24 novembre 2012
Le musiche di questa settimana:Riccardo Tesi, Ofeliadorme, PGR.
Musica. Riccardo Tesi: Nduf Andè (da “Crinali. Un viaggio nella memoria musicale dell’Appennino bolognese”, 2006).
Questa settimana, cari amici, in città c’è un cielo grigio: basso come un coperchio, direbbe Baudelaire. Un cielo di sparsa nebbia che intristisce e annuncia l’inverno. Sappiamo invece che appena ci si alza di un po’ da terra, salendo i tornanti verso l’Appennino, i vapori fumo di Londra si diradano e – incredibile – splende il sole. Certo, è il sole freddo di novembre, ma va bene lo stesso. Andiamo in montagna per vedere gli ultimi colori dell’autunno, i rossi e i gialli delle foglie già sfibrati, le tinte ormai scolorite della natura che si accende un’ultima volta. La musica giusta è quella di Ofeliadorme, convincente band emiliana indie pop, con una voce femminile interessante, il cui brano “Paranoid Park” – che vi facciamo ascoltare – è stato recentemente remixato da Howie B, musicista e produttore, noto per aver lavorato con Bjork e gli U2.
Musica. Ofeliadorme: Paranoid Park.
Ci siamo attrezzati con scarpe da trekking, giacche a vento e tutto il necessario: andiamo a camminare sull’Appennino settentrionale, lungo l’alta via dei Parchi. Via da Parma, via dalla città. Attraversiamo in macchina, prima di arrivare al punto di partenza, strade e viali, capannoni, case che non hanno più volto, terre abbandonate, fiumi imbrigliati. La vista della montagna, invece, è un susseguirsi di emozioni dimenticate. Lo spleen e lo sconforto lasciano spazio a vedute sconfinate. La montagna ha il suo fascino d’inverno, anche se non c’è neve ora sul Prato Spilla. L’Appennino settentrionale si sviluppa in provincia di Parma, da Berceto, nei pressi del passo della Cisa, fino alla rupe della Verna, protesa sul Casentino toscano. E proseguendo oltre, fino al monte Carpegna, termina nel parco del Sasso Simone e Simoncello, condiviso dalle province di Rimini e di Pesaro-Urbino. Un cammino complessivo di circa500 kmdi salite e discese che sconfina nella Toscana e nelle Marche. Il percorso unisce due parchi nazionali, uno interregionale e cinque regionali. Noi percorreremo solo il tratto tra il lago Santo parmense e il Prato Spilla. Iniziamo a salire fiduciosi. La giornata è fredda quanto basta.
Musica. Ofeliadorme: Naked Evil.
Il mondo, quassù, è fatto di rupi vulcaniche e falesie di gesso, foreste e limpidi torrenti. Lo sguardo non intercetta brutture ma circhi glaciali e praterie d’alta quota. Con la bella stagione ci vorrebbero quasi nove ore a percorrere questo tratto. Guardiamo la cartina: siamo tra il parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano e il parco regionale delle valli del Cedra e del Parma. Camminiamo di buona lena lungo l’intero crinale dei laghi, tra conche glaciali, creste rocciose, lastroni levigati e praterie senza fiori. L’aria è sottile e l’ambiente severo, ingentilito in estate da splendide fioriture. Il percorso in cresta è molto faticoso per i continui saliscendi. Dalle rive del lago Santo saliamo fino alle falde del monte Marmagna. Versola Lunigianaprecipitano costoni rocciosi e canali ripidissimi; sul lato emiliano i versanti sono più dolci, scendendo con avallamenti fino alle foreste della val di Parma.
Musica. Riccardo Tesi: Accorsa
Dove vanno i pensieri mentre costeggiamo la boscosa valle della riserva statale di Guadine Pradaccio? Faggi, abeti bianchi, aceri montani sono i silenziosi padroni del luogo. Scorgiamo un vecchio alpeggio adibito a bivacco, utile in caso di maltempo. Più in basso del sentiero, numerosi specchi d’acqua: un laghetto, poi il lago Scuro e, oltre, altri laghi incastonati in una faggeta ai piedi della Rocca Pumacciolo. Fanno male le gambe, la fatica si sente. Vicino alla cima più alta del Parmense, il monte Sillara a 1859 metrid’altitudine, i laghi, che stanno appena sotto il crinale, sembrano sospesi nel cielo. Nelle giornate limpidissime la vista arriva fino al mare della Liguria e alle Alpi. Oggi il cielo è azzurro con qualche nuvoletta, ma non scorgiamo il mare. E’ però impressionante la veduta sulla valle del Bagnone, un abisso verde sotto i nostri occhi con le macchie dei paesi qui e là, quasi un km e mezzo sotto. Al passo del Giovarello iniziamo a scendere sul lato emiliano toccando un altro piccolo lago, poi un ripido vallone pietroso. La discesa continua nel bosco, sfiorando il lago Verde e giungendo in val Cedra. Da qui arriviamo senza fatica a Prato Spilla passeggiando nella faggeta. Tra un po’, se ci sarà la neve, a Prato Spilla si scierà su dieci km di piste, servite da una seggiovia e una sciovia. Noi, intanto, ci accontentiamo della vista delle montagne. Montagne fin quante ne vuoi, come questo brano dei PGR – Per Grazia Ricevuta.
Musica. PGR Per Grazia Ricevuta: E montagne fin quante ne vuoi.