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29 Maggio 2010 | Paesaggio dell'anima

Alla ricerca del bacio perduto

Un viaggio in regione attraverso la musica

A cura di Claudio Bacilieri. Lettura di Fulvio Redeghieri.

29 maggio 2010

Le musiche di questa puntata: All My Faith Lost, Soap & Skin, Franco Eco, Cinema du Lyon, Francesco Turrisi, Anna Netrebko.  

Musica. All My Faith Lost: Triste quiete.

 Cari ascoltatori, oggi il nostro viaggio ci porta a Rimini, dove dal 21 al 23 maggio si è svolta la IV edizione delle Giornate Internazionali Francesca da Rimini dedicata alle passioni. Tutte le passioni sono esaltanti, ma non sarebbero tali se in esse non fosse presente il rischio dei sentimenti estremi, il vortice che risucchia, il baratro che si spalanca. Rimini si è appropriata di questo tema – l’irresistibilità dell’amore – perché la città è stata il luogo della più famosa e tragica storia d’amore di tutti i tempi: quella di Paolo e Francesca, resa immortale dai versi di Dante. Storia vera, non fantasia di poeta, come quella di Giulietta e Romeo. È ambientata a Rimini, anche se altre località – in primo luogo, Gradara e Verucchio – solo perché dotate di castello rivendicano di esserne state lo scenario. Poco importa: di sicuro, è la passionale Romagna che fa da sfondo a questa vicenda di amore e morte. Ricordate i versi del V Canto dell’Inferno, tra i più conosciuti della letteratura? Le parole struggenti di Francesca: “Amor, ch’a nullo amato amar perdona, / mi prese del costui piacer sì forte, / che, come vedi, ancor non m’abbandona”. L’amore eterno, invincibile, ma duro e spietato come la morte.

 Musica. Soap & Skin: Thanatos.   

 Raccontiamo la vicenda, anche se tutti la conoscono. E di sicuro la conosceva bene Dante, che la apprende a Ravenna, ospite di Guido da Polenta, una ventina d’anni dopo il suo svolgimento, avvenuto intorno al 1289. Francesca, della nobile famiglia dei Da Polenta di Ravenna, sposa di Gianciotto Malatesta, si innamora del fratello di lui, Paolo; ma Gianciotto scopre l’amore segreto dei due giovani e li uccide. A Dante, Francesca racconta il momento più drammatico della sua vicenda: nelle pagine del romanzo che narra l’amore di Ginevra e Lancillotto, lei e Paolo leggono i loro propri sentimenti; spesso i loro occhi si incrociano e l’emozione fa impallidire i loro volti; tuttavia non trovano il coraggio di rivelare il loro amore fino al momento del bacio fra Lancillotto e Ginevra. Allora Paolo, tremante, bacia Francesca, segnando così il loro destino di passione e di morte. “Quando leggemmo il disiato riso / esser baciato da cotanto amante, / questi, che mai da me non fia diviso, / la bocca mi baciò tutto tremante”. Verso immortale, quest’ultimo, al quale ci rimanda il compositore di musica per cinema e teatro Franco Eco, autore di un concept-album su Dante ispirato a nove canti della Commedia, tra cui il quinto.

 Musica. Franco Eco: Paolo e Francesca.

 In realtà – si è detto nelle Giornate Internazionali Francesca da Rimini – esistono due Francesche. L’eroina ravennate-riminese è come se avesse avuto due vite. La prima è quella che le ha assegnato Dante nel V Canto dell’Inferno mettendo insieme, con parole sublimi, peccato e bellezza, amore e morte, pena e pietà. È una Francesca comunque condannata a stare nel cerchio dei lussuriosi, di coloro, cioè, che hanno preferito l’amore terreno e passionale all’amore divino. Alla Francesca condannata a vagare tra le fiamme dell’inferno subentra, oltre quattro secoli dopo, una Francesca ancora più bella, trasfigurata dalle passioni e dalle sensibilità che infiammano gli animi dei romantici. Francesca da Rimini diventa, nell’Ottocento, una figlia della libertà. Sì, proprio così.

 Musica. Cinema du Lyon: Francesca da Rimini.

 A un certo punto, arriva per Francesca il riscatto dalle pene dell’inferno. I poeti romantici che esaltano la passione contro la piatta quotidianità della vita borghese, vedono in lei l’eroina dell’amore eterno, che continua ad amare il suo Paolo anche all’inferno. Diventa paladina della libertà e, con Silvio Pellico, della patria. Con D’Annunzio e gli artisti si carica di sensualità, tanto che qualche pittore la raffigura  trionfante all’inferno nella sua carnale nudità. Cos’è successo? È successo che la virtù non è più vista come la sottomissione a imposizioni superiori (sposare Gianciotto per ragione di Stato) ma lottare per far trionfare l’amore eterno. Anche nell’aldilà, anche all’inferno, se c’è. Lottare per la libertà e vincere contro le ingiustizie e le oppressioni. Ascoltiamo ora sul tema un giovane pianista che si muove tra jazz e musica antica, alla ricerca del bacio perduto.

 Musica. Francesco Turrisi: Lamento di Paolo e Francesca.

 In fondo, cari ascoltatori, aveva ragione Borges. In una poesia dedicata ai due amanti di Rimini, dice che essi non sono che un sogno. Il sogno dell’amore. Sono Paolo e Francesca, ma anche Lancillotto e Ginevra. Sono “tutti gli amanti esistiti / dal tempo di Adamo e la sua Eva / nel prato del Paradiso. /Un libro, un sogno li avverte / che sono forme di un sogno già sognato / nelle terre di Bretagna. / Altro libro farà che gli uomini, / sogni essi pure, li sognino”. E in questo sogno infinito dell’amore, Francesca avrà la voce della bellissima soprano siberiana Anna Netrebko, qui con l’orchestra del Mariinsky Theatre nell’aria “O ne rydai, mai Paolo” dall’opera di Rachmaninov. 

Musica. Anna Netrebko con l’orchestra del Mariinsky Theatre: “O ne rydai, mai Paolo” dalla “Francesca da Rimini” di Sergei Rachmaninov.


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