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4 Febbraio 2012 | Paesaggio dell'anima

La neve dopo la Notte Bianca

Un viaggio in regione attraverso la musica

A cura di Claudio Bacilieri. Lettura di Fulvio Redeghieri

4 febbraio 2012

Le musiche di questa puntata: Stefano Savini, Belle & Sebastian, J. S. Bach, Lorenzo Visci, Vasco Rossi.

Musica. Stefano Savini: Cortile.

Chitarra e contrabbasso, cari ascoltatori, per cominciare in modo morbido, soffice, come la neve che, mentre scriviamo, sta cadendo su Bologna. La chitarra è del compositore Stefano Savini, accompagnato da Stefano Ricci, contrabbassista dei Quintorigo. Nevica da ieri, il Comune di Bologna ha annunciato la chiusura delle scuole e i più grandi si chiedono se si ripeterà l’eccezionale evento del gennaio 1985, quando la città rimase seppellita per una settimana sotto 80 centimetri di neve. Il poeta bolognese Roberto Roversi, classe 1923, scrisse in quegli anni “L’Italia sepolta sotto la neve”, un poema ricco di passione civile, pubblicato in diverse edizioni, in modo quasi sotterraneo, come piace a lui. “Tutto l’inverno ho navigato nello spazio / è venuta primavera piena di selve / continuo il mio viaggio sulla nave che / dalla luce conduce alla luce / dalla luce come una piuma mi scarica alla notte / sono un vagone disperso in una stazione di frontiera in / Patagonia ma / non posso lamentarmi perché sono solo – ero / nello spazio che non ha voce / e tacevo …”.

Musica. Belle & Sebastian: Fox in the snow.

A proposito di Roberto Roversi, vogliamo fare una digressione ricordando – con le sue parole – il progetto di una rivista che il diciottenne poeta bolognese ideò nel 1941 con Leonetti e il grandissimo Pierpaolo Pasolini, che a quel tempo abitava a Bologna. Ecco il ricordo. «Siamo ai Giardini Margherita, seduti su un prato appena tagliato; fra lo splendore giallo si alza un profumo compatto, molto padano, del fieno falciato, a cumuli, che si sta asciugando. Poca gente, solo presenze colorate di donne e ragazze che camminano qua e là. Noi tre seduti, Leonetti, Pasolini e io, parliamo di una rivista che vogliamo fare, che “dobbiamo fare”. Il nome già proposto è Eredi. Parliamo con una leggerezza che è felicità, per una cosa finalmente importante; per una decisione nostra che dovremo realizzare impegnandoci. Ci sentiamo infervorati. Passa un uomo in bicicletta, è in borghese; adagio, cerca con la testa; ha bisogno di parlare? Ci vede, si avvicina, non si ferma; dice a voce bassa: “Hitler ha invaso la Russia”. È il 22 giugno del 1941 e noi eravamo fuori dal mondo». Oggi nevica in un modo così assoluto, naturale, convincente, che anche noi ci sentiamo fuori dal mondo, isolati in una magnifica bianca solitudine, con la testa piena di pazze idee, come quei tre giovani poeti seduti sull’erba di un lontano giorno d’estate.

Musica. J. S. Bach: Cello Suite n. 1. Preludio (violoncello Mischa Maisky).

Chissà perché, abbiamo sempre associato il violoncello alla neve. Sotto il suo mantello bianco, oggi Bologna ci sembra bellissima. Guardiamo fuori dalla finestra della nostra casa: strade vuote e pure, rari passanti, tetti che sembrano felici di sobbarcarsi il pesante carico bianco, un merlo che saltella da balcone a balcone. Una felicità da bambini. Ed è tutta Bologna che si risveglia un po’ bambina sotto la neve, proprio il giorno dopo che si è conclusa Arte Fiera, una delle più importanti manifestazioni d’arte europee, e la prima in Italia. Nonostante la crisi, l’edizione 2012 è terminata con un bilancio positivo, con molti visitatori negli stand, le gallerie d’arte soddisfatte per le vendite, ristoranti e alberghi pieni, performance tra tartine e flut di spumante e mostre “off” Fiera che hanno invaso la città nei quattro giorni più divertenti dell’anno. Tanti giovani artisti a sfidare la crisi, perché nell’arte si può trovare una strada per andare avanti.

Musica. Lorenzo Visci: per Bologna

Ah Bologna, Bologna, quante canzoni sono state scritte per te! In questa che vi abbiamo fatto ascoltare, il giovanissimo Lorenzo Visci ricorda Santo Stefano, una chiesa che ne racchiude sette, le sette perle di Bologna. Accanto alla maratona d’arte d’inverno, alla Art White Night, la Notte bianca dell’arte che si è celebrata invadendo il centro storico con le installazioni dell’Arte Fiera e coinvolgendo i Musei civici, visitati da 10o mila persone, c’è molto altro. C’è Genus Bononiae, il progetto che illustra la storia di Bologna attraverso i secoli, dall’antichità a oggi. Ultimo tassello di questo percorso culturale basato sul restauro di edifici del centro storico recuperati all’uso pubblico, è Palazzo Pepoli, al cui interno si percorre un viaggio nel tempo con un teatro virtuale e percorsi scenografici. Ci sono stanze che evocano il medioevo, e altre l’epoca rinascimentale, manichini vestiti come per la battaglia di Fossalta del 1249, si percorrono strade romane e gli antichi canali con installazioni multimediali, c’è la via Emilia, l’unico monumento al mondo vivo da 2200 anni. E dopo la grande movida creativa, la neve, tanta neve a coprire le strade e le case, ad attutire i rumori, smussare gli angoli, far riposare questa nostra vecchia e magnifica città. Eh già, Bologna è ancora qua…

Musica. Vasco Rossi: Eh già.

Brano corrente

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