Fossoli è un piccolissimo paese vicino alla più famosa Carpi, prospera città della bassa modenese famosa per la sua piazza, la piazza Martiri che le statistiche danno come la terza piazza più grande d’Italia. I carpigiani sostengono che la loro piazza sia anche la più bella d’Italia ma vengono smentiti da un’altra classifica che la pone in un remoto 74esimo posto…
Ma lasciamo perdere queste quisquiglie campanilistiche e torniamo a Fossoli. Cos’ha a che fare Fossoli, e le sue poche case, con l’emigrazione? Eh, purtroppo tanto, visto che dal campo di smistamento di Fossoli tra il ’42 e il ’44 oltre 5mila italiani, buona parte ebrei, hanno lasciato il loro paese per i campi di concentramento in Germania o Polonia. Un’emigrazione forzata da cui pochi hanno fatto ritorno.
Il campo di Fossoli viene istituito dagli italiani nel maggio 1942 come campo per prigionieri di guerra inglesi. Dopo l’8 settembre del ’43 viene occupato dai tedeschi, attratti dalle sue strutture in muratura di recente costruzione e dalla posizione geografica che fa di Fossoli un punto strategico sulle strada ferroviaria che porta al nord, verso il Brennero e i campi della morte.
Il campo viene ceduto, fino alla fine del 1943, alla neo nata Repubblica Sociale che ne fa un centro di raccolta provinciale per ebrei, in ottemperanza ai dettami della Carta di Verona.
Dall’8 febbraio del 1944 subentra la gestione diretta da parte delle SS e si attiva il processo di deportazione: Fossoli diventa campo poliziesco e di transito per prigionieri politici e razziali destinati ai Lager.
Dalla stazione di Carpi partono, in sette mesi di attività del campo, 8 convogli ferroviari, 5 dei quali destinati ad Auschwitz. Sul primo diretto verso questa meta, il 22 febbraio, viaggia anche Primo Levi che rievoca la sua breve esperienza a Fossoli nelle prime pagine di ‘Se questo e un uomo’ e nella poesia ‘Tramonto a Fossoli’.
Tramonto a Fossoli
Io so cosa vuol dire non tornare
A traverso il filo spinato
ho visto il sole scendere e morire;
ho sentito lacerarmi la carne
le parole del vecchio poeta:
“Possono i soli cadere e tornare:
a noi, quando la breve luce è spenta,
una notte infinita è da dormire”
Primo Levi
7 febbraio 1946
Il convoglio giunse ad Auschwitz il 26 febbraio; Primo Levi fu tra i 95 uomini che superarono la prima selezione e fu immesso nel Campo col numero di matricola 174517.
Il 12 luglio del 1944 nel campo di Fossoli vengono trucidati 67 prigionieri come ritorsione per l’uccisione a Genova di pochi soldati tedeschi. Una rappresaglia completamente immotivata perché condotta contro prigionieri inermi e in un’area lontanissima dal luogo degli attentati.
Con l’ultimo convoglio (partito il 2 agosto 1944) venne trasferito al Campo di Bolzano-Gries anche il carpigiano Odoardo Focherini, che era stato internato a Fossoli il 5 luglio 1944, proveniente dal carcere bolognese di S. Giovanni in Monte. Per aver aiutato almeno un centinaio di ebrei perseguitati, Focherini venne deportato al sottocampo di Hersbruck dove morì alla fine di dicembre del 1944. Per lui è stato da tempo avviato un processo di beatificazione.
Il 2 agosto 1944, il campo viene abbandonato per ragioni di sicurezza e dopo la fine della guerra riutilizzato a scopo abitativo: dal 1947 al 1952 è occupato dalla comunità cattolica di Nomadelfia e dal 1953 alla fine degli anni ’60 dai profughi giuliani e dalmati col nome di Villaggio San Marco.
Oggi l’area dell’ex Campo di Fossoli è una fondazione museo.
Potete trovare ulteriori informazioni sul sito: www.fondazionefossoli.org