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9 Giugno 2011 | Racconti d'autore

Baltica 9

di Daniele Benati e Paolo Nori, Laterza 2008 (terza puntata)

A cura di Claudio Bacilieri. Lettura di Fulvio Redeghieri

9 giugno 2011

Baltica 9. Guida ai misteri d’Oriente è una finta guida turistica scritta da due autori emiliani, Daniele Benati, nato a Reggio Emilia, e Paolo Nori, nato a Parma e residente a Bologna. Una guida turistica sui generis – dicevamo – perché parla sì di un viaggio nei paesi dell’Europa dell’est, ma è inservibile come guida, per le continue divagazioni e digressioni monologanti che riportano, soprattutto nella scrittura di Nori, modi e tic dell’oralità. Ma se la scrittura è comica e bislacca, con un occhio a Queneau, il ritratto che ne esce – di questi luoghi baltici e post-sovietici visitati nel 2003 – è di “un cupore e una cupitudine e una cupetaggine simile a una disparatezza d’animo” che ce li fa, in qualche modo, amare. E così saltano fuori le allegrie, le cene alcoliche, i risvegli difficili e i vagabondaggi malinconici.

I misteri di San Pietroburgo

Vi accomoderete al secondo tavolo di sinistra notando che a quello d’angolo stanno sedute due ragazze teutoniche molto grandi che parlano in finlandese. Consumerete la vostra cena facendo due amabili chiacchiere e vedrete che l’atmosfera del posto imprimerà alle vostre parole un gradevole tono di pacatezza e l’insieme delle frasi che vi usciranno di bocca saranno il frutto di una matura riflessione. Ci scapperà anche un qualcosa da bere ma in misura molto moderata dato che fra i russi un bicchierino di vodka non ha mai ucciso nessuno. Po’ gli altri due di voi accompagneranno l’amico Dima alla sta,’ zione della metropolitana perché lui deve fare quel lungo tragitto per tornare a casa con coincidenze di treni e autobus.

Voi però direte che adesso preferite rimanere ancora un po perché prima ci avevate una inquietudine addosso che al solo entrare in quel locale vi è scomparsa dalla testa e quindi adesso non chiedete niente di meglio che di poter star lì a . guardare cosa succede perché delle volte nella vita le cose possono cambiare semplicemente perché uno entra in un bar anziché in quello di fronte. Che se entrava in quello di fronte invece la sua vita continuava grama come al solito e piena di insoddisfazione mentre bastava far la scelta giusta perché venisse ribaltata di centottanta gradi.

E così rimarrete seduti con le spalle al muro girando la sedia di due quarti, accavallerete le gambe e comincerete a guardare davanti a voi nella postura di un solitario pensatore fino a che la giovane cameriera non coglierà il vostro sguardo. Le due ragazze finlandesi sulla sinistra intanto si saranno alzate per pagare il conto e questa è una cosa strana perché fino a due minuti prima facevano un parlottio fitto fitto che sembrava che se la dovessero contar su per altri due giorni mentre adesso s’accorgono d’aver finito gli argomenti e vogliono andar via come se quello fosse diventato il locale della malora e così insopportabile da non poterci rimaner dentro nean­he un minuto in più. Questa è una svolta che vi stupirà perché denota un certa instabilità mentale nelle vostre due vicine di tavolo che all’apparenza sembravano ragazze normali.

Non è che avevate pensato di attirare la loro attenzione ma anche andar via così è il segno di qualcosa che non circola a dovere per le vene del cervello.

