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11 Febbraio 2012 | Paesaggio dell'anima

Farfalle, musica e fiocchi di neve

Un viaggio in regione attraverso la musica

A cura di Claudio Bacilieri. Lettura di Fulvio Redeghieri.

11 febbraio 2012

Le musiche di questa puntata: Beirut, Marcella & The Forget Me Nots, Nicola Manzan, Beth Jeans Houghton & The Hooves of Destiny, Andrea Griminelli.  

Musica. Beirut: East Harlem. 

Cari ascoltatori, Bologna è ancora sotto la neve e nella morsa del gelo. Settimana fantastica. Non ci possiamo muovere, non andiamo in giro, restiamo rintanati in casa riacquistando il piacere della lentezza. C’erano cose importanti da fare? E chi se ne importa! Tutti gli appuntamenti rimandati, tutto sospeso per neve! I ragazzi in strada scattano fotografie agli uccellini dal petto giallo che si mettono in posa sui rami coperti di neve. Piazza Maggiore brilla nella sera, tutta bianca, evanescente sotto le luci fioche che ne disegnano i contorni. Bolognese ma trapiantata a Londra, è Marcella Puppini, che ha conquistato il successo mondiale con lo swing patinato anni Quaranta delle Puppini Sisters, il suo trio tutto al femminile. Ora, si è lanciata in un nuovo progetto, sempre con un gruppo femminile, Marcella & The Forget Me Nots, ma più aggressivo, perché lo stile, questa volta, combina rock, punk e cabaret mitteleuropeo. Dal glamour al dark, insomma – ed è giusto, perché bisogna cambiare, appena si può.

Musica. Marcella & The Forget Me Nots: Monster Mae.

Tra le tante cose interessanti viste quest’anno ad Arte Fiera, la fiera internazionale d’arte contemporanea di Bologna, ricordiamo un’opera dell’olandese Teun Hocks: una fotografia che sembra pittura, dove un uomo che potrebbe essere Jacques Tati insegue, in un paesaggio surreale, delle note musicali con un retino da farfalle. In un’altra fotografia di Hocks, che si può vedere sul suo sito, c’è un uomo in piedi intento a osservare, alla luce di una lampada posta sul tavolo di fronte a lui, qualcosa sul pavimento. Lui guarda attentamente, ma per terra non c’è nulla – proprio niente. Sembra che ci sia solo qualcosa che deve accadere, ma non accade, oppure una mancanza d’idee. Una metafora del nostro tempo? Ironia o, piuttosto, sarcasmo? Diamo la parola, anzi prestiamo orecchio, a Bologna Violenta, nome d’arte di Nicola Manzan, che ha appena pubblicato un album, Utopie e piccole soddisfazioni, pieno di sarcasmo, di animosità verso un mondo che è solo da dissacrare. Manzan concentra in pezzi molto brevi (ne ascoltiamo tre) le sue sciabolate di hardcore digitale e cyber-metal, usando cut-up radiofonici, zapping televisivi, la voce dell’ex presidente Cossiga o remixando i CCCP, storico gruppo punk emiliano.      

Musica. Nicola Manzan: Incipit

Inseguire farfalle, note musicali, fiocchi di neve: viva tutto ciò che è improduttivo, inutile, che non insegue il profitto a tutti i costi! Il giovane artista serbo Nebojša Despotovic è il vincitore del “Premio Euromobil Under 30” ad Arte Fiera Bologna 2012 con l’opera “Topologia discreta”. Nella pittura del giovane serbo c’è un’attenzione magica, incantata, verso il mondo infantile. Il possibile re-incanto del mondo è l’arma da giocare contro il disincanto della nostra epoca. E’ un’opera bellissima di Alighiero Boetti, “Simmetria asimmetria” del 1978, a penna biro verde su carta – le sue mappe, i suoi arazzi, le sue lettere disegnate come nelle calligrafie orientali … Oppure è la “Maddalena penitente” di Marco Mazzoni, pallida e inquietante nei suoi capelli di fiori, per chissà quale peccato da espiare.  

Musica. Beth Jeans Houghton & The Hooves of Destiny: Liliputt

Abbiamo ascoltato un brano di Beth Jeans Houghton, una nuova scoperta, che ricorda un po’ Annie Lennox, sorretta da sontuosi arrangiamenti. Parlavamo d’incanto. E di malinconia: come nell’installazione “Nel suo nome” di Valerio Berruti, dove un gruppo di ragazzini inginocchiati e disposti in cerchio fissano smarriti un tappeto di terra e detriti. O un’altra installazione, tra le più apprezzate in Arte Fiera: “Armada” di Jacob Hashimoto, con settecento barchette a vela bianche che fluttuano sospese, ondeggiando come marionette tra onde immaginarie Ora, per concludere, ci consegniamo al freddo inverno che alita sui vetri delle finestre la sua brina. Sentite? E’ il celebre “Inverno” delle “Quattro Stagioni” di Vivaldi. Al flauto, abbiamo Andrea Griminelli, uno degli artisti italiani più apprezzati all’estero, che ha appena pubblicato un nuovo cd tutto dedicato a Vivaldi. Accompagnato dai Solisti Filarmonici Italiani, suona con un set di flauti incredibili, tra cui uno disegnato per lui da Swarovski. Eleganza, morbidità, secca bellezza – l’inverno è anche questo. Intanto noi inseguiamo farfalle immaginarie, note musicali e fiocchi di neve …   

Musica. Antonio Vivaldi: Le Quattro Stagioni. Inverno (al flauto, Andrea Griminelli; Basilica di San Prospero, Reggio Emilia, 2 dicembre 2010).

Brano corrente

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