30 luglio 2011
Le musiche di questa puntata: Jon Hassell & Brian Eno, Calicanto, Arma Blues Band, Roberto Formignani, Milva.
Musica. Jon Hassell & Brian Eno: Delta Rain Dream (da “Fourth World, Vol. 1: Possible Musics”, 1980).
Cari ascoltatori, il delta del Po è l’estremo orizzonte, la soglia che porta altrove, il buco dove tutto scompare e dove le cose, prima di scomparire, sono richiamate in vita. Restiamo ancora un poco in questo mondo di acque lente, che per il suo straordinario ecosistema è riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. A tutela di un territorio così fragile e seducente ci sono due parchi regionali, quello emiliano a sud e quello veneto a nord. Il Po va incontro all’Adriatico con un ventaglio di bracci, facendosi strada tra le terre basse e le lagune salmastre, dopo aver attraversato – come scrive Gianni Celati – “campagne vuote con molto cielo sopra, un cielo larghissimo sopra la distesa di appezzamenti a rettangolo, tagliati da fossi e carreggiate”. Stiamo ancora un po’ qui, tra gli uccelli acquatici, prima di tornare al frastuono della via Romea, ai capannoni, alle insegne luminose dei bar.
Musica. Calicanto: Adriatica (da “25 Anni Calicanto 1981-2006”).
Uno dei posti più belli sul Po di Goro è Torre dell’Abate. Oggi il caldo è insopportabile, e la visione dell’acqua rinfresca appena i pensieri. A Torre Abate c’è la struttura idraulica più interessante del Po, costruita nel 1569 durante la grande bonifica estense. Al tempo, era un’opera all’avanguardia: posta sul canale di bonifica, era dotata di porte sistemate nelle conche d’acqua, che si aprivano solo verso il mare permettendo il deflusso con la bassa marea, e si chiudevano per impedire il riflusso con l’alta marea. Flusso e riflusso, andare e tornare, il movimento stesso della vita. Acqua che va, acqua che viene. Va bene, portami al fiume. Take me to the river, un classico del rock composto da Al Green nel 1974, ve la facciamo ascoltare nella versione di Arma Blues Band, un giovanissimo gruppo di Bologna.
Musica. Arma Blues Band: Take me to the river (autore: Al Green, 1974).
Lo stagno accanto alla secentesca torre di guardia è un luogo quanto mai idilliaco. Qui, veramente, solo campagna e cielo. Siamo sdraiati all’ombra degli alberi con un filo d’erba in bocca. Nello stagno ci sono i canneti e formazioni vegetali paludose. Ci dovrebbe essere anche qualche testuggine, ma non ne vediamo. Vi ricordate “Foglie d’erba” di Walt Whitman? “Cos’è l’erba? / mi chiese un bambino portandomene a piene mani / (…) forse è il fazzoletto del Signore, / un ricordo profumato lasciato cadere di proposito, / con la cifra del proprietario in un angolo (…)”. Anche l’erba è blues? Sembra di sì, stando al titolo di questo brano del chitarrista ferrarese Roberto Formignani: Grass and Blue.
Musica. Roberto Formignani: Grass and Blue.
La nostra meta adesso è il bosco della Mesola. Lasciamo la macchina, perché qui si viene in bicicletta. Il bosco fa parte del Parco del Delta del Po ed è quanto rimane di una grande tenuta di caccia estense che dal 1490 al 1758 è stata di proprietà dei duchi di Ferrara. Nel bosco ci sono lecci, caprifogli, frassini, pini domestici e pini marittimi, e nel suo folto si nascondono i cervi. E un castello, che è l’ultima delle delizie estensi. Da qui partiva per la caccia il duca Alfonso, e a noi sembra di andare a spasso con lui, qui, nel suo bosco, nel suo castello, vicino alle dune, agli stagni e alle lagune. Da qui l’orizzonte è una linea verde ininterrotta e il cielo è appena increspato di nuvole bianche che vengono dal mare. Di queste parti, e precisamente di Goro, piccolo paese del Delta, è una grande cantante e attrice, Milva, con la quale chiudiamo, cari amici, il viaggio di oggi. La ascoltiamo in un brano composto dal maestro Ennio Morricone.
Musica. Milva: D’amore si muore.