Poi la cameriera coglierà il vostro sguardo e allora perché no? se avete deciso di rimanere, perché non bere un altro bicchiere? Così ordinate una birra e una vodka. Lei vi chiederà qualcosa in russo riguardo alla vodka, ma non è il caso di fare i pignoli se non capite quello che dice, rispondete di sì e basta. Solo che poi la cameriera torna con in mano un boccale di birra e una mezza caraffa di liquido trasparente che sarebbe la vodka. Non poco. Ma non preoccupatevi, andate avanti. Quando torna il buonumore dopo l’inquietudine, fila tutto liscio. Le cose devono sempre trovare un modo per andare avanti, noi possiamo fare un gesto per esprimere un parere ma per il resto sono loro a regolare il corso degli eventi a seconda di quello che sta scritto nella posizione degli astri o in altre cose del genere.

E così starete lì a bere e a fumare pensando che non vorreste essere in nessun altro posto al mondo e forse per questo dopo un po’ incomincerete a provare uno stato simile a quello dell’esaltazione mentale. Di lì a poco verranno dentro una squadra di giovani che si sono ritrovati per festeggiare l’anniversario della maturità e anche questo farà aumentare il vostro stato di esaltazione. L’ultimo dei ragazzi lascerà la porta aperta da cui poco dopo entrerà un gatto velocissimo inseguito da un cane che li vedrete correre giù per gli scalini con il gatto che s’infilerà dritto sotto il portello girevole della cucina mentre il cane non ci arriva a pensare di doverlo spingere col muso per aprirlo e rimarrà lì deluso come fanno i 1 vrieri quando la lepre finta che hanno inseguito alle co scompare tutt’a un tratto chissà dove.

Che delle volte poi non sembra ma fare attenzione a tutti questi particolari vuol dire separare le due parti del cervello senza che una sappia cosa sta facendo l’altra. Che magari c’è una  parte del vostro cervello intenta ad assorbire i dati che saranno poi necessari per la compilazione di una guida e 1′ altra  che ne approfitta per sfuggire al suo controllo mentre che invece bisognerebbe stare molto attenti a questa seconda parte perché se la lasciate sguinzagliare così liberamente non ci ha mica il senso della misura. Questa seconda parte è quella che marcia in senso contrario al criterio della salute mentale e alla prima distrazione ve ne accorgerete. Comincerete a guardarvi intorno cercando la presenza di un altro avventore che si stia aggirando intorno al vostro tavolo ma non ci sarà nessuno intorno a voi. Un altro avventore che magari vi ha soffiato la vodka di sotto il naso mentre eravate intenti a seguire una lunga concatenazione di pensieri contemplativi. Lo fanno in Russia delle volte, di venirvi accanto di nascosto e poi trac, vi fregano qualcosa di sotto il naso. E stavolta sarà il caso di una caraffa di vodka perché a un tratto vi accorgerete che la vostra è vuota, cioè di vodka dentro non ce n’è più, ve l’hanno fatta fuori.

Forse è stata la cameriera russa, così carina e gentile, che delle volte può nascondersi una seconda identità dietro le parvenze più insospettabili. Voi comincerete allora a tenerla d’occhio e difatti lei coglierà subito il vostro sguardo alzando innocentemente le sopracciglia come a voler recepire una seconda ordinazione. Sta facendo il suo gioco, penserete voi.

Però vorrete anche andare in fondo al mistero e ordinerete un’altra vodka per vedere cosa succede. Come prima lei chiederà qualcosa in russo riguardo alla vodka ma non è il momento di fare i pignoli con la comprensione se non capite quello che dice, rispondete di sì e basta. Sarebbero altre le domande che vorreste fare. Poi lei torna di nuovo con una mezza caraffa di liquido trasparente che sarebbe la vodka e la mette sul tavolo. Non poco. Ma non preoccupatevi, l’importante è che vi sia tornato il buonumore dopo tutta quell’inquietudine e vedrete che il resto filerà via liscio per conto suo.

