Il lato oscuro della luna
Le musiche di questa puntata: Kevin Stick, Art Zoyd, Pink Floyd, John Zorn, Nick Drake.
Musica. Kevin Slick: Chapter IV (dall’album Nosferatu, 2001)
Abbiamo lasciato i Balcani, attraversato l’Adriatico e siamo tornati, cari ascoltatori, a Bologna. Siamo tornati per riordinare le idee, per cominciare un nuovo ciclo della nostra trasmissione e, come sempre, prendiamo ispirazione da spunti, tracce, segni che ci attirano, divagando e navigando a vista, secondo gli umori e gli amori. A Bologna i cinefili si ritrovano tutti al cinema Lumière, la sala cinematografica della Cineteca, una struttura unica forse in Italia per l’importante funzione culturale che svolge. Qui si possono vedere film sacrificati o usciti troppo presto dal mercato, monumenti della storia del cinema, vecchie pellicole del muto con accompagnamento al pianoforte, film nuovi e piccoli film indipendenti che ci raccontano l’oggi in modo sorprendente. Ebbene, in attesa che inizi la rassegna integrale delle 140 opere di Jean-Luc Godard, nell’anno del suo 80° compleanno, ci siamo rivisti Nosferatu il Vampiro di Murnau.
Musica. Art Zoyd: Nosferatu.
Le atmosfere gotico-espressioniste-tecnologiche della musica degli Art Zoyd ci ricordano che Nosferatu è un’opera metafisica nella quale le forze della morte sono capaci di attrarre irresistibilmente, di fagocitare, di vampirizzare le forze della vita. E’ quello che accade a tante celebrità, a tanti artisti, rockstar, gente del mondo dello spettacolo: a molti di coloro cui capita di vivere sulla faccia nascosta della luna. A questo mistero che lega genio e autodistruzione, creatività e sregolatezza, Carlo Lucarelli, che vive in provincia di Bologna ed è lo scrittore di noir più famoso d’Italia, ha dedicato il suo ultimo lavoro, La faccia nascosta della luna. Come recita il sottotitolo, si tratta di Storie di delitti e misteri tra musica, cinema e dintorni. Prendendo spunto dal capolavoro dei Pink Floyd, The dark side of the moon, del 1973 – di cui vi facciamo ascoltare un brano lirico di superbi vocalizzi femminili -, Lucarelli traccia in 39 quadri altrettante storie che confermano la leggenda nera che accompagna tante star della musica e del cinema. Quelle che devono rompere le regole per creare qualcosa di nuovo. Quelle che sono troppo fragili per vivere a lungo: perché non è facile vivere lassù, sul lato oscuro della luna.
Musica. Pink Floyd: The great gig in the sky.
Il libro di Lucarelli ci accompagnerà per qualche puntata, insieme a un altro libro uscito recentemente: I colori nelle mani, della storica dell’arte Beatrice Buscaroli, docente dell’Università di Bologna, co-curatore del Padiglione Italia all’ultima Biennale di Venezia e direttore artistico della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna. La Buscaroli parla di pittori, scultori, di artisti: le rockstar del passato. In molti casi, infatti, si ritrova lo stesso destino di genio e miseria, di incanto e ombra. C’è qualcosa in comune tra Guido Reni e Luigi Tenco, tra Parmigianino e Jimmy Page, tra Guido Cagnacci e Jim Morrison? Perché tanti geni dell’arte sono morti a trentasette anni (Raffaello, Parmigianino, Watteau, Van Gogh, Toulouse-Lautrec, Majakovskij, Manai), e tante rockstar a ventisette (Janis Joplin, Jimi Hendrix, Jim Morrison, Kurt Cobain, Brian Jones, Robert Johnson?). Divini fanciulli, morti per aver troppo vissuto? E’ così che s’inabissano genio e sregolatezza? Questa sarebbe materia per il regista Jean-Luc Godard, di cui torneremo a vedere i film al cinema Lumière.
Musica. John Zorn: Godard.
Abbiamo ascoltato il tributo di John Zorn, musicista newyorchese d’avanguardia, al grande regista francese. L’album dedicato a Godard è del 1986. Siamo tornati a parlare di Godard perché la materia di cui trattiamo, cioè la lotta tra l’ombra e la luce, la vita che si fa film e che il cinema cattura da dietro lo specchio in cui si nasconde, appartiene alla sua poetica. Sentite questi rumori di sottofondo? – sono il suo cinema. E in un film sembrano vivere i personaggi di cui parleremo nelle prossime puntate, che spesso, come Astolfo nell’Orlando Furioso, hanno perso la ragione: l’hanno persa sulla luna.
Musica. Autori Vari: Nouvelle Vague, Part II (dalla colonna sonora di Nouvelle Vague di Jean-Luc Godard, 1990).
Uno di quelli che non poteva vivere a lungo, e infatti se n’è andato anche lui sul filo dei 27 anni non ancora compiuti, è l’inglese Nick Drake, che in soli quattro anni di attività ha scritto canzoni di disarmante bellezza, divenute pietre miliari del rock solo dopo la sua morte. “Quando il giorno è passato / Sulla terra poi affoga il sole / Insieme a tutte le conquiste e le perdite / Quando il giorno è passato (…) / Quando la festa è finita / E’ davvero triste per te / Non hai fatto le cose che volevi / E ora non c’è più tempo per ricominciare / Ora la festa è finita”. Sono le parole di Day is done, le parole di un ragazzo inquieto, malinconico, romantico, che come i veri romantici, i simbolisti, i decadenti, i poeti che ha amato al college e all’Università, non ce l’ha fatta a reggere l’urto della vita.
Musica. Nick Drake: Day is done.