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3 Luglio 2010 | Paesaggio dell'anima

Alture e presagi

Un viaggio in regione attraverso la musica

A cura di Claudio Bacilieri. Lettura di Fulvio Redeghieri.

3 luglio 2010

Le musiche di questa puntata: Bruno Martino, El Poncho – Chirimia, Los Craneos, Magic Malik Orchestra, Mariana Montalvo. 

Musica. Bruno Martino: La ragazza di Ipanema.

 Quarantacinque anni fa, nel 1965, il nostro crooner italico Bruno Martino incideva in italiano la famosa Garota de Ipanema di Vinicius de Moraes e Antonio Carlos Jobim. Secondo la leggenda, il poeta e il musicista, seduti in un locale di Rio de Janeiro sulla spiaggia di Ipanema, rimasero affascinati da una bella ragazza che vi passava davanti regolarmente, alla quale dedicarono la canzone. Di belle ragazze sono piene anche le spiagge di Rimini. Noi siamo qui, in uno stabilimento balneare di Marina centro, tra ombrellone e lettino, in un giorno feriale popolato di famigliole e studenti: guardiamo il mare, una nave che passa lontano sull’orizzonte, posiamo il libro di poesie di Edward Caruso Di alture e altre utopie, chiudiamo gli occhi e voliamo con lui in America Latina, seguendo la pista delle sue emozioni. Eravamo con la mente in Perù, la settimana scorsa, e vi restiamo con questo brano del gruppo andino El Poncho – Chirimia, dall’album “America Latina … el viaje”, un viaggio musicale tra i generi latinos, dalla cumbia al bolero, dal merengue al bambuco.   

 Musica. El Poncho – Chirimia: America Latina.

 Sdraiati di fronte al mare Adriatico, quali immagini sudamericane ci scorrono davanti agli occhi, dopo aver letto i versi di Edward Caruso, il nostro amico emiliano-australiano? A Cuzco, ombelico del mondo nell’universo inca, le urla dei bambini di strada, piccoli lustrascarpe che invadono le fermate dei bus, mendicanti, turismo e povertà, ragazzine con cuccioli di lama sotto il braccio, tetti di coppi, balconi di legno, cortili secenteschi, mura di roccia, pareti inca di blocchi di granito. Anziane donne davanti a una chiesa, immobili come bambole sotto il sole ardente, dormono o scrutano il selciato, riparate dai cappelli. Una tessitrice seduta sul gradino si alza e scompare veloce con pochi passi di un soffio leggero. “Serve un presagio, / un’entrata dove vive il vento, / dove gli spettri chiamano, / tra lo sciamare dei pipistrelli, / degli usignoli o delle farfalle …”.

 Musica. Los Craneos: Cuzco.  

 “Di sera le stelle si appendono / alle colline dietro il centro; / la trasparenza della piazza circondata / da una grande tenda di luci – farfalle fisse al cielo, / sospese sopra i tetti dei palazzoni”. Com’è la notte sugli altipiani? Questa è l’ora delle fiabe; è l’ora dei presagi, dei sacri spiriti degli antenati. Sopra la croce, un gallo, simbolo della buena suerte. Linee di eucalipti e un mantello di neve steso sopra la cordigliera. Una valle dorata, con un pennacchio di fumo. Terrazze levigate sotto un cielo che si oscura. “Wayna Picchu sullo sfondo, / uno spettro addormentato, / un condor proteso verso un sole / che sbiadisce i cortili di granito”. Esiste una musica delle alture, del cuore che batte in gola per le vertigini, dei sentieri che spariscono nel cielo? Eccovi l’interessante lavoro della Magic Malik Orchestra, che fa incontrare chacarera, zamba e milonga con i linguaggi contemporanei, come il jazz.

 Musica. Magic Malik Orchestra: Alti-Plano.

 Dal Perù torniamo verso il Cile, scendendo per la cordigliera della costa, “per cerri e movimenti di sabbia, / valli e strisce di strade”, in ripida discesa verso “il mare lungo un orizzonte introvabile”. Siamo nella regione del Maule, povera terra cantata dal poeta Jorge González Bastías, la cui casa andiamo cercando. Arriviamo alla piccola stazione che ha preso nome dal poeta, immersa in un “mondo primordiale”, tra prati di papaveri e “fiori d’un altro mondo, d’un tempo sbiadito / e d’un retrocedere” che suscita pianto e nostalgia, per la bellezza del luogo. Sale da queste vigne verdissime, dai prati coperti di fiori, sale al cielo azzurro il Poema de las tierras pobres. Dalle campagne del Maule, così lontane, vi salutiamo. La vecchia casa del poeta è abbandonata, il giardino trascurato, ma la poesia fiorisce ovunque, anche in una canzone, come questa della cilena Mariana Montalvo.

 Musica. Mariana Montalvo: Mi canción.

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