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26 Maggio 2012 | Paesaggio dell'anima

Terrae Motus

Un viaggio in regione attraverso la musica.

A cura di Claudio Bacilieri. Lettura di Fulvio Redeghieri.

26 maggio 2012

Le musiche di questa puntata: G. F. Haendel, Antoine Brumel, Zbigniew Preisner, Massimo Varini. 

Musica. G. F. Haendel. Rinaldo. Aria: Lascia ch’io pianga (canta Cecilia Bartoli; Academy of Ancient Music, dir. Christopher Hogwood).

 E così, cari ascoltatori, in un giorno livido di pioggia, di fango, di detriti, in una triste alba di maggio, l’Emilia-Romagna si è svegliata di soprassalto, spaccata dal terremoto. La terra le è si è aperta sotto i piedi, la vita composta che si svolgeva nella Bassa emiliana si è sfaldata. Il terremoto ha colpito le province di Modena e Ferrara, e in misura minore Bologna e Reggio Emilia, causando sette vittime (tra cui quattro lavoratori impegnati nel turno di notte), molti feriti, cinquemila sfollati e ingenti danni alle abitazioni, agli impianti produttivi e al patrimonio storico e architettonico. Al sisma di magnitudo 6 si sono sommate condizioni meteorologiche avverse che hanno messo a ulteriore dura prova le comunità emiliane. Chi ha perso i propri cari non potrà riaverli, e vedere sgretolate a terra o gravemente lesionate torri, rocche, chiese, ci ha dato un dolore pungente, come se un pezzo di storia ci avesse di colpo abbandonato.

 Musica. Antoine Brumel: Missa et ecce Terrae Motus. I. Kyrie (esecuzione Peter Phillips & The Tallis Scholars).

Qui nella Bassa, pensavamo di essere immuni dal terremoto. L’ultimo in questa zona si era verificato nel 1570. E invece guardate com’è implosa la chiesa di San Felice sul Panaro, che si è come insaccata, senza neanche disperdere pietre sulle case circostanti. E’ sparita, semplicemente. Dissolta. E la splendida piccola chiesa barocca dei santi Carlo e Benedetto nel paese di Sant’Agostino, uno dei più colpiti: nient’altro che un cumulo di macerie. A Finale Emilia sono venuti giù la torre dei Modenesi, il mastio della rocca cittadina, e il campanile del cimitero monumentale, raso al suolo. Parzialmente crollato anche lo storico Palazzo dei Veneziani. Nella chiesa di Buoncompra, frazione di Finale, manca più di metà della facciata, che si è ribaltata sulla piazza. E sempre a San Felice sul Panaro, lesionati i palazzi storici e la rocca, sbriciolata la torre dell’Orologio, crepato il teatro. Disastri anche a Bondeno e a Cento, nel ferrarese.

Musica. Zbigniew Preisner. Requiem for my friend: Lacrimosa.

 Emoziona e fa piangere, la musica di Zbigniew Preisner. Ma noi reagiremo, ricostruiremo: siamo una popolazione forte che non si fa prendere dallo sconforto. Aiuteremo gli sfollati a rientrare in casa e ricominceremo. Come sempre è stato. Non sarà facile, perché tutto questo avviene nella pesante situazione economica e nel clima politico più difficile dal dopoguerra. Ma già c’è orgoglio per la compostezza mostrata dalle popolazioni colpite, per la pronta risposta delle istituzioni, per l’efficienza della protezione civile, del volontariato, della macchina dell’emergenza. Soprattutto, è la dignità delle persone a manifestarsi: tutti hanno voglia di riprendere subito le loro attività, la vita normale di tutti i giorni.

 Musica. Massimo Varini: Earthquake.

 I morti: non dimentichiamoli. Loro non torneranno a casa. Sono caduti in un evento straordinario per la Bassaemiliana, ritenuta zona a moderato rischio sismico. Non si può più essere sicuri di niente, verrebbe da dire. I sismologi spiegano che la colpa è dello scontro tra placche della crosta terrestre, della compressione fra nord e sud: gli Appennini spingono verso la placca Adriatica, provocando una faglia lunga quaranta chilometri, proprio tra Ferrara e Modena. In futuro potrebbero quindi verificarsi altri movimenti sismici, altri giorni di lacrime? Speriamo di no. Intanto, tra le macerie, tra capannoni industriali crollati e forme di parmigiano reggiano danneggiate, soffriamo per le demolizioni necessarie: come quella del campanile della chiesa di San Martino a Buoncompra, che i tecnici del ministero per i beni e le attività culturali ritengono irrecuperabile. Le macerie degli edifici crollati o forzatamente abbattuti, saranno ricoverate in zone di deposito in attesa di poter essere riutilizzate per la ricostruzione, ci auguriamo il più presto possibile.

Musica. Zbigniew Preisner. Requiem for my friend: Day of tears.

Brano corrente

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