Salta al contenuto principale
17 Ottobre 2006 | Paesaggio dell'anima

N°31-PAESAGGIO DELL’ANIMA

Un viaggio in regione attraverso la musica. 31° puntata.

Musica: Meditation for Millennium


E se, guardandoci intorno, non trovassimo più la strada del ritorno? Cari amici, abbiamo girato il mondo in compagnia di Corto Maltese, il marinaio avventuriero di Hugo Pratt. Siamo partiti da Rimini, il luogo natale del grande disegnatore, e ci siamo persi – un po’ qui, un po’ là – sulle strade della terra.


Una vita avventurosa, segnata da forti passioni, sentimentali e politiche, ebbe anche Tina Modotti, alla quale lo scrittore Pino Cacucci, bolognese d’adozione, ha dedicato un bel libro. E il cantautore modenese Cisco, ex voce dei Modena City Ramblers, questa canzone che ci consente di restare dalle parti del Messico.


Musica. Cisco: Tina


Emigrata in America, Tina grazie alla sua bellezza approdò nel mondo dorato di Hollywood. Girò tre film come attrice, poi si trasferì in Messico con il fotografo Edgar Weston divenendo amica e compagna di rivoluzionari nonché fotografa lei stessa. Tina fu emigrante, operaia, attrice, fotografa nel Messico degli anni Venti, antifascista, perseguitata ed esule politica, garibaldina di Spagna. Una vita intensa, come quella di Nahui, un’altra storia raccontata da Pino Cacucci, scrittore bolognese che ha una speciale predilezione per il Mexico. Nel suo libro, “Nahui”, Cacucci narra che nel 1961 un noto poeta messicano incontrò per strada una povera disgraziata che vendeva per due soldi vecchie  immagini di sé giovane, nuda, bellissima. La riconobbe: era Nahui Olin, la più bella donna di Città del Messico negli anni della rivoluzione di Emiliano Zapata e Pancho Villa; la ragazza che posava per i murales di Diego Ribera.


Nahui, Tina: donne straordinarie, in rivolta contro la società e contro se stesse, vitali, folli, ebbre di una libertà impossibile. Gente che “cammina sulla strada, ma sempre dalla parte scura”, come canta ancora Cisco in questo brano, “Latinoamericana”, che è un viaggio dentro la grandezza e la miseria del continente. La voce mexicana è di Pino Cacucci.


Musica. Cisco: Latinoamericana


Viaggiare, camminare, ma dalla parte scura della strada. Walk on the wild side, tieni il lato selvaggio della strada, come diceva Lou Reed.


Esordiva 14 anni fa, in una birreria della bassa modenese, Stefano Bellotti detto “Cisco”, cantando brani di folk irlandese. Nacque allora l’avventura dei Modena City Ramblers, il più noto gruppo italiano di combat folk, ovvero la musica popolare al servizio di una causa, e mischiata col rock, il dialetto modenese, l’amata Irlanda, il punk e i canti della Resistenza italiana. La grande famiglia dei Modena City Ramblers, come ogni gruppo che si rispetti, ogni tanto perde un pezzo: l’ultimo ad andarsene è stato Cisco, prima di lui il fisarmonicista Alberto Cottica che ha fondato i “Fiamma Fumana”. Ma i “Modena” sono ancora vivi e presto, a novembre, uscirà il nuovo lavoro, “Dopo un lungo inverno”.


Restiamo ancora in America, anche se quella di cui parliamo adesso è l’America senza aggettivi: gli States, la potenza mondiale, oggi, per la verità, un po’ ammaccata, incompresa, o che non vuole farsi comprendere. Cantautore raffinato, il bolognese Franz Campi grida la sua delusione. La terra promessa è diventata una promessa non mantenuta. America: “non crederò a quello che dirai / ma scaverò dentro le tue rughe…”. America nuda, fatta di milioni di tv accese.


Musica. Franz Campi: America


Amici, è ora di tornare. Ma se non trovassimo più la strada del ritorno? In effetti, avremmo voluto tornare a casa subito, dopo il giro del mondo in compagnia di Corto Maltese. Ma ci siamo attardati: ascoltiamo musica, parliamo, divaghiamo – e le nostre sono solo parole, che cadono in autunno come le foglie degli alberi. Ma se non potessimo più attraversare il ponte che ci riporta a casa? “Un ponte traccia l’orizzonte dei miei occhi, affinché un giorno l’attraversi”, scrive il poeta portoghese Nuno Júdice.


Dimmi tu dov’è la strada / la casa tanto bramata”, cantano i Bevano Est, gruppo romagnolo che ci incanta con la sua musica da ballo contadino, da amori intrecciati sulle aie. Il disco da cui è tratto questo brano si chiama “Ramingo” e ci fa venire in mente i girovaghi dell’Appennino parmense che nell’Ottocento andavano in giro per l’Europa a far ballare scimmie e orsi nelle piazze, metà accattoni metà vagabondi e artisti di strada.


Musica. Bevano Est: Caravane 


Certo, tutti viaggiano. “Viaggiano i viandanti / viaggiano i perdenti” e “consumano la terra in percorsi obbligati”, come “cani alla catena”. Sono le parole di “In viaggio” dei CSI (Consorzio Suonatori Indipendenti), una delle tante formazioni in cui si è espresso il genio di Giovanni Lindo Ferretti, cantante e scrittore nato a Cerreto Alpi, nell’Appennino reggiano. Persona molto discussa nel mondo della musica alternativa in Italia, Ferretti qui ci dà un quadro di caduta nella vertigine. Viaggiare è cadere, sprofondare in un ignoto che si fa visibile.


Musica. CSI: In viaggio


Il viaggio di Ferretti è tutto interiore, spirituale; e anche geografico, spaziale e politico. Partito dal punk e dall’estrema sinistra, è approdato a una sofferta conversione al cattolicesimo. Un percorso che è iniziato dalla fine del mondo, dalla finis terrae, ed è arrivato al cielo stellato sopra l’Appennino. Il Finistère è anche un luogo geografico preciso, in Bretagna: “uno squarcio di luce e d’azzurro dove la terra che finisce fronteggia il cielo e il mare. Noi che amiamo il linguaggio che scaturisce dalle ansie, dalle incertezze, e insieme quello che sedimenta e rimane – ha scritto Ferretti – siamo stati frastornati dal silenzio fatto di suoni e invogliati a spaziare per il mondo”.


Il ciclo si è compiuto una sera di cinque anni fa, il 29 giugno 2001, quando migliaia di giovani, seguendo poche e confuse indicazioni, salendo le colline dell’Appennino, raggiunsero il Parco di Montesole, dove   Ferretti e il suo gruppo tennero un memorabile concerto in memoria di Don Dossetti, il sacerdote che fu uno dei padri della Costituzione.


Alla fine della “decade malefica” di uno “stolto secolo / secolo osceno grondante sangue”, i cani strappano la catena. Sbraitando, ci volgiamo alle risa che il tempo non ha conservato: noi che amiamo il linguaggio che nasce dall’ansia … Arrivederci alla settimana prossima.


Musica. PGR: Finisterrae.


Lettura di Fulvio Redeghieri.

Brano corrente

Brano corrente

Playlist

Programmi