traccia, come nella trasmissione della scorsa settimana, del libro di Beatrice Buscaroli “I colori nelle mani”. Nel 2006 il compositore Capitanata con il Quartett Salzburg Orchestra descrive in musica alcuni quadri di Leonardo da Vinci, per una mostra agli Uffizi di Firenze sul genio del Rinascimento. Questo è il brano dedicato alla famosissima “Dama con ermellino”. 

Musica. Capitanata & Quartett Salzburg Orchestra: Dama con Ermellino (Leonardo da Vinci).

Sempre nel Rinascimento, c’è un quadro che è misterioso e incantevole come la Gioconda di Leonardo: anche questo, ritrae una fanciulla che non sappiamo chi sia; solo il nome – Antea – conosciamo di lei: nome reale o simbolico? E’ l’Antea del Parmigianino, pittore – scrive Beatrice Buscaroli – dallo “stile misterioso e sfuggente che anticipa di quattro secoli l’idea inquieta della bellezza moderna, una bellezza che si mescola all’idea della morte, della transitorietà, della sua inutilità, della sua assenza”. Le figure del Parmigianino “sono belle e irreali come nessun altro osa, in quei decenni. Sono più che belle: forzatamente composte a simulare (…) un’astratta costruzione della bellezza che in natura non c’è”. Chi era Antea? L’innamorata del Parmigianino? O una famosa cortigiana, un’elegante demi-mondaine d’alto bordo, una donna alla moda, dalle dita affusolate e dai polsi sottili, con uno sguardo che ti penetra, che non riesci a prendere?

Restiamo ancora nell’ambito del Rinascimento, per farvi ascoltare un brano tratto dalla colonna sonora composta da Paolo Agostini per un film-documentario su Giorgione. E’ l’unico brano vocale, canta Marina Bartoli e s’intitola “Paint my life”, dipingi la mia vita.

Musica. Paolo Agostini: Paint my life (canta Marina Bartoli).

Si adagia la sera / su tetti e lampioni / e sui vetri appannati dei bar / e il freddo ci mangia la mente e le mani. / E il colore dell’ambra dov’è?”. Atmosfere da bohème parigina nell’album con cui Vinicio Capossela ha voluto rendere omaggio allo sfortunato Amedeo Modigliani. La leggenda di Modì cominciò a Livorno per concludersi tragicamente a Parigi, dove tra la Closerie des Lilas e il piccolo bistrot Chez Rosalie fiorì l’arte di un artista che per Picasso fu il più grande di tutti. “Si diceva che il suo amore per le donne raffigurate con le mani in grembo derivasse dalla passione per l’arte toscana” da Raffaello a Pontormo e a Fattori. “Fatto è che in quegli undici anni pieni di donne e di bevute, di passioni e di litigi, di capolavori e protettori, di medici e di assenzio, Modigliani riuscì a tracciare una traccia ancora pienamente italiana, nel crocevia mondiale di tutte le avanguardie”.  

Musica. Vinicio Capossela: Modì.

Un altro che aveva la passione delle donne e di Parigi, è stato il ferrarese Giovanni Boldini. Con la differenza, rispetto a Modigliani, di un enorme successo arrivato in vita, nella “Ville Lumière delle prime lampade accese (che) lo ha proclamato pittore della Belle Epoque” – ma da vecchio Boldini continuava a sognare Ferrara. Di Boldini rimane anche un celebre ritratto di Giuseppe Verdi con la sciarpa bianca: “cominciò a maneggiare i pastelli e alle quattro di pomeriggio il quadro era finito”, dopo un primo tentativo andato male perché Verdi, in quella mattina d’inverno, aveva freddo e si lamentava che Boldini abitasse lontano, nella villetta rossa di Boulevard Berthier. Con cosa finiamo, cari amici? Musichetta anni Ottanta con uso di sintetizzatori, voce scura, pop ballabile: sono i Book of Love, passati come una meteora in quegli anni; come molti gruppi, sentivano il fascino del decadentismo e per un genio maledetto come Modigliani: “Notte più buia / lume di candela / le tue mani erano morbide / la pelle troppo pallida / bianco su bianco / ho dovuto allontanarmi / dalla tua luce”. Amore per l’oscurità, per il dark: amore per l’arte?

Musica. Book of Love: Modigliani (Lost in your eyes)

Brano corrente

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