11 giugno 2011
Le musiche di questa puntata: Bono & Pavarotti, Il Club dei Vedovi Neri, Dall’Olmo e Stragapede, Mina, Claudio Lolli.
Musica. Bono, Edge, Eno & Pavarotti: Miss Sarajevo.
“E come il fiume giungerai a me / oltre i confini e le terre assetate / come il fiume l’amore giungerà …”. Grandissimi Bono e Pavarotti, dal vivo a Modena il 12 settembre 1995 per il Pavarotti & Friends. La settimana scorsa, cari ascoltatori, eravamo alla Stellata di Bondeno, sulla riva emiliana del Po, nelle terre basse al confine tra Emilia, Veneto e Lombardia. Per passare il ponte sul Po tra Stellata e Ficarolo e proseguire il percorso sull’argine veneto, si deve compiere un tortuoso tragitto. Allora restiamo in ambito emiliano, perché abbiamo da raccontarvi storie di donne e di fiume che abbiamo trovato in un libro delizioso di Giuseppe Pederiali, scrittore di Finale Emilia gran conoscitore della Bassa e dell’universo femminile. Il libro s’intitola “Il paese delle amanti giocose” e ha come protagoniste donne padrone della loro vita, il cui slancio vitale non disdegna l’ambizione e la curiosità, la lussuria e il riso. Sanno, le donne di quella contrada lunatica e terragna che sta tra Modena, Ferrara e Bologna, che come l’acqua del fiume andiamo rapidamente verso il nulla. Perciò, niente metafisica: tanto vale godere della vita che scorre.
Musica. Il Club dei Vedovi Neri: Lungo il fiume.
Una sontuosa carnalità fa capolino nelle storie di Pederiali. C’è la Marta, alla quale un intero paese vuole ricostruire la reputazione perduta. C’è la Luciana, giovane amante di un gerarca fascista, che dalla campagna ferrarese finirà in Africa. C’è la contessina Greppi, che s’incapriccia di un giovane bracciante che suona divinamente il violino. E Verbena, la sposa che tradisce senza peccato. E la Nena, la traghettatrice innamorata del grande fiume. A proposito della Nena, siamo sempre dalle parti di Bondeno, un paese che, “bello e antico, se ne sta comodo, seduto nell’angolo tra il Panaro e il Po. Una volta all’ombra di tanti pioppi, adesso di meno perché sono cresciute nuove case, specialmente sulle strade che portano a Scortichino e verso la Stellata. Ci sono macchine dappertutto, un supermercato dietro la fornace, uno zuccherificio …”. Ma una volta…
Musica. Daniele Dall’Omo e Antonio Stragapede: Polka brillante (autore: Leonildo Marcheselli).
Una volta, “quando esistevano ancora le paludi e i fiumi se ne andavano a spasso nella pianura, senza argini e altre discipline”, c’erano le sirene nella Bassa. Sirene di palude. Qualche esemplare è sopravvissuto sin quasi ai giorni nostri, come la Nena di Bondeno. Una ciocca di capelli rossi impigliata nei rovi o l’orma di un piede palmato impressa nel fango di un macero, sono tracce di sirena – dice qualcuno. Ma con i fiumi sporchi e avvelenati di oggi sono scomparse anche tutte le altre donne che popolavano le acque dei maceri, dei fiumi, dei canali, delle paludi: sabbionare, lavandaie, traghettatrici e raccoglitrici di erbe palustri che servivano a confezionare cappelli e cestini. Donne e fiume, binomio indissolubile. Le ragazze andavano al fiume per prendere il sole in spiaggia, per fare il bagno nei lidi di Boretto e Ficarolo e ballare nei dancing appoggiati agli argini o sulle golene. “Questa sera no / non mi difenderò”, cantava Mina nel 1972. Andavano al fiume per fare l’amore sugli argini, quando non c’erano soldi e nessuna ragazza avrebbe mai accettato di farsi portare in albergo.
Musica. Mina: Fiume azzurro (1972).
“Dove il Panaro entra nel Po, e le correnti dei due fiumi s’incontrano, esplode un ribollire d’acqua, con mulinelli, onde informi che nascono e spariscono come per una tempesta remota, nascosta sott’acqua, e gorgoglii, muggiti e ruggiti”. Si percorre il sentiero golenale che parte dalla rocca di Stellata, e si entra nel regno della Nena, vissuta tra le due guerre. A Bondeno tutti sapevano che il figlio che le era nato negli anni Trenta e che poi sarebbe morto a soli due anni, battezzato dal prete di Salvatonica con l’acqua del Po, non aveva un padre umano – che d’altronde nessuno aveva mai visto – ma era figlio del Po. Un pescatore, infatti, racconta di aver assistito all’accoppiamento: “La Nena se ne stette a lungo sott’acqua, avvolta nel buio, a occhi aperti. L’acqua la stringeva come soltanto lei sa fare, poi la spinse verso l’alto, e la Nena rimase a galleggiare poco lontano dalla riva. Il fiume (…) penetrava fin dove poteva il corpo della giovane femmina. Io mi avvicinai di più, senza far rumore, ben nascosto dal buio (…). Arrivai fin quasi a sentirne i sospiri”…
Musica. Claudio Lolli: Donna di fiume.