23 maggio 2009
Le musiche di questa puntata: Giardini di Mirò, Blonde Redhead,Trio di Parma, King Crimson, Pierangelo Bertoli.
Musica. Giardini di Mirò: Broken by.
Parma e Reggio Emilia, cari ascoltatori, ci hanno raccontato la settimana scorsa le vite spezzate di molti loro abitanti. Vite perdute a inseguire un ideale, un’utopia: un po’ di tempo fa. La musica dei Giardini di Mirò, cinque ragazzi di Cavriago considerati tra i campioni dell’indie-pop italiano, ci riporta in questi stessi luoghi, nella provincia emiliana. Da Reggio prendiamo la strada per Sassuolo, centro dell’industria ceramica, dove andiamo a trovare Emilio Rentocchini, uno dei più grandi poeti dialettali italiani. Vi leggiamo alcuni versi scritti nel dialetto di Sassuolo. “A gh’è di dè, mea tant, m’a gh’è di dè /ch’et piàns perfin coi mócc del matonèl … Ci sono giorni, non tanti, ma ci sono / che compiangi perfino i mucchi di piastrelle / nel cortile delle fabbriche, da soli /come domande scordate nel cervello …”.
Buttati lì, nella vita, anche noi, come mucchi di piastrelle abbandonate davanti alla fabbrica? Ci sarà qualcuno – magari un dio – che ci compiange da qualche parte? Qualcuno che ci possa venire incontro? O “il mondo sfugge a ogni abbraccio, se non a quello siderale e muto delle stelle”, come dice Rentocchini?
Musica. Blonde Redhead: 23.
Come spiegare il brano che abbiamo ascoltato? E’ dei Blonde Redhead, gruppo americano di stanza a New York, composto da una ragazza giapponese e due gemelli italiani. Fanno una sorta di pop-rock non rumoristico, nonostante le chitarre ruvide. Melodie oblique, anche sentimentali. “La nostra musica tende a raggiungere lo stato di bellezza e di estasi. Partendo dal punk-rock, tracciamo delle linee melodiche dolci che esplodono in irruzioni di violenza”, dice la cantante giapponese Kazu Makino. Bellezza ed estasi, dunque. Ma si possono applicare questi concetti a un oggetto? Un oggetto può suscitare bellezza ed estasi? Giusto per entrare in argomento, ascoltiamo, nell’esecuzione del Trio di Parma del Conservatorio Arrigo Boito di Parma, il finale (allegro) del Trio in mi bemolle maggiore opera 70 n. 2 di Beethoven.
Musica. Trio di Parma: Trio in mi bemolle maggiore opera 70 n. 2 (IV. Finale. Allegro) di Ludwig Van Beethoven.
Il concerto, che purtroppo non possiamo farvi ascoltare per intero, è stato registrato dal vivo il 15 novembre 2008 in occasione dell’inaugurazione del nuovo auditorium del Conservatorio. Il Trio di Parma è composto da Ivan Rabaglia (violino), Enrico Bronzi (violoncello) e Alberto Miodini (pianoforte). La musica di Beethoven ci porta ad altezze vertiginose, a sentimenti potenti che ci fanno dimenticare i mucchi di piastrelle accatastati davanti alle fabbriche di Sassuolo, da dove, prima della crisi economica, partivano le piastrelle che andavano a decorare i bagni dei ricchi arabi ad Abu Dhabi o a Dubai. Ancora oggi, le piastrelle di ceramica di Sassuolo sono simbolo di raffinatezza, per il design e la qualità dei materiali. Sono ancora un oggetto del desiderio. Abbelliscono le nostre case, ci rendono piacevole la vita. Attenzione, però: questi oggetti muti che ci circondano, in realtà, in qualche modo, ci guardano. E’ quanto sosteneva il filosofo Jean Baudrillard, le cui fotografie fino al 7 giugno sono in mostra a Reggio Emilia nell’ambito della rassegna internazionale “Fotografia Europea”. Gli oggetti – dice – “entrano in scena” al momento dello scatto, e una buona fotografia è quella che cattura questa entrata in scena, senza artifici stilistici. In altre parole, l’immagine non è oggettiva; non è altro che un’emanazione del nostro sguardo. Le cose ci guardano, allora? Lasciamo in sospeso la risposta per dedicare a un nostro fedele ascoltatore, che si collega alla radio da qualche parte dell’Australia, Edward Caruso, un brano dei recenti King Crimson, Shoganai, parola giapponese che equivale a “c’est la vie”, non c’è niente da fare, è così …
Musica. King Crimson: Shoganai.
Scusate se insistiamo, ma quando, nelle riviste, vediamo tutti questi oggetti di design, arredi molto belli, ceramiche ricercate, anche a noi sembra che le cose si siano messe in posa. Per farsi fotografare. Per mostrare, nella loro accumulazione, nel loro susseguirsi sulle riviste patinate, il vuoto che è in noi. Niente da dire sulla qualità estetica: la materia concentrata in una ceramica diventa struttura e ritmo, luce e terra, superficie curva o ondulata. Il decoro diventa racconto, la vita contemporanea una scenografica narrazione. Dalle aziende di Sassuolo escono stili d’arredo per tutto il mondo. Già che siamo qui, facciamo un giro per la cittadina modenese. Che, nonostante il fervore industriale, conserva ancora tracce del suo nobile passato, come il sontuoso Palazzo Ducale, residenza estiva dei duchi di Modena, edificato in stile barocco nel 1634. Non possiamo dimenticarci, a questo punto, di Pierangelo Bertoli, esponente importante della scuola di cantautori italiana, che nell’inquinata capitale della ceramica è nato. A lui, scomparso nel 2002 alla fine di un’esistenza generosa e battagliera, si deve nel 1977 la canzone-manifesto dell’ecologismo italiano, la sempre più attuale “Eppure soffia”.
Musica. Pierangelo Bertoli: Eppure soffia.