14 aprile 2012
Le musiche di questa puntata: Cole Porter, Macòla, Alice, Luciano Pavarotti.
Musica. Cole Porter: Night and day.
Ogni città ha un’anima. Ogni città è diversa. In Emilia-Romagna, ogni città ha il suo stile. Ravenna è bizantina, Modena e Parma sono rese belle dal romanico, Ferrara, Cesena e Rimini sono tre differenti declinazioni del Rinascimento, Bologna s’identifica con il gotico. Ravenna è oro che riluce. E’ il cielo stellato di Galla Placidia. Avete ascoltato “Night and day” di Cole Porter? Quando dice: “Giorno e notte tu sei l’unica / solo tu al chiaro di luna e sotto il sole …”? Si dice che la canzone sia nata a Ravenna, dove Cole Porter, in viaggio di nozze negli anni Venti, rimase colpito dal passaggio improvviso dalla notte stellata dipinta nella cupola del mausoleo di Galla Placidia, all’abbagliante luce di una giornata d’estate. Negli anni Cinquanta, Ravenna appariva ancora allo scrittore Guido Piovene – che la descrive nel suo “Viaggio in Italia” – circondata dalla pineta “di Dante, Boccaccio e Byron”. Ultimo baluardo della romanità e capitale di un regno barbarico, era il confine tra Oriente e Occidente. Per questo, la sua “bellezza criptica” continua ad affascinare chi osserva il cielo stellato di Galla Placidia, figlia di un imperatore romano e poi regina dei Visigoti.
Musica. Macòla: Ta me zirchè.
Ravenna, Romagna: il cantautore Macòla, originario di Longiano, un piccolo borgo in provincia di Cesena, ci ha fatto sentire un trascinante pezzo in dialetto romagnolo suonato con i Vibronda, la sua band storica. Cosa piaceva, della Romagna, allo scrittore Guido Piovene che l’attraversò negli anni Cinquanta per realizzare un’inchiesta radiofonica per la Rai, poi pubblicata nel 1957 nel suo celebre “Viaggio in Italia”? Gli piaceva l’aria un po’ bohèmienne, che la gente aveva ancora, quell’avventurismo rustico che da sempre animava i romagnoli, con le città già allora caratterizzate come oggi: Rimini, l’americana; Cesena con la biblioteca malatestiana dove lavorò Renato Serra, e Cesenatico col suo poeta Marino Moretti. “Sono a Cesena, ospite della mia sorella sposa, / sposa da sei, da sette mesi appena. / Batte la pioggia il grigio borgo, lava / la faccia delle case senza posa, / schiuma a piè delle gronde come bava..”. Grande poeta, Marino Moretti. E a proposito di poeti, ascoltiamo la romagnola Alice cantare un testo scritto da Pier Paolo Pasolini, che come sapete è nato a Bologna nel 1922, e il 5 marzo di quest’anno avrebbe compiuto novant’anni.
Musica. Alice: Al Principe (testo di Pier Paolo Pasolini).
Testo da brivido: “Per essere poeti / Bisogna avere molto tempo / Ore e ore di solitudine / Sono il solo modo perché si formi qualcosa / Che è forza, abbandono, vizio e libertà / Per dare stile al caos …”. Dare stile al caos: è questa l’impresa dei poeti? E’ questa la nostra impresa? Dal caos primordiale, per una specie di partenogenesi legata agli umori della terra, al vissuto degli abitanti che vi si sono succeduti, alle credenze e alla storia, si sono formate città dalle particolari “atmosfere”: come Parma, la francese, che ha sviluppato la passione per il canto. Cultura musicale (sentite già in sottofondo un’aria del “Rigoletto” di Verdi cantata da Pavarotti), eleganza, orgoglio di antica capitale, mescolati al melodramma, alla sensualità ovattata di Correggio e alla passione per il cibo: tutto questo non si chiama “atmosfera”?
Musica. Giuseppe Verdi: Rigoletto. Parmi veder le lagrime (canta Luciano Pavarotti, Orchestra of the Royal Opera House).
E qual è l’“atmosfera” di Modena, che ha – scrive Piovene – “il più bel duomo dell’Emilia”? Su sfondo aulico e con vena eroicomica, vi domina “il furor sacro dei motori”, una “metafisica della fabbrica”, grazie a Enzo Ferrari, un “curioso panorama umano, fatto di tecnicismo, di spirito artigianale, di ossessione sportiva, di stravaganze personali”. L’atmosfera di Modena si ottiene “componendo la maestà del suo Duomo e dei suoi porticati, uno spirito insieme grasso e frizzante (…), la smania delle corse e dei motori insuperabili, con i fumi dello zampone e con gli effluvi del lambrusco”. Be’, saremo banali, ma poiché parliamo di Modena e dunque di Luciano Pavarotti, chiudiamo il viaggio di oggi con il suo successo mondiale, il “Nessun dorma” dalla Turandot di Puccini.
Musica. Giacomo Puccini: Turandot. Atto III. Nessun dorma! (canta Luciano Pavarotti, London Philarmonic Orchestra).