5 maggio 2012
Le musiche di questa puntata: Kocani Orkestar, Rona Hartner, PGR.
Musica. Kocani Orkestar: Siki, Siki Baba.
Perché abbiamo cominciato con questa musica struggente, alticcia, ubriacante – musica meticcia che fonde est e ovest con timbri, accenti, colori forti? Perché i travolgenti ritmi macedoni della Kocani Orkestar, fanfara della cittadina di Kocani al confine con la Bulgaria, arriveranno in provincia di Bologna, a Marzabotto, nella splendida cornice del Parco Storico di Montesole, il 26 e 27 maggio, per la quarta edizione del Balkan Festival. La manifestazione dedicata alla musica balcanica approda per la prima volta al Parco Storico di Monte Sole dopo le prime tre edizioni ambientate a Loiano, sempre sull’Appennino bolognese. Altra protagonista, oltre alla Kocani Orkestra, sarà la cantante e attrice rumena, ma residente in Francia e di nazionalità vagabonda, Rona Hartner.
Musica. Rona Hartner: Disparaîtra.
Il Balkan Festival arriva a Marzabotto non a caso. Gli slavi, ma soprattutto gli zingari, sono per alcuni umanità di serie b, come lo erano per i nazisti, che trucidarono a Monte Sole un’altra umanità di serie b: gli italiani che avevano tradito il patto d’acciaio con la Germania hitleriana. La storia è nota: la mattina del 29 settembre 1944, nel quadro di un’operazione di rastrellamento contro una formazione partigiana che operava sull’Appennino bolognese, quattro reparti di truppe naziste accerchiarono l’area compresa tra le valli del Setta e del Reno, muovendo all’assalto di abitazioni, cascine e scuole. La popolazione atterrita si rifugiò nella chiesa della frazione di Casaglia di Monte Sole, raccogliendosi in preghiera. Qui i tedeschi uccisero subito con una raffica di mitragliatrice il sacerdote e tre anziani. Quindi tutti gli altri. Poi andarono a mitragliare le 195 persone raccolte nel cimitero, tra cui 50 bambini. Ogni frazione, ogni casolare, ogni luogo andò incontro alla furia omicida dei nazisti. Tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, vennero sterminate a Monte Sole di Marzabotto 770 persone: una delle più grandi stragi del Novecento contro l’umanità.
Musica. PGR: Guardali negli occhi (da “Montesole 29 giugno 2001”).
Il 29 giugno 2001 era una calda sera d’estate. Nel Parco di Monte Sole, che ricopre quasi interamente l’area coinvolta nell’eccidio del 1944, un gruppo storico emiliano, ex Csi, già Cccp, dà luogo a un concerto divenuto leggendario: una serata speciale chiamata dal leader Giovanni Lindo Ferretti “Per grazia ricevuta”, che sarebbe poi diventato il nuovo nome del gruppo: PGR. La registrazione del concerto ha partorito una delle pietre miliari della musica pop italiana, “Montesole 29 giugno 2001”, con le prime tre canzoni folgoranti (il disco si apre con quella che abbiamo ascoltato). Nel 2010, esce “ConFusione”, un album che è la riedizione del precedente dei PGR, “Ultime notizie di cronaca”, con un arrangiamento minimale e percussivo proposto da Franco Battiato. Da 2ConFusione” ascoltiamo “Montesole”, un brano ricco di emozioni, ancora pieno dell’aura della magica serata del giugno 2001. “L’amore non lo canto / è un canto di per sé / più lo s’invoca meno ce n’è. / (…) Canto la libertà / difficile, mai data / che va sempre difesa / sempre riconquistata”.
Musica. PGR: Montesole (da “ConFusione. Nove canzoni disidratate da Franco Battiato”).
Monte Sole, luogo della memoria. Luogo del massacro, raccontato nel bel film di Giorgio Diritti, “L’uomo che verrà”, ricostruendo la vita quotidiana di una comunità che ha la sfortuna d’imbattersi nella grande storia. A Monte Sole approdò nel 1985 don Giuseppe Dossetti, uno dei padri della Costituzione italiana, che dopo essere stato vicesegretario della Democrazia cristiana lasciò ogni carica politica, si fece monaco e fondò una piccola comunità proprio nel luogo dell’eccidio nazista. Giuseppe Dossetti ha voluto vivere la sua fede in Dio proprio nel luogo del tracollo del senso, nel luogo da dove Dio sembrava essersi ritirato per manifestare la sua impotenza davanti all’orrore della guerra e alla crudeltà degli uomini. Le querce di Montesole, scrive monsignor Luciano Gherardi in una sua poesia, “hanno memoria. / Memoria di sanguigne uve / pigiate in torchi amari / memoria di stermini e di paure / memoria della scure / nel ventre delle madri”. Sempre da “Ultime notizie di cronaca”, ascoltiamo “Cronaca montana” prima di lasciare questo incantevole angolo di Appennino. “Vivo sui monti tra i morti”, canta Ferretti: non disperdere la memoria dei morti, il loro silenzio, è l’unico gesto di pietà che possiamo fare nel nostro “tempo moderno”. E “certo, le circostanze non sono favorevoli …”.
Musica. PGR: Cronaca montana (da “Ultime notizie di cronaca”, 2009).