5 marzo 2009
Eumeswil, piccolo editore indipendente, ha proposto nel 2007 una nuova edizione di Ecstasy Love, terzo romanzo di Eliselle, nata a Modena nel 1978 e autrice anche di Laureande sull’orlo di una crisi di nervi (Effedue, 2005) e Nel paese delle ragazze suicide (Coniglio, 2006). L’ultimo lavoro della scrittrice modenese è Fidanzato in affitto, uscito nel 2008 per la Newton Compton dopo il romanzo storico Francigena scritto con Gabriele Sorrentino e Simone Covili.
Laureata in storia medievale, Eliselle scrive su diversi portali on line e ne coordina uno tutto suo, Delirio.net. E’ stata definita in un articolo “la voce emiliana della sensualità e dell’erotismo”.
Ecstasy love è il racconto dell’iniziazione di una diciassettenne agli anni Novanta, dove le discoteche della provincia emiliana svettavano come cattedrali di luci e suoni in mezzo al deserto di adolescenti annoiati. Il romanzo è dunque il “ritorno” di una trentenne – la stessa autrice – sui luoghi e i misfatti di quegli anni, tra musica, amori, pasticche, estasi (ecstasy) e deliri, alla ricerca di un modo per sopravvivere – almeno nel ricordo – ai meravigliosi e terribili anni dell’adolescenza, quando ci si sente come “nel guado di un fiume”, in mezzo alle correnti che ti allontanano dalla riva (i genitori) e ti portano chissà dove: o forse dove tu vorrai.
Pensieri in fila (uno dopo l’altro)
(tratto da Ecstasy love di Eliselle, Eumeswil Edizioni, 2007)
Ho pensato e ripensato a quello che è successo domenica con Luca.
Mi è sembrato troppo serio per prendermi in giro, o forse ha calcato la mano giocando a fare il bel tenebroso proprio perché non lo pensava veramente, quello che diceva. E poi che cosa intendeva con quel «se vuoi te lo dimostro»? Che voleva fare, in mezzo al parco in pieno giorno?
Forse voleva solo chiedermi di uscire insieme a lui. …Impossibile.. .
Nonostante quello che ha detto, c’è troppo qualcosa di tenero e di losco tra lui e Laura, lo sento, lo vedo. C’è una tresca, è lampante, e io non gli permetterò di prendermi in giro: se crede di fare il furbo con me si sbaglia di grosso. Poi non sono una bastarda, tengo troppo all’amicizia di Laura. Mi sono quasi sentita in colpa per aver scherzato con lui, figuriamoci se potrei mai andare oltre.
Sono giunta alla conclusione che non me ne frega niente di quello che pensa di me o vuole fare con la sottoscritta, in fondo ci sono tanti ragazzi a questo mondo.
Prendi il Matto, ad esempio: lui è sempre tranquillo e rilassato, sempre peace & love, sempre così dentro e fuori dal mondo contemporaneamente che il suo atteggiamento verso la vita ti fa riflettere, e alla fine capisci che non serve prenderla troppo sul serio perché tanto è inutile. La cosa che non mi va a genio della sua filosofia è che non ti dà mai delle certezze, insomma con un atteggiamento come il suo oggi potrebbe esserci e domani non si sa. Magari che ne so è capace che prende il suo scooter e se ne va sui monti a farsi un paio di canne e poi chissà quando torna giù. Non potrei mai stare con uno come il Matto.
Federico invece è affidabile in tutto e per tutto, al centopercento, ma non mi ci vedo nemmeno con lui. Lo so che è una paranoia mia, ma lo vedo troppo. Troppo bravo, troppo diligente, troppo altruista, mai una pecca, mai un errore, temo che mi ritroverei insieme con un ragazzo che è davvero troppo per me. Mi sentirei inadeguata accanto a lui. Vai a capire perché.
Da lui a Motoretta c’è un abisso: tanto Fede è maturo, posato, consapevole, quanto Andrea è fuori di testa, sfasato, allucinato. Vive in un altro mondo. È davvero assurdo. Però mi fa sputtanare dalle risate quando parte coi suoi monologhi e inizia a raccontarmi di quando andava a fare le gare coi motorini e sfidava i più grandi, e vinceva pure perché «come li trucca lui i motorini, non li trucca nessuno». Il maniaco della velocità.
Certo che la fissa per qualcosa dev’essere un gene di famiglia: Zanna al posto dei motori ha la musica, ma il meccanismo è sempre lo stesso. Io dovrei menarlo, ma sul serio: quella storia del «come va tra voi» che è saltata fuori non m’è andata giù. Se Luca si è già fatto strane idee su di noi, figuriamoci gli altri. E io non voglio passare per la morosa di Michele, siamo solo amici e comunque mi ha messo le mani addosso senza chiedermi manco il permesso, già questo basta a escluderlo dalla rosa dei candidati. Uno che fa così, senza rispetto, è un idiota. Anche se mi piacerebbe sapere che cosa va a dire in giro di me. Vorrei essere una mosca e appoggiarmi sulla sua spalla per ascoltare le conversazioni che si fa con gli altri. Si sa i maschi come sono, sempre a passarsi parola e a vantarsi di aver fatto cose che non stanno né in cielo né in terra. Quanto sono stupidi. Avessi avuto mille lire per ogni cavolata che ho sentito dire ai maschi che conosco, solo quelli che conosco, a quest’ora sarei miliardaria. E quello che ho sempre cercato di spiegare anche ad Alex, che ormai su Marco ci ha fatto una malattia, ma niente. È completamente impermeabile. Soprattutto adesso, che mi ignora. Devo risolvere anche questa.