L’unica, se vogliamo, preoccupazione è che si è fatto tardi e bisogna stare attenti a non perdere l’ultima corsa della metropolitana per l’isola di Basilio. Ma è anche vero che potreste sempre fermare una macchina per strada e pagare il conducente per farvi riportare a casa nel caso perdiate la corsa. Così comincerete a valutare i pro e i contro delle due possibilità rioccupando la parte del cervello che prima era dedita alla contemplazione. Torno a casa adesso oppure aspetto fino alla chiusura del locale? vi chiederete. E poi Bisogna stare attenti a non far troppo tardi perché a una cert’ora si alzano i ponti della Neva e dopo non si torna più neanche in macchina. Di queste cose penserete senza mai prendere una decisione. E intanto che una parte del vostro cervello sarà dedita al lavoro della scelta, quell’altra andrà per conto suo e sembrerà come quando si parla di un uomo importante che si dice delle sue mani non sappia la destra cosa fa la sinistra.

Però anche stavolta succederà una stranezza. S’è creato molto casino per via che la scolaresca ha alzato un po’ il gomito e qualcuno s’è messo a ballare rompendo la vostra concentrazione. Voi eravate concentrati a pensare se rimanere fino all’ora di chiusura o andare a prendere l’ultimo treno della metropolitana e non avevate fatto caso che intanto la sala si è animata. Gli studenti anzi ve li cominciate a trovare anche intorno al tavolo, belle ragazze un po’ in balla, e quando farete per alzare il vostro bicchiere a mo’ di brindisi succederà come poco prima quando avevate scoperto che qualcuno vi aveva soffiato la vodka. La caraffa è vuota, il bicchiere è vuoto e starete lì come degli imbecilli ad alzare un bicchiere che non contiene niente.

Comunque sarà una buona cosa da raccontare al vostro compagno il quale è in cerca di misteri per scrivere una guida sui misteri dell’oriente e quindi a rincuorarvi ci sarà il fatto che non tornerete a casa a mani vuote. Però è venuta l’ora di alzare le chiappe e pagare il conto perché quello sarà anche un bel ristorantino georgiano dei vecchi tempi, fuori moda e tutto il resto, che veniva frequentato anche da Jagin Lev e tutto il resto, che c’è ancora una bella atmosfera e tutto il resto, però in mezzo a tutto quel resto succedono delle cose strane. Come il banco, che prima era alla vostra sinistra e adesso si è spostato alla vostra destra sotto la porta d’ingresso.

Quando vi alzerete per andare a pagare, mah, per alzarvi vi alzerete anche, ma non è mica più un’azione naturale com’era una volta, e anche quando sarete usciti in strada lungo la Fontanka, andar dritti andrete ancora dritti, ma una volta era più facile, era una cosa che veniva più naturale. Forse sarà perché piove, ma anche lì c’è qualcosa di curioso perché piove e allo stesso tempo c’è nebbia. Clima russo? Passerete davanti al ristorante futurista chiamato Propaganda e penserete Questo qua dev’essere il posto dove mi hanno ciullato tutti quei soldi tre anni fa. Arrivati sul Nevskij dovrete decidere se andare a destra verso la fermata del Mercato stabile o prendere a sinistra per quella della Majakovskaja. Un cervello preciso deciderebbe di andare a destra dato che per la vostra destinazione la fermata del Mercato stabile viene dopo quella della Majakovskaja e le probabilità di prendere l’ultima corsa sarebbero maggiori. Ma a voi non interessano questi calcoli perché star sempre a fare il ragioniere nella vita non s’incappa mai in nessun imprevisto e allora andate a sinistra. Sono molte le persone che vengono con voi nel flusso del traffico pedonale e molte quelle sull’altro lato del viale uscite da cinema e teatri. C’è un brulichio di gente che vi dà la sensazione che la serata non sia finita o non possa finir così. Così continuerete a camminare eretti e con la testa alta in mezzo alla folla convinti che dev’esserci ancora qualcosa in serbo per voi nel destino della sera perché anche Aristotele diceva che se un uomo pensa a qualcosa di passato, guarda per terra; mentre quando pensa a qualcosa di futuro, guarda verso il cielo.

Brano corrente

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