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26 Giugno 2010 | Paesaggio dell'anima

Barocco tropicale

Un viaggio in regione attraverso la musica

A cura di Claudio Bacilieri. Lettura di Fulvio Redeghieri.

26 giugno 2010

Le musiche di questa puntata: Nidi-Redeghieri-Ferraguti, Conjunto Los Amigos del Ande, Mariana Montalvo, Susana Baca, Mascia Foschi. 

Musica. A. Nidi – F. Redeghieri – M. Ferraguti: Vuelvo al sur (di Astor Piazzolla).

 Magnifico. Quanto sentimento, quanta anima fusa con la terra, in questo Astor Piazzolla rivisitato dal compositore Alessandro Nidi, al pianoforte, con Fulvio Redeghieri alla fisarmonica e Massimo Ferraguti, sax e clarinetto. Dalle nebbie di Parma al “sur” dell’Argentina, con una musica – ha detto la cantante di tango Adriana Varela – che “in questi tempi di vigliaccheria davanti alle incertezze, aiuta ad affrontare l’angoscia, a riflettere su noi stessi, sul nostro domani. Dove suona un tango, si stabilisce una complicità di spazio, tempo ed emotività”. Forse diciamo una banalità, ma tutta la musica sudamericana è, come l’arte e la letteratura, intrisa di quel realismo magico che ingloba nei ritmi leggenda e folclore, vitalità folgorante e nostalgia, la malia del tango e la saudade dei migranti. Così, ci catapultiamo di nuovo nel continente, nell’emisfero sur dove, tra Cile e Perù, si è svolto il viaggio di Edward Caruso che ha alimentato la raccolta poetica “Di alture e altre utopie”, appena pubblicata a Melbourne, Australia.      

 Musica. Conjunto Los Amigos del Ande: Mañana me voy.

 Dal Cile al Perù, da orizzonte a orizzonte, l’autostrada che porta verso la cordigliera peruviana costeggia lunghe catene di dune, e ogni tanto, più lontano dalla costa, si notano gruppi di catapecchie nel deserto e piccoli cimiteri con crocefissi metallici arrugginiti, infissi nella sabbia. “Terreno secco, / linee d’eucalipti e una cordigliera coperta / da un mantello di neve”. Che mondo è mai questo? E’ un mondo “fatto di maschere, / scolpite su legno nodoso addobbato di piume / e con espressioni rigide, animalesche, / fantasmi di sogni e immagini di occhi felini”. Siamo già in Perù, ma con la musica torniamo in Cile, ascoltando Mariana Montalvo, la cantante più popolare del paese.

 Musica. Mariana Montalvo: Sud Americano.

 Siamo ad Arequipa, “il vulcano Misti sullo sfondo, / l’ombra delle catapecchie nel tardo pomeriggio, / un cielo inaspettato, la cresta illuminata, / il tramonto trasformato in un buio / con una folla densa aggregata agli angoli / dove sono stati accesi alcuni fuochi”. Arrivano madri inca di bassa statura, “gli sguardi provati da strade non pavimentate / e infanti che dondolano sulle loro schiene, / avvolti in coperte colorate”.  E’ un mondo di umili e di emarginati che non si riconosce nei fini dell’economia, se non negli aspetti della microcriminalità in agguato sul turista. Il viaggiatore italo-australiano entra nel cono di luce del Sud America, e ne resta abbagliato. Nel centro storico di Arequipa, “case coloniali coperte di vernice azzurra, arancione o gialla / balconi di legno fatti a mano, / negozi con reliquie antiche …”, e il mercato della Plaza de Armas con il suo barocco tropicale. “Una forza antica sopravvive / sotto un cielo pallido e alcune nuvole sottili, / i portici fanno venire in mente qualcosa di Bologna”. Ma dall’Emilia-Romagna subito ci riallontaniamo con l’afro-peruviana Susana Baca, discendente degli schiavi neri, la più grande cantante andina.

 Musica. Susana Baca: Maria Lando.

 L’oro del Perù. Barocco tropicale. La luce e l’antichità nei visi dei passanti. A Lima abbiamo un amico, Mauro Ancherani, presidente dell’associazione Emilia-Romagna del Perù. Ma ora siamo ad Arequipa, con Edward Caruso, a visitare le mummie del museo del centro, “l’intimità di una morte esposta / in carne e ossa, / di visi con scarse illusioni”, le “espressioni calcificate, impietrite, di un sacrificio – tutto ciò che rimane”. I “denti ingialliti / esposti dietro vetrine luccicanti” rimandano al “nostro vuoto, le loro forme / quel che saremo”. Saremo come ci avrà plasmato l’amore: l’amore che non lascia dormire, l’amore coltivato nella vecchia Europa, cantato da Luigi Tenco, e trasportato – sotto forma di un tango – in Argentina, Sud America. L’arrangiamento è di Alessandro Nidi, la voce di Mascia Foschi.  

 Musica. Mascia Foschi: Ah l’amore, l’amore (di Luigi Tenco).